La pubblicità che ti riconosce (come nel film Minority Report) potrebbe diventare realtà entro 12 mesi!

Pubblicato: 14/04/2011 in controllo globale, intelligenza artificiale, invenzioni

Nel 2002, Steven Spielberg, con il film Minority Report ci aveva mostrato un assaggio di come potrebbe diventare il mondo in un futuro non troppo lontano.

La trama raccontava di un’unità speciale denominata ‘PreCrime’, in grado di prevedere quando stava per essere commesso un omicidio, dando la possibilità alla polizia di catturare i potenziali criminali prima che eseguissero l’atto.

Una delle invenzioni più intriganti del film era la pubblicità in grado di riconoscere i passanti interagendo con loro, chiamandoli per nome.

“John Anderton!” urla la pubblicità a Tom Cruise. “Potresti farti una Guinness, proprio adesso!”

E mentre Anderton cammina, la pubblicità lo chiama per nome da ogni parte. Ecco la scena:

Il film era ambientato nel 2054, ma una nuovo rapporto scritto dal Centre for Future Studies britannico, prevede che molto presto avremo annunci come quelli che avete appena visto. La rivoluzione pubblicitaria potrebbe avvenire entro i prossimi 12 mesi!

Il loro studio – commissionato da 3M|GTG, azienda leader nel settore dell’ingegneria software e hardware specializzata nella pubblicità digitale – svela il primo passo verso messaggi pubblicitari che si adattano ai nostri stati d’animo.

La tecnologia è stata soprannominata ‘Gladverts’ dagli autori del rapporto. Usa il software di riconoscimento emozionale (emotion recognition software ERS), in grado di sapere se sei felice o triste e ti propone un annuncio personalizzato, in base a come ti senti in quel momento.

In Giappone, la NEC ha già sviluppato un sistema che riconosce il sesso di una persona, fa una stima della sua età, e crea un messaggio pubblicitario adatto al suo target.

Ora questa pubblicità mirata farà un passo avanti. Non solo conoscerà il tuo umore, il tuo sesso e la tua età. Attraverso le informazioni archiviate dai social network, saprà anche quali sono le tue abitudini e i tuoi interessi.

“Steven Spielberg si è sbagliato”, ha dichiarato Daniel Steinbichler, l’amministratore delegato di 3M|GTG. “La pubblicità sarà più avanzata di quella immaginata dal regista. Invece di limitarsi a riconoscere i consumatori in base al nome, la tecnologia gladvertising permetterà alle varie marche di offrire esperienze interattive direttamente con il singolo consumatore, entro il 2012.”

Ancora una volta abbiamo raggiunto la fantascienza. A me fa un po’ paura…

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commenti
  1. GIUSEPPE JO ha detto:

    IO LO DICO SEMPRE, TUTTO QUELLO CHE è FANTASCIENZA PRIMA O POI DIVENTA REALTà… MA SCUSA, SE LA MENTE PUO CREARE QUALCOSA PER IL CINEMA, VUOL DIRE CHE QUESTO QUALCOSA PUò ESSERE CREATO DAVVERO… LA STORIA LO DIMOSTRA… 🙂

  2. Daniele Bossari ha detto:

    È vero. L’immaginazione è il primo passo.

  3. Laura Buscaino ha detto:

    Si… anche a me fa un pò paura…
    Buonanotte.

  4. Sara ha detto:

    Buongiorno a tutti….. sinceramente la vedo come una scoperta devastante…. premetto che io sono a favore della tecnologia quando però è sotto controllo. l’idea che mentre passeggio pensando alla mia giornata o ai miei problemi e una pubblicità riconosca il mio stato d’animo e mi proponga una “soluzione”, se così la possiamo definire, è inquietante… oltre al fatto che ci battiamo per quella che per alcuni di noi è ancora privacy, chi ci dice che queste “pubblicità” non vengano manomesse con messaggi subliminari, volti a scatenare follie di massa,isterismi o altro?!? ci sta che io sia molto negativa, ma ciò che non comprendo ogni tanto mi spaventa.

    un abbraccio a tutti voi….

