a pochi minuti dall’inizio…

Pubblicato: 05/03/2011 in singolarità

Eccomi al Singularity Summit di Milano. L’evento sta per cominciare. Ray Kurzweil è seduto vicino… Tra poco parlerà sul palco. Potete seguire l’evento in diretta su postumano.com e sul mio twitter!

Se potessi prendere una pillola che fermasse (o rallentasse) l’invecchiamento, la prenderesti?

“Ovviamente!” risponderanno gli aficionados di questo blog, ma come risponderebbe il grande pubblico? Potra’ sorprendere, ma le obiezioni alla ricerca anti-invecchiamento non mancano, da chi ne teme l’impatto demografico (qui una risposta), a quelli del patetico “ma poi non ti annoieresti?” La domanda da porsi e’ se queste e altre obiezioni saranno ostacoli insormontabili o se la “pillola anti-invecchiamento” sara’ un prodotto di successo (dico “pillola” per brevita’: in realta’ sembra inevitabile che si trattera’ di un insieme di terapie ben piu’ complesse di una semplice pillola…)

Mi sono imbattuto in una risposta a questa domanda in un articolo pubblicato su Nature circa un anno fa e intitolato Anticipating the Anti-Aging Pill. Gli autori sostengono che le esperienze della pillola contraccetiva e della terapia ormonale sostitiva (TOS) post-menopausa, offrono due utili esempi di come dei medicinali siano stati adottati dal grande pubblico e di come la loro adozione abbia trasformato la societa’, nonostante i ben noti rischi e problemi che portano con se’.

Alcuni fatti su queste terapie:

  • Quasi 200 milioni di donne hanno utilizzato “la pillola” dalla sua introduzione nel 1957
  • Oggi e’ utilizzata da circa 100 milioni di donne
  • E’ stata descritta come una “pietra miliare della medicina” e come la “prima designer drug“.
  • Verso la fine del XXmo secolo, la TOS e’ diventata il medicinale piu’ utilizzato negli USA, dove e’ stata adottata dal 40% delle donne in menopausa
  • E’ stata descritta come “uno dei progressi piu’ rivoluzionari della medicina”, ma anche come “il piu’ grande esperimento mai compiuto sulle donne”

Due ulteriori fatti che e’ importante notare, ai nostri scopi:

  • L’utilizzo di estrogeno ha rapidamente trovato applicazioni che vanno oltre la TOS, quali la prevenzione dei disturbi cardiovascolari e dell’osteoporosi
  • La pillola anticoncezionale fu dapprima introdotta per il trattamento dei disturbi mestruali, ma ben presto si creo’ quella che i ricercatori descrivono come una “curiosa epidemia” di cicli irregolari. Ovviamente, quando un medicinale ha caratteristiche desiderate, il passaparola e’ veloce…

Gli autori dell’articolo ritengono che fenomeni simili potrebbero verificarsi anche con terapie introdotte, per esempio, per controllare i livelli di colesterolo, o per prevenire la demenza senile. Se fosse dimostrato, o anche solo se sembrasse plausibile, che tali terapie potessero estendere le aspettative di vita umane in buona salute, il passaparola di cui sopra farebbe il resto…

Alcuni altri passaggi di interesse dall’articolo citato, che e’ estremamente approfondito e ricco di collegamenti e citazioni per chi volesse approfondire e al quale non faccio giustizia con questo breve riassunto:

