il software per la comunicazione cervello-computer

Pubblicato: 23/02/2011 in le vostre segnalazioni, mind controlled

Su postumano in questi giorni vi ho mostrato diverse interfacce cervello-computer. Paolo Atzori mi ha segnalato una piattaforma software gratuita per programmare applicazioni per questa tecnologia. Si chiama OpenViBE e attraverso la sua interfaccia grafica si possono costruire scenari compatibili con gli strumenti EEG. Se siete dei programmatori o smanettoni, questa è una bellissima occasione per esplorare il mondo della comuicazione mentale tra uomo e macchina. In questo lungo video viene illustrato in modo molto chiaro come funziona OpenVibe. Devo sottolineare che sul sito di OpenViBE ci sono molti tutorial. Anche se ignorate la programmazione è comunque interessante capire come si sviluppa il processo di apprendimento da parte della macchina per eseguire gli ordini impartiti dal nostro cervello.

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commenti
  1. luca rivoli ha detto:

    fantastico!!! 🙂 sarebbe bellissimo poterlo provare.. ma voi pensate che coloro che sono dotati di una immaginazione più attiva siano in grado di potenziare l’uso di questo programma?

  2. joe ha detto:

    Mah, se la tendenza dell’umanità è quella di cercare il modo di non uscire più di casa, di non fare attività fisica , di non godersi più una giornata di sole interagendo “realmente” con altri esseri umani, e preferisce crearsi una realtà virtuale in cui saremo tutti risucchiati..per me sarebbe meglio che la ricerca si concentrasse su questioni diverse e forse più importanti.

    JOE

    • Gino ha detto:

      mi trovi pienamente daccordo joe.
      arrivare al film il mondo dei replicanti dove tutti stanno dentro casa ed uscirebbe il replicante non è una belal cosa.
      preferisco uscire di casa, sentire la puzza di smog, o il profumo dei cornetti caldi la mattina del bar, prenderim un raffreddore. il freddo il sole la pioggia.

      ragazzi siamo esseri umani ci hanno o siamo nati per vivere per provare emozioni, sensazioni, nno per far vivere una macchina al nostro posto.

    • draven8791 ha detto:

      io non la vedo così, ma come la possibilità di guidare macchine, magari complesse, in un modo semplice, con quindi minori possibilità di errore, e con tempi di reazioni migliori, maggiore efficienza e maggiore velocità. le applicazioni che uno strumento come questo potrebbe avere sono moltissime, si pensi alle ad esempio una persona senza braccia che può liberamente guidare un auto…(questo è un solo esempio e banale, ma se ne possono fare molti altri)secondo me, ricercare in questo campo non è ne spreco di tempo ne di fondi….

      Gio

  3. lancelotdiarcadia ha detto:

    Infatti! Io VOGLIO ancora potere uscire di casa, sentire il profumo del cappuccino e dei cornetti caldi alla mattina, sentire il profumo dell’erba appena tagliata in primavera, l’odore della pioggia e della (ahimé sempre più rara) neve d’inverno, il profumo del pane appena cotto che si sente nel mio cortile la mattina presto, preparato dalla panetteria accanto… e voglio ancora restare incantato davanti ad un immenso cielo stellato! Lo voglio per me, e per i miei futuri figli, e i figli dei miei figli!

  4. Franco ha detto:

    Ma queste tecnologie non ci impediscono di uscire di casa. Ci offrono delle possibilità in più, non in meno.
    Io passo gran parte della giornata su internet, però quando mi viene voglia di andare a fare una passeggiata, cioè quasi tutti i giorni, spengo l’Ipad e esco. Nessuno me lo impedisce.

    • lancelotdiarcadia ha detto:

      Purtroppo io conosco ragazzini (sì, perché sono giovanissimi!) che sono talmente assuefatti da internet e playstation, da non uscire più di casa (e aggiungo: con il beneplacito sconsiderato dei genitori). E quelle rare volte che lo fanno, non vedono l’ora di tornare davanti allo schermo del computer! Siamo sempre lì: le tecnologie andrebbero usate con intelligenza e moderazione, ma non sempre è così, purtroppo!