    Sax

  5. SABINA ha detto:

    pensa che imbarazzo trovarsi a passare con qualcuno e la conoscenza virtuale potrebbe conoscere cose di te che non vorresti nessuno sapesse…
    sabina

    • Federico Desanti ha detto:

      …anche a me fa paura tutto questo…Manca poco che a ‘sto punto ci mettano un chip nel cervello dedicato alla pubblicità. Inventiamo i “CYBER ADS”…!:-))
      Si sa che ci creano i bisogni, ma così, come giustamente afferma Sabina, creano anche molti imbarazzi.In Minorty Report non è chiaro se quella vocina la sentissero tutti o solo l’ interessato..almeno quello. Alla faccia della privacy…Esser chiamato per nome e cognome entrando anche solo distrattamente in un negozio fa un effetto “devastante”…!Ma forse poi a tutto si fa l’abitudine…tanto se te lo impongono c’ è poco da fare…:-(( Speriamo bene…!..
      Tutto questo entro il 2012? Non sarà per questo la profezia sulla fine del mondo nel 2012?:-)

  6. luca rivoli ha detto:

    a me fa moltaaa paura.. pensare che qualc possa captare le tue emozioni e sensazioni più intime che magari vuoi nascondere al mondo e usarle per importi un prodotto è molto inquietante.. e concordo con sara sul potere dei messaggi subliminari che potrebbero influenzare le nostre scelte..

  7. Andrea Cafarchio ha detto:

    SE davvero un giorno la tecnologia raggiungerà livelli simili saranno guai… Penso che il livello di Tecnologia sia inversamente proporzionale alla libertà del singolo…

  8. Alessandro ha detto:

    Ha me questa tecnologia non è che fa paura, ma sinceramente mi infastidisce e anche di molto non mi piace camminare in una galleria ad esempio di una metropolitana ed essere disturbato da un’ologramma che è più insistente di un venditore della folletto.
    Ma con me non funziona andro in giro con iPAD e gli occhiali da sole modello test nucleare,qu8ando e troppo e troppo

  9. Alessandro ha detto:

    Anche se questa tecnologia può avere dei risvolti positi, tipo riconoscimento dei terroisti,riconoscimento di malesseri e cosi via…..

  10. C.H. ha detto:

    Ormai il progetto ECHELON si è espanso alla sua massima potenza, siamo controllati in tutto e per tutto e questo ci viene propinato come un bene per la nostra sicurezza e noi popolo pecora seguiamo la scia del gregge senza pensare che siamo catologati come carne da macello!
    Echelon si è trasformato nei vari social network che hanno acquisito informazioni direttamente da noi……quindi senza neanche lo sforzo di dover spiare!
    Siamo quindi sicuri che tutte queste innovazioni siano a fin di bene???

  11. the thought's tree ha detto:

    Si, in effetti non mi sembra proprio una bellissima notizia… o almeno ci sarebbe un aspetto negativo della cosa (l’ulteriore privazione della privacy, che già tra facebook e simili è già abbastanza ridotta) che mi fa temere per un uso “improprio” di questa innovazione certamente affascinante, ma di cui dovremmo saperne di più prima di osannarla.

    ciao.
    Fabio.

    • Etixa ha detto:

      Yeah, only that computer was an IMSAI, which had in 8080 Intel psorecsor IIRC, it also didn’t have monitor or keyboard, but it did have its own case and it was fully functional out-of-box because you could input programs and data through its front panel switches (each being one bit) and see the results on some flashing lights. I admit it was kind of boring.

  12. Alessandro ha detto:

    Ci sono aspetti negativi della tecnologia, però non dimentichiamo che e anche grazie a facebook che nei pesi Africani sono scoppiate le rivoluzioni ”democratiche” per via della diffusione di informazzioni e video dei regimi.
    Resta da vedere il fine ultimo di tutto questo ….

    • Ste' ha detto:

      Ok per la diffusione di informazioni, ma questa divulgazione dovrebbe essere di interesse globale, quando queste vanno a violare la privacy….

    • the thought's tree ha detto:

      Beh ovviamente quello è uno degli utilizzi in positivo del mezzo Facebook.
      Ma nel 90% dei casi Facebook è solo un bacino di informazioni su (potenzialmente) chiunque nel mondo a cui, pagando, chiunque sia interessato a sfruttarle (per fini commerciali o altro chi ce lo assicura?) può tranquillamente accedere. E non mi sembra proprio positivissimo questo…

  13. Ste' ha detto:

    Mentre cammino per strada pensando ai fatti miei, mi appare una sorta di ologramma che mi “perseguita” e dice a tutti chi sono e cosa voglio? No grazie

    • Anna ha detto:

      Anch’io non la vedo benissimo. A me tutta questa “tecnologia” spaventa…il problema è che inevitabilmente ne facciamo parte, altrimenti verremmo tagliati fuori dal mondo che corre + veloce di noi. Non ci vedo proprio niente di positivo e poi come si sa le cose che apparentemente appaiono più intriganti e accattivanti o ciò che è innovativo, spesso è volto ad ottenere qualcosa che non vorremmo mai dare.

  14. Luciano ha detto:

    Oltre a quelli citati, mi vengono in mente molti motivi per non volere queste applicazioni, ma nessuno per aspettarle.
    E’ proprio la direzione che non mi piace.
    Il meccanismo per cui, ogni essere umano, è solo qualcosa da gestire all’interno di un meccanismo fine al profitto.
    Ora, siccome l’uomo, come obiettivo finale rincorre, in qualche modo, la gioia, la serenità e non il profitto, che è solo un mezzo da molti condiviso per raggiungerle, significa che spostare l’obiettivo sul profitto rende il meccanismo fine a se stesso e diretto verso una crescita esponenziale, che non c’entra niente con i bisogni dell’uomo.
    Credo che sia accaduto questo e, quello di cui stiamo parlando, faccia parte della sopracitata crescita esponenziale.
    Miiiii… c’è da scrivere per una pagina.
    Ciao a tutti

  15. Dragonfly ha detto:

    Appena ho finito di leggere l’articolo ho pensato esattamente tutto quello che, sto notando, avete pensato tutti!!!

    Camminare e essere riconosciuti in ogni dove è già inquietante di per sè, poi farmi sentir dire dalla pubblicità se sono triste o felice… santo cielo ma la privacy si va proprio a far benedire!!!

    Ci vedo solo una cosa positiva: visto che tra maschi e femmine non ci capiamo molto, almeno se ci mettiamo davanti al monitor pubblicitario, i ns compagni capiscono per forza quello che ci passa per la testa, dato che gli viene svelato!

  16. Anna ha detto:

    @ dragonfly Meglio che i nostri compagni capiscano da soli i nostri bisogni. Sarebbe tristissimo affidarsi ad una macchina per gestire i sentimenti. Almeno l’amore lasciamolo intatto e genuino!

  17. lancelotdiarcadia ha detto:

    Lo trovo assolutamente inquietante! E non perché mi faccia paura, ma perché sarebbe un ulteriore e devastante passo verso il controllo della personalità, del nostro essere! No, questa è una di quelle nuove applicazioni della tecnologia che spero rimanga dimenticata in un cassetto!

    • Sigismondo ha detto:

      Concordo. E aggiungo che la pubblicità è già alienante e pressante così com’è, figuriamoci se sapesse di te. Inquietante… ma temo che ben presto diverrà realtà.

  18. Letizia ha detto:

    Scusate la mia ignoranza, ma a cosa serve sta’ roba? C’e’ bisogno che un computer mi ricordi che provo qualcosa? Ridicolo!

  19. Sabrina ha detto:

    In realtà la cosa che mi pare più inquietante è che siano arrivati a progettare delle macchine che riescano a recepire in pochi millesimo di secondo lo stato d’animo delle persone … a volte nemmeno noi stessi riusciamo a capire davvero cosa stiamo provando, e cogliono dirci che delle macchine lo possono capire in così breve tempo???
    Se la ricerca scientifica e la tecnologia è arrivata a tanto, perchè non metterla a disposizione della medicina: ci sono malattie che impediscono di esprimersi.
    Ciò che mi viene subito da pensare è che, come al solito, sono poche lobby che <> le tecnologie, come e dove vogliono all’interno della società.
    Per quanto riguarda le pubblicità ad personam, lo stanno già facendo in modo più o meno evidente…in realtà è uno dei motivi per cui, personalmente, non ho pagine sui social network .
    Un saluto a tutti,
    Sabrina.