  • L’obiettivo piu’ importante per coloro potenzialmente interessati all’allungamento della vita e’ l’incremento della sua qualita’ e non solo della sua quantita’ (e, aggiungo io, questo e’ anche l’approccio di chi, come la SENS Foundation di Aubrey de Grey, mira non tanto all’immortalita’ fisica, quanto a mantenere uno stato di ottima salute a tempo indefinito).
  • Alcuni valori, profondamente radicati nella nostra cultura, potrebbero facilitare l’adozione di queste terapie. Per esempio, una delle ragioni del successo di pubblico della TOS e’ che mantiene un look giovanile piu’ a lungo e, giusto o sbagliato che sia, i canoni estetici correnti accostano spesso bellezza e gioventu’. Un altro esempio e’ il concetto, sempre piu’ diffuso del cosiddetto “invecchiare bene”, un concetto che gli autori dell’articolo in questione descrivono come lo slogan di un vero e proprio movimento, dotato di una ideologia anti-invecchiamento (anti-aging).
  • Le future tecnologie longeviste contribuirebbero anche ad alleggerire l’impatto socio-economico dell’invecchiamento della popolazione nei paesi industrializzati (e non solo), offrendo piu’ anni di vita in buona salute e postponendo o evitando enormi costi ai sistemi sanitari nazionali (tipicamente, la terza eta’ consuma e’ responsabile per la maggior parte di questi costi).
L’articolo si chiude con una vecchia, ma azzeccatissima, battuta: e’ difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro… e’ quindi impossibile predire esattamente come una terapia anti-invecchiamento potra’ essere sviluppata e come sara’ accolta, ma i precedenti storici della pillola e della TOS suggeriscono che sara’ fortemente promossa (dai produttori) e generalmente adottata dal grande pubblico. E chiunque pensi che tali terapie non siano realizzabili dovrebbe seguire gli sviluppi in campi quali genetica, scienze biomediche e nanotecnologie.
Chi volesse approfondire non perda le numerosissime References in fondo all’articolo.

Foto: Eat Me, by ephotography

Fonte: Estropico


A quanto pare, in Iraq e Afghanistan, la tattica del confronto asimmetrico sta spostando l’enfasi dagli ordigni esplosivi improvvisati all’utilizzo di cecchini. Conseguentemente, negli ultimi mesi, il numero di vittime di attacchi di questo tipo fra i soldati della coalizione e’ in aumento. Il video qui sopra mostra un sistema di “rilevamento cecchini” della Qinetiq (Shoulder Worn Acoustic Targeting Systems – SWATS) che offre una soluzione e che e’ gia’ presente sia in Afghanistan che in Iraq (4150 unita’) e che pare sara’ sempre piu’ utilizzato (l’esercito USA ne ha appena ordinati altri 14.400). Qui un articolo, su SingularityHub: Sniper Detecting Microphones Becoming More Popular for US Soldiers (video)

Qui sotto, invece, un altro video, sempre della Qinetiq, illustra un sistema simile, ma per veicoli:

Fonte: Estropico

Il 5 marzo a Milano si terrà un evento importantissimo: il Singularity Summit. Tra gli illustri ospiti che parteciperanno bisogna sottolineare la presenza (per la prima volta in Italia) di Ray Kurzweil, il guru della singolarità. Che cos’è la singolarità? Per usare le parole dello stesso Kurzweil “è un periodo storico futuro durante il quale il tasso di innovazione tecnologico sarà talmente veloce e il suo impatto talmente profondo, che la vita sarà irreversibilmente trasformata”. Io ci sarò e farò il possibile per trasmettere l’evento in streaming su postumano. Vi allego un articolo tratto dai nostri amici di estropico:

Wired e Monsieur si occupano dell’iLabs Singularity Summit

Il Singularity Summit organizzato dagli amici degli iLabs a Milano e’ sempre piu’ vicino e la stampa se ne sta accorgendo…

Segnalo un’intervista a Gabriele Rossi su Wired.it, e che il numero di marzo della rivista Monsieur ha dedicato copertina e cover story all’evento, all’uomo 2.0 e alla semi-immortalita’. Qui, in formato PDF, alcuni articoli, sul sito degli iLabs e qui sotto titoli e introduzioni:

Nasce oggi l’uomo immortale. In anteprima mondiale Gabriele Rossi illustra a Monsieur i risultati ottenuti dopo 33 anni di studi e ricerche: prolungare in modo indefinito la vita è possibile.Una trasformazione così radicale porterà a una società fondata sull’etica, sul principio della verità e sulla collaborazione tra gli individui, che verranno regolati da nuove norme morali. Ispirate alle tre leggi sulla robotica postulate da Isaac Asimov.

