Archivio per febbraio, 2011

L’ IBM ci mostra in un video cinque innovazioni che potenzialmente potrebbero cambiare il modo in cui la gente lavorerà, vivrà e giocherà nei prossimi cinque anni. Il filmato (in inglese) è basato sui trend di mercato, sulle analisi sociologiche e sulle tecnologie sviluppate dalla IBM.

Vedremo come i sensori degli apparecchi che usiamo quotidianamente potranno aiutare gli scienziati a raccogliere dati capillari, in modo da creare un ritratto preciso del nostro ambiente e capire con precisione cosa accade al pianeta, prevedendo anche i cataclismi.

Secondo l’IBM tra cinque anni la tecnologia 3D olografica sarà nelle case e negli uffici, cambiando il nostro modo di relazionarci e di lavorare.

Le batterie dureranno dieci volte di più rispetto ad oggi e respireranno l’ossigeno nell’aria per alimentare i nostri device!

Il calore e l’energia in eccesso dei computer all’interno dei “data center” nel mondo verranno riciclati per riscaldare o alimentare l’aria condizionata nelle città. Questa sarebbe un’enorme innovazione se pensate che più del 50% dell’energia consumata dai data center è usata per raffreddare i computer!

I navigatori satellitari saranno in grado di personalizzare con grande efficienza le nostre rotte. Riusciranno a prevedere con anticipo la congestione del traffico e riusciranno a farci arrivare sempre puntuali… 🙂

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Ecco i robot che dovremo combattere!

Pubblicato: 27/02/2011 in robot

La Boston Dynamics è famosa per i suoi inquietanti robot impiegati nell’esercito americano. Il più popolare è BigDog, in grado di camminare come un quadrupede e di mantenere l’equilibrio anche nelle situazioni critiche, come sul ghiaccio, o sui terreni più accidentati. Il suo lavoro è quello del vecchio “mulo”, cioè trasportare materiale. Se non ve lo ricordate ve lo ripropongo:

Un’altra creaturina simpatica della Boston Dynamics è RiSE, un robottino capace di arrampicarsi su superfici verticali come muri, alberi o barriere. Un bell’insettone computerizzato che mi ricorda quel maledetto “spiderbot” del film Runaway del 1984:

Tra i vari progetti Boston Dynamics, meritano una citazione anche gli SquishBot, una nuova categoria di robot chimici in grado di trasformarsi da duri a morbidi per infilarsi nelle fessure e negli spazi più piccoli. Pensate che bello vederseli sbucare dal lavandino! Non ci sono video, ma due immagini:

Quelli che avete visto sono solo alcuni dei progetti finanziati dalla DARPA. Ora si entra nell’era dei robot-soldati umanoidi e dei ghepardi. ATLAS sarà infatti in grado di muoversi come un essere umano. Potrà camminare su terreni difficili, bilanciandosi alla perfezione, potrà accovacciarsi, strisciare o camminare carponi se la situazione dovesse richiederlo. Ricorda molto il “T-800” di Terminator.  Cheetah invece sarà un robot ghepardo, in grado di correre molto più velocemente di un essere umano. Grazie alla sua capacità di compiere scatti felini e improvvisi cambi di direzione sarà perfetto per gli inseguimenti… Speriamo solo che non sviluppi il gusto per la carne umana!

Il braccio bionico che avete visto in questo video di NewScientist è interamente controllato dalla mente di Jesse Sullivan, l’uomo che lo indossa. E’ stato sviluppato dall’ingegnere biomeccanico Todd Kuiken e dal suo team della Northwestern University. Il braccio legge gli impulsi nervosi del torace e li traduce in un movimento di complessa abilità, come la capacità di afferrare una pallina o usare un martello. La tecnologia dei dispositivi controllati dalla mente sta facendo enormi passi in avanti. Davvero affascinante!

Quello che vi propongo oggi è un documentario importante che i transumanisti conoscono molto bene. E’ andato in onda su rai tre il 15 novembre 2006, all’interno del programma “C’era una volta…”. Parla del futuro dell’uomo e la nascita del postumano secondo i transumanisti. Dopo la sua messa in onda si sono scatenate molte discussioni su internet, e se lo vedrete capirete il perchè. Ho deciso di pubblicarlo dopo numerose segnalazioni e ritengo opportuno parlarne anche su questo blog.

Devo sottolineare che l’associazione transumanisti italiani si è scissa in due gruppi per motivi politici ed è nato il network transumanista italiano. In pratica l’AIT ha preso una svolta sovrumanista, cosa che a molti transumanisti non è piaciuta…

Su postumano in questi giorni vi ho mostrato diverse interfacce cervello-computer. Paolo Atzori mi ha segnalato una piattaforma software gratuita per programmare applicazioni per questa tecnologia. Si chiama OpenViBE e attraverso la sua interfaccia grafica si possono costruire scenari compatibili con gli strumenti EEG. Se siete dei programmatori o smanettoni, questa è una bellissima occasione per esplorare il mondo della comuicazione mentale tra uomo e macchina. In questo lungo video viene illustrato in modo molto chiaro come funziona OpenVibe. Devo sottolineare che sul sito di OpenViBE ci sono molti tutorial. Anche se ignorate la programmazione è comunque interessante capire come si sviluppa il processo di apprendimento da parte della macchina per eseguire gli ordini impartiti dal nostro cervello.

Su Discovery Science va in onda la serie “Tecnologie del futuro”. Questo è il primo episodio di 45 minuti dedicato ai Super Uomini:

Comunicazione telepatica, lenti a contatto-computer, pillole per potenziare il cervello, neurogenesi, espansione dei sensi, nanofibre, autorigenerazione del nostro corpo, organi stampati, controllo del genoma, pillole anti-invecchiamento, longevismo…

Buona visione!

L’amico Sigismondo nel precedente articolo ha lasciato una segnalazione importante tra i commenti. La raccolgo per riportarla con più enfasi, visto che si tratta di un importante progetto sviluppato in Puglia, a Galatina. Si chiama Brainshield e il suo obiettivo è di riuscire a pilotare un aereo con la forza del pensiero.

Nella base aerea “Nido delle aquile”, sede del 61° stormo, un’equipe di ricercatori e di piloti militari sta lavorando alla comunicazione diretta tra cervello e computer attraverso le onde cerebrali. Il pilota telepatico indossa una cuffia con elettrodi collegati al cuoio capelluto sotto il casco di volo e in questo modo comunica le sue intenzioni e le sue emozioni al computer, che agisce di conseguenza, gestendo i rischi di eventuali errori umani durante le manovre stressanti in combattimento e facilitando i complessi controlli del velivolo.

Ci saranno anche sviluppi nell’aviazione civile. L’Alitalia ha dimostrato interesse e a testimonianza della serietà del progetto si sono avvicinati a Brainshield anche rappresentanti della Finmeccanica, dell’Università Tor Vergata, della Fondazione Santa Lucia e di Alemia, una società che realizza velivoli militari e commerciali.

Ecco una breve spiegazione di Roberto Isabella, colonnello medico e coordinatore militare di Brainshield: