L’elmetto per comandare i soldati a distanza

Pubblicato: 01/03/2011 in mind controlled

Tra le notizie che avevo archiviato c’è anche questa. E’ presa dal sito repubblica.it e risale al 10 settembre 2010. Nell’elenco delle possibili applicazioni della tecnologia “cevello-computer” non poteva mancare. Ancora una volta sembra fantascienza… Sembra.Ecco l'elmetto con i sensori Comanderà soldati "a distanza"

Il prototipo dell’elmetto

Il progetto della Difesa Usa: il dispositivo collegato al cervello dei militari permettera di infondere stimoli di regolazione dello stress, mantenimento della concentrazione, limitazione del dolore di LUIGI BIGNAMI

L’dea è semplice: se ogni singolo aspetto delle sensazioni umane, dalla percezione alle emozioni fino al comportamento è regolato dall’attività del cervello, allora è sufficiente stimolare quest’ultimo per indirizzare al meglio un militare durante un’azione di guerra. Già ma cos’è il “meglio”? Una risposta l’ha data la Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il dipartimento che si occupa dei progettazione e ricerca per la difesa degli Stati Uniti.  Il “meglio”, secondo gli alti comandi, consisterebbe nel poter infondere nei militari, quando necessario, un impulso al cervello per ridurre o aumentare gli stati d’ansia, lo stress, la miglior capacità possibile di osservare e trarre deduzioni durante un’attività, sentire meno dolore se feriti, rimanere svegli a lungo e intervenire sul militare in modo psichiatrico. Il mezzo sarebbe un elmetto, che, oltre che a proteggere la testa del soldato, abbia al suo interno queste potenzialità e faccia da interfaccia con un computer che posto a distanza adeguata possa interagire con il cervello. Una sorta di “controllo a distanza” delle menti degli uomini e delle donne inviati sui fronti più pericolosi, che pone non pochi interrogativi etici.

Fino ad oggi, al di fuori del mondo militare, molte sono le limitazione che rallentano le possibilità di stimolare il cervello per trattare malattie e controllare i processi di informazioni che passano per i circuiti dell’encefalo. La DBS, ad esempio, ossia la stimolazione profonda del cervello, viene utilizzata per limitare i problemi creati dal Parkinson, ma richiede un intervento chirurgico per impiantare elettrodi e batterie nel paziente. La TMS invece, che è utilizzata su chi, con problemi di depressione o allucinazioni, non reagisce alle medicine, non richiede interventi chirurgici, ma necessita di una stimolazione su  una piccola area del cervello, circa un centimetro per lato, e da lì non si deve uscire per ottenere gli effetti e, oltretutto, non riesce a stimolare i circuiti profondi del cervello dove risiedono molti circuiti importanti per il problema (tant’è che alcuni ricercatori la considerano niente più che un placebo).

“Al fine di oltrepassare queste limitazioni, abbiamo messo a punto un nuovo sistema tecnologico che invia ultrasuoni al cervello che stimolano i suoi circuiti senza interventi chirurgici. Inoltre il sistema ha una capacità che è almeno 5 volte superiore come qualità di intervento rispetto alla TMS”, spiega William Tyler, della School of Life Sciences all’Arizona State University e che lavora per la Darpa. I risultati di tali ricerche sono ormai così avanzati che la Darpa vuole applicarli ai militari americani impegnati in azioni di guerra.

L’idea è di inserire in un casco tutti gli strumenti necessari per stimolare il cervello del combattente a seconda delle esigenze. I prototipi di tali caschi sono già sul tavolo della Darpa. Essi presentano una miniaturizzazione del sistema di trasmissione degli ultrasuoni e mostrano la possibilità di colpire i centri nervosi del cervello del militare senza che questi debba rimanere immobile. “Con questo elmetto, il soldato potrà ricevere informazioni di qualunque genere, sarà protetto come nessun altro elmetto ha fatto finora, ma soprattutto potrà essere stimolato in modo neurologico affinché i suoi centri nervosi rimangano in allerta per tutto il tempo necessario di un’azione di guerra senza momenti di riposo, potrà riceve stimoli per avere un comportamento da “uomo senza paura” e se l’azione di guerra lo porterà ad avere stati d’ansia pericolosi, questi potranno essere cancellati. E in caso venga ferito, gli si potrà limitare il dolore.

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commenti
  1. lancelotdiarcadia ha detto:

    Praticamente… come annullare la volontà di un soldato, e controllarla a proprio piacimento!
    Ottimo, no?
    Immaginatelo nelle mani di Bin Laden…

  2. Gino ha detto:

    praticamente come mandare a morire poveri ragazzi.
    cose da pazzi, invece d’inventare cose per benefici umani o scoprire da dove veniamo, che ci stiamo a fare sulla terra, facciamo cose belliche. che amarezza!!!