Senza ignoranza vivremo di piu’. La ricercatrice Antonella Canonico ritiene di essere riuscita a trovare le chiavi per accedere all’anatomia del pensiero e rallentare così il processo degenerativo. Perché conoscendosi di più, si sarà più sani e longevi.

Le intelligenze singolari. Raymond Kurzweil e Aubrey De Grey, relatori d’eccezione al convegno iLabs Singularity Summit, spiegano in anteprima aMonsieur come progresso
e medicina rigenerativa cambieranno la nostra vita.

Ed ecco quanto troverete nell’ultima parte dell’editoriale di Monsieur (PDF):

“L’Uomo 2.0 e’ il nome convenzionale con cui i ricercatori degli iLabs identificano l’individuo che fara’ parte della societa’ della Semi-immortalita’, composta di persone che decidono di adottare un codice di comportamento personale molto piu’ rigoroso. Fondata sull’etica, sul principio della verita’ e sulla collaborazione tra gli individui, che verranno regolati da nuove leggi morali senza piu’ bisogno di giudici e magistrati. Una societa’ ibrida uomo-macchina, simile a quella profetizzata da Isaac Asimov, e resa possibile dall’imminente arrivo della Singolarita’ tecnologica, che segnera’ una svolta nella storia dell’Umanita’ con la costruzione della prima Intelligenza artificiale che ci permettera’ di affrontare problemi prima considerati irrisolvibili e a costruire Intelligenze artificiali sempre piu’ efficaci. Affinche’ una macchina possa “pensare”, bisogna fornirle un modello di realta’, che per i ricercatori di iLabs e’ rappresentato dodecaedro rombico, punto di partenza del modello di universo fisico. Se volete saperne di piu’ l’appuntamento con gli iLabs e’ previsto il prossimo 5 marzo a Milano, al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Gia’, Leonardo, il primo Uomo 2.0.”

Ci saranno sia alcuni autori di Estropico che alcuni amici del Network dei Transumanisti Italiani. Chi volesse incontrarli in occasione dell’iLabs Singularity Summit puo’ scrivermi a estropico “at” gmail “punto” com e vi mettero’ in contatto.

Vedi anche, su Estropico: Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico; Intervista a Gabriele Rossi

Tra le notizie che avevo archiviato c’è anche questa. E’ presa dal sito repubblica.it e risale al 10 settembre 2010. Nell’elenco delle possibili applicazioni della tecnologia “cevello-computer” non poteva mancare. Ancora una volta sembra fantascienza… Sembra.Ecco l'elmetto con i sensori Comanderà soldati "a distanza"

Il prototipo dell’elmetto

Il progetto della Difesa Usa: il dispositivo collegato al cervello dei militari permettera di infondere stimoli di regolazione dello stress, mantenimento della concentrazione, limitazione del dolore di LUIGI BIGNAMI

L’dea è semplice: se ogni singolo aspetto delle sensazioni umane, dalla percezione alle emozioni fino al comportamento è regolato dall’attività del cervello, allora è sufficiente stimolare quest’ultimo per indirizzare al meglio un militare durante un’azione di guerra. Già ma cos’è il “meglio”? Una risposta l’ha data la Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il dipartimento che si occupa dei progettazione e ricerca per la difesa degli Stati Uniti.  Il “meglio”, secondo gli alti comandi, consisterebbe nel poter infondere nei militari, quando necessario, un impulso al cervello per ridurre o aumentare gli stati d’ansia, lo stress, la miglior capacità possibile di osservare e trarre deduzioni durante un’attività, sentire meno dolore se feriti, rimanere svegli a lungo e intervenire sul militare in modo psichiatrico. Il mezzo sarebbe un elmetto, che, oltre che a proteggere la testa del soldato, abbia al suo interno queste potenzialità e faccia da interfaccia con un computer che posto a distanza adeguata possa interagire con il cervello. Una sorta di “controllo a distanza” delle menti degli uomini e delle donne inviati sui fronti più pericolosi, che pone non pochi interrogativi etici.

Fino ad oggi, al di fuori del mondo militare, molte sono le limitazione che rallentano le possibilità di stimolare il cervello per trattare malattie e controllare i processi di informazioni che passano per i circuiti dell’encefalo. La DBS, ad esempio, ossia la stimolazione profonda del cervello, viene utilizzata per limitare i problemi creati dal Parkinson, ma richiede un intervento chirurgico per impiantare elettrodi e batterie nel paziente. La TMS invece, che è utilizzata su chi, con problemi di depressione o allucinazioni, non reagisce alle medicine, non richiede interventi chirurgici, ma necessita di una stimolazione su  una piccola area del cervello, circa un centimetro per lato, e da lì non si deve uscire per ottenere gli effetti e, oltretutto, non riesce a stimolare i circuiti profondi del cervello dove risiedono molti circuiti importanti per il problema (tant’è che alcuni ricercatori la considerano niente più che un placebo).

“Al fine di oltrepassare queste limitazioni, abbiamo messo a punto un nuovo sistema tecnologico che invia ultrasuoni al cervello che stimolano i suoi circuiti senza interventi chirurgici. Inoltre il sistema ha una capacità che è almeno 5 volte superiore come qualità di intervento rispetto alla TMS”, spiega William Tyler, della School of Life Sciences all’Arizona State University e che lavora per la Darpa. I risultati di tali ricerche sono ormai così avanzati che la Darpa vuole applicarli ai militari americani impegnati in azioni di guerra.

L’idea è di inserire in un casco tutti gli strumenti necessari per stimolare il cervello del combattente a seconda delle esigenze. I prototipi di tali caschi sono già sul tavolo della Darpa. Essi presentano una miniaturizzazione del sistema di trasmissione degli ultrasuoni e mostrano la possibilità di colpire i centri nervosi del cervello del militare senza che questi debba rimanere immobile. “Con questo elmetto, il soldato potrà ricevere informazioni di qualunque genere, sarà protetto come nessun altro elmetto ha fatto finora, ma soprattutto potrà essere stimolato in modo neurologico affinché i suoi centri nervosi rimangano in allerta per tutto il tempo necessario di un’azione di guerra senza momenti di riposo, potrà riceve stimoli per avere un comportamento da “uomo senza paura” e se l’azione di guerra lo porterà ad avere stati d’ansia pericolosi, questi potranno essere cancellati. E in caso venga ferito, gli si potrà limitare il dolore.

L’ IBM ci mostra in un video cinque innovazioni che potenzialmente potrebbero cambiare il modo in cui la gente lavorerà, vivrà e giocherà nei prossimi cinque anni. Il filmato (in inglese) è basato sui trend di mercato, sulle analisi sociologiche e sulle tecnologie sviluppate dalla IBM.

Vedremo come i sensori degli apparecchi che usiamo quotidianamente potranno aiutare gli scienziati a raccogliere dati capillari, in modo da creare un ritratto preciso del nostro ambiente e capire con precisione cosa accade al pianeta, prevedendo anche i cataclismi.

Secondo l’IBM tra cinque anni la tecnologia 3D olografica sarà nelle case e negli uffici, cambiando il nostro modo di relazionarci e di lavorare.

Le batterie dureranno dieci volte di più rispetto ad oggi e respireranno l’ossigeno nell’aria per alimentare i nostri device!

Il calore e l’energia in eccesso dei computer all’interno dei “data center” nel mondo verranno riciclati per riscaldare o alimentare l’aria condizionata nelle città. Questa sarebbe un’enorme innovazione se pensate che più del 50% dell’energia consumata dai data center è usata per raffreddare i computer!

I navigatori satellitari saranno in grado di personalizzare con grande efficienza le nostre rotte. Riusciranno a prevedere con anticipo la congestione del traffico e riusciranno a farci arrivare sempre puntuali… 🙂

Ecco i robot che dovremo combattere!