    • Luciano ha detto:

      Concordo, anche riguardo ai socilal network.
      Mi piace condividere, ma vorrei essere io a scegliere, il più libero possibile, “cosa” e “quanto” condividere e, magari, anche “con chi” condividere; senza sentirmi studiato a 360 gradi per essere sfruttato al meglio.

    • the thought's tree ha detto:

      Bella osservazione! Concordo. Si potrebbe utilizzare (sempre che funzioni) questa nuova tecnologia per migliorare realmente la vita umana… e invece sembra già orientata soltanto a produrre profitto e basta. Per questo non mi fido.

      • Luciano ha detto:

        E’ sempre una battaglia, per gli infiniti modi di porsi nei confronti delle cose, anche con noi stessi.
        Stò incominciando a capire il senso profondo della parola “guerriero”, io, che aspetto il giorno in cui i guerrieri non saranno più necessari; ho dimenticto che alla fine ci rimane da combattere per migliorare noi stessi, forse la battaglia più importante.

  20. Sabrina ha detto:

    …scusate: la parola mancante tra le virgolette è: destinano …non so perchè non sia uscita scritta nel post …scusate …Sabrina.

  21. James Nio ha detto:

    boh…io la vedo sempre come una cosa futuristica ed essendo un fan dei film futuristici non vedo l’ora che queste cose diventino realtà…

  22. Gianmarco ha detto:

    Ciao Daniele e ciao a tutti,

    Davvero articolo interessante! Io mi sono Laureato in Scienze di Internet (ora Informatica per il management) presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna con una Tesi intitolata “La realtà aumentata nelle applicazioni di Marketing”. Lascio il link al blog che aggiorno ancora oggi con contenuti relativi all’AR, che è appunto la tecnologia simile a quella vista in Minority Report: http://augmentedrealitymarketing.wordpress.com/

  23. mary p ha detto:

    Non sono d’accordo a pubblicare e trasmettere i propri dati personali per essere controllati..Secondo me sarebbe bello se facoltativo (a scelta di ogni individuo, solo se ha piacere di farsi riconoscere) o necessario (obbligatorio solo per i “segnalati/con precedenti/ricercati dalla legge, oppure con particolari malattie, SE può agevolare in un tempestivo intervento, senò non ha molto senso secondo me). Ciao, mary

  24. ramona ha detto:

    ma che vergogna se una tipa olografica mi rincorre chiamandomi per nome per obbligarmi a comprare qualcosa ahahahah 🙂

  25. anna ha detto:

    Ormai non mi stupisco più di niente!I film di fantascienza sembrano un racconto 😀
    Prevenire il crimine, bloccarlo invece che reprimerlo non e una cattiva idea!Il software IBM prevede che i computer immagazzinino le informazioni sui delitti commessi, catalogando decine di “impronte” di ogni evento illegale, confrontandole con una serie di informazioni che vanno dai criminali conosciuti, al loro comportamento, alle soffiate degli informatori,ecc…
    Sinceramente mi infastidisce pensare che le macchine riescano a capire il nostro comportamento in millesimi di secondi e che mentre che passi tutti sanno i fatti tuoi.Se usato con discrezione va bene ma spero che questo non ci sfugga dalle mani…staremo a vedere!

  26. Demonebianco ha detto:

    Questi post che sembrano notizie a sè, in realtà sono connessi con possibili realtà che un domani potremmo ritrovarci. Partendo dal post del cip sottocutaneo, avete idea di che possibilità si aprono su questa realtà? Un tema infinito su quello che si potrebbe fare o non fare a vantaggio o svantaggio umano. Se nel microcip ci sono i nostri dati, un sensore pubblicitario registra il cip e secondo le informazioni che gli passa e mandano la pubblicità che ci interessa anche chiamandoci per nome, ma può anche controllare le nostre emozioni o desideri o mandare una pubblicità adatta a ciò. Già l’installazione del cip, apre un mondo vasto che a Daniele farebbe gola visto la quantità di domande che scatenerebbe apprendendo questa consapevolezza, dato che se come ha fatto vedere Marco Berry siamo influenzabili, cosa accadrebbe se la nostra influenza avvenisse anche tramite impulsi elettromagnetici come quelli che gestisce il nostro cervello? (The Matrix)

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