  5. Franco ha detto:

    Si vabbè ma non è colpa delle tecnologie, tutto va usato con moderazione. Il cibo, il sesso, lo sport, l’aggressività, i libri, il cinema, la bicicletta, le sigarette, le “canne”, l’ozio, la TV…
    Se uno ha problemi psicologici può esagerare e assuefarsi con qualsiasi cosa, dale pietre agli androidi.

  6. alessandro ha detto:

    premetto che esco tutti i giorni e che navigo in internet moderatamente,ma mi dite che differenza ci sara tra uscire di casa realmente e farlo virtualmente le senzazioni che viviamo sono solo impulsi che arrivano al cervello

    • Franco ha detto:

      Sono d’accordo con te, anche se le riproduzioni virtuali non saranno mai uguali al 100% al mondo reale. Per esempio la luce solare è una forma di energia particolare, e l’acqua del mare ha una composizione unica, contiene anche oro monoatomico per esempio.
      Guardare un video youtube di una spiaggia non è come fare un bagno al mare.. 🙂

  7. Sigismondo ha detto:

    Grazie mille Daniele, questo darà nuova linfa ai miei studi che ho abbandonato a causa di chi è stato cieco. Non sono uno scienziato pazzo, è solo che avevo progettato per la mia tesi un sistema per la sicurezza di milioni di persone, solo che è passato inosservato. Cretini 😀
    Adesso, con questo software, potrò divertirmi come un pazzo a sviluppare applicazioni innovative che magari possano facilitarmi il lavoro quotidiano. 🙂
    Magari le mie applicazioni le condividerò con voi, quando sarà il momento!
    Mi mancava un framework del genere sul quale lavorare…
    Grazie ancora!

  8. Luciano ha detto:

    Sicuro? Anche del fatto che potranno essere “riprodotte”, tutte, le sensazioni?

    • Luciano ha detto:

      Scusa Sigismondo, rispondevo ad Alessandro, non fraintendermi.

      • alessandro ha detto:

        forse la reralta virtuale ci aiutera per il lavoro che dite ragazzi ? pensate a quelli che lavorano distanti dalle famiglie ? per il resto e meglio la vita reale 🙂

  9. Luciano ha detto:

    Gli scenari sono potenzialmente affascinanti.
    Immagino un chirurgo che opera con il pensiero sull’immagine olografica di un paziente che si trova lontano ed è realmente operato da un robot che riproduce le mani del chirurgo, e magari, qualche arto in più, sempre guidato dal cervello del chirurgo;
    Già, perchè un robot comandato dal pensiero potrebbe avere più di due braccia e due gambe, il cevello potrebbe imarare a gestirne di più. Mi sbaglio?
    Ciao

  10. Sergio ha detto:

    Ommioddio! Daniele, perchè l’hai messo? :-)))) adesso rischierò di passarci ore ed ore a smanettarci.
    Grazie dell’informazione!

  11. mary ha detto:

    La ricerca deve andare avanti e queste tecnologie avanzate si devono mettere in pratica principalmente per GUARIRE le persone malate o con gravi difetti fisici. Non possiamo essere egoisti da non pensarci ed opporci. Proprio perchè siamo umani si sà che andiamo incontro alla vecchiaia e tutte le conseguenze..e la nostra vita “fisica” finirà purtroppo. Quindi tutti saremo d’accordo di cercare di vivere bene, in salute e il più possibile,no? E se si aggiungono anche tecnologie che migliorano il nostrostile di vita ed aumentano il nostro divertimento meglio! L’importante secondo me è fare attenzione ai limiti, moderare le scelte valutando eventuali pericoli ed essere sicuri che non ci tolgano mai la libertà. Poi per ora nessuno ha parato di eliminarci il naso per sentire i profumi nè ci ha vietato di farci un tuffo al mare,no? La nuova tecnologia non dovrebbe influire contro le nostre libere scelte, contro i nostri desideri e la nostra essenza. Finchè non c’è questo pericolo..non c’è da avere paura 🙂

  12. Paolo95 ha detto:

    Ehi Dani, mi sono dimenticato di ringraziarti per aver pubblicato la mia segnalazione, quindi…grazie mille e’ scusa per il ritardo.

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