Pubblicato: 27/02/2011 in robot

La Boston Dynamics è famosa per i suoi inquietanti robot impiegati nell’esercito americano. Il più popolare è BigDog, in grado di camminare come un quadrupede e di mantenere l’equilibrio anche nelle situazioni critiche, come sul ghiaccio, o sui terreni più accidentati. Il suo lavoro è quello del vecchio “mulo”, cioè trasportare materiale. Se non ve lo ricordate ve lo ripropongo:

Un’altra creaturina simpatica della Boston Dynamics è RiSE, un robottino capace di arrampicarsi su superfici verticali come muri, alberi o barriere. Un bell’insettone computerizzato che mi ricorda quel maledetto “spiderbot” del film Runaway del 1984:

Tra i vari progetti Boston Dynamics, meritano una citazione anche gli SquishBot, una nuova categoria di robot chimici in grado di trasformarsi da duri a morbidi per infilarsi nelle fessure e negli spazi più piccoli. Pensate che bello vederseli sbucare dal lavandino! Non ci sono video, ma due immagini:

Quelli che avete visto sono solo alcuni dei progetti finanziati dalla DARPA. Ora si entra nell’era dei robot-soldati umanoidi e dei ghepardi. ATLAS sarà infatti in grado di muoversi come un essere umano. Potrà camminare su terreni difficili, bilanciandosi alla perfezione, potrà accovacciarsi, strisciare o camminare carponi se la situazione dovesse richiederlo. Ricorda molto il “T-800” di Terminator.  Cheetah invece sarà un robot ghepardo, in grado di correre molto più velocemente di un essere umano. Grazie alla sua capacità di compiere scatti felini e improvvisi cambi di direzione sarà perfetto per gli inseguimenti… Speriamo solo che non sviluppi il gusto per la carne umana!

Il braccio bionico che avete visto in questo video di NewScientist è interamente controllato dalla mente di Jesse Sullivan, l’uomo che lo indossa. E’ stato sviluppato dall’ingegnere biomeccanico Todd Kuiken e dal suo team della Northwestern University. Il braccio legge gli impulsi nervosi del torace e li traduce in un movimento di complessa abilità, come la capacità di afferrare una pallina o usare un martello. La tecnologia dei dispositivi controllati dalla mente sta facendo enormi passi in avanti. Davvero affascinante!

Quello che vi propongo oggi è un documentario importante che i transumanisti conoscono molto bene. E’ andato in onda su rai tre il 15 novembre 2006, all’interno del programma “C’era una volta…”. Parla del futuro dell’uomo e la nascita del postumano secondo i transumanisti. Dopo la sua messa in onda si sono scatenate molte discussioni su internet, e se lo vedrete capirete il perchè. Ho deciso di pubblicarlo dopo numerose segnalazioni e ritengo opportuno parlarne anche su questo blog.

Devo sottolineare che l’associazione transumanisti italiani si è scissa in due gruppi per motivi politici ed è nato il network transumanista italiano. In pratica l’AIT ha preso una svolta sovrumanista, cosa che a molti transumanisti non è piaciuta…

Su postumano in questi giorni vi ho mostrato diverse interfacce cervello-computer. Paolo Atzori mi ha segnalato una piattaforma software gratuita per programmare applicazioni per questa tecnologia. Si chiama OpenViBE e attraverso la sua interfaccia grafica si possono costruire scenari compatibili con gli strumenti EEG. Se siete dei programmatori o smanettoni, questa è una bellissima occasione per esplorare il mondo della comuicazione mentale tra uomo e macchina. In questo lungo video viene illustrato in modo molto chiaro come funziona OpenVibe. Devo sottolineare che sul sito di OpenViBE ci sono molti tutorial. Anche se ignorate la programmazione è comunque interessante capire come si sviluppa il processo di apprendimento da parte della macchina per eseguire gli ordini impartiti dal nostro cervello.