  3. lancelotdiarcadia ha detto:

    Ho recentemente visto un documentario su una tv nazionale (di cui non faccio il nome per non fare pubblicità), in cui si raccontava la vita di alcuni ragazzi che hanno deciso di abbracciare la vita militare, e di offrirsi volontari per l’Afghanistan… mi ha colpito enormemente la loro umanità e insicurezza: la paura di poter morire, la paura di essere costretti ad uccidere perché “… anche se è un tuo nemico, anche se fosse il peggiore dei mostri, è comunque spesso solo un ragazzo, esattamente come te,… e i suoi occhi li ritroverai poi negli incubi di ogni notte, sempre che tu riesca a dormire.”
    Pensate se con la scusa di “eliminare le paure e gli incubi” ad ognuno di questi nostri ragazzi – che potrebbero essere nostri amici, fratelli, figli, – venisse dato obbligo di indossare uno di questi elmetti… cosa succederebbe? Quale sarebbe lo scompenso psicofisico una volta tolto l’elmetto? Quale sarebbe la reazione allo scoprire di essere diventati solo “macchine da guerra” e “carne da macello”?
    Io, sinceramente, non posso che rabbrividire solo all’idea, e voi?

    • Gino ha detto:

      praticamente diventano macchine da guerra umane, che una volta indossato l’elmetto prendono ordini tramite impulsi ecc e quindi nn hanno paura. e poi ci lamentiamo dei kamikaze islamici. noi li stiamo facendo tecnologici.

      concordo in pieno con te lancelotdiarcadia quando dici che rabbrividisci all’idea.

  4. Franco ha detto:

    Se la tecnologia, grazie all’AI e alle nanotecnologie, risolverà i problemi fisici ed economici, difficilmente ci saranno delle guerre. Non ce ne sarebbero motivazioni.

  5. lancelotdiarcadia ha detto:

    No, guerre no, ci sarà solo la necessità di “TERMINARE” coloro che non si vorranno “assimilare” ad esse… e l’uomo perfetto avrà vinto! E Hitler avrà vinto,… per sempre! (forse)

    • Sigismondo ha detto:

      Dì la verita, Lance… hai visto Fringe ieri sera, eh? 😀

      Concordo con te. Qui si sta parlando di creare il soldato perfetto, controllato “in remoto”. Ma scusate, una cosa che non mi spiego è questa.
      Semplifico un po’.

      Le nazioni A e B entrano in guerra. Sia A che B hanno in mano questa stessa tecnologia. Chi “vincerà”? Chi è un superiorità numerica? L’uomo più forte? Quello meglio armato? Lo stratega più astuto? E’ una cosa TERRIBILE… sarebbe annichilimento totale… c’è una cosa di cui non parla l’articolo, un sentimento importante che solo l’uomo può provare: la pietà. Immaginate se un bambino vi chiedesse “pietà”, in lacrime, in ginocchio di fronte a voi, con accanto la sua famiglia morta. E immaginate di avere un fucile da guerra puntato contro la sua testa. Non so, attualmente, quanti soldati avrebbero il “coraggio” di premere il grilletto. Con questa tecnologia… beh… saremmo costretti a farlo. L’immagine che ho è evocato è un po’ estrema, forse… ma è quello che succede in quasi tutti gli scenari di guerra. Il concetto è “non fate prigionieri”, insomma.

      • lancelotdiarcadia ha detto:

        Eheheheh, ebbene sì, m’hai beccato: ho visto Fringe.
        Il rischio di questo casco, è infatti che esso venga utilizzato per trasformare un soldato in qualcosa di senz’anima e volontà, incapace di provare pietà!
        Per ciò che concerne la puntata di Fringe… se ci pensi bene è ciò a cui puntano le frange estreme del movimento transumanista (non tutto il movimento, eh, sia ben chiaro!): alla creazione del superuomo, dell’uomo perfetto, dell’uomo Dio! In definitiva, è lo stesso pericolosissimo concetto che aveva Hitler per la creazione della “razza pura”… e chi non rispondeva ai requisiti, ti ricordi che fine faceva?

        • Sigismondo ha detto:

          Ah certo. Infatti guardando la puntata di ieri, porca miseria, ci restavo secco a momenti. Mai cosa fu più azzeccata, comunque davvero utilissimo come spunto di riflessione. E sono d’accordo con te, come sostenuto più volte, che le frange estreme puntano proprio all’elevazione dell’uomo ad essere perfetto, purificato da ogni “naturale difetto”. Pazzesco. E pericoloso…

  6. alessandro ha detto:

    trovo questa tecnologia piuttosto inutile e pericolosa, in quanto e una cattiva applicazione delle tecnica a favore delle guerre tribali che ancora combattiamo sul nostro pianete,il cui movente sono gli interessi economici comandati da lorde di massoni che si tramandano il potere dai tempi di babilonia. Concordo con Franco ritenedo che la tecnologia derivata dall’i.a. portera a una situazione dove le guerre sarannno inutili risolvendo i problemi fisici ed economici, e se cio non sara avvenuto vuoldire solo una cosa che non ce labbiamo fatta il sistema e fatto per divorarsi da solo entro 10 15 anni avremo bisogno di 2 terre, ho si svolta ho si perisce…..

    • Franco ha detto:

      Concordo con alessandro sui massoni..sono persino peggio della Chiesa.

      • alessandro ha detto:

        tra laltro i massoni credono nel culto di adamo, che secondo le sacre scritture e stato lui a portare il peccato originale raccogliendo la mela per eva.
        be io non adoro i portatori di morte, io ”stimo” i portatori di vita 🙂

  7. Luciano ha detto:

    Elmetti per comandare i soldati a distanza, impulsi al cervello per baipassare la coscienza… no comment.

  8. Luciano ha detto:

    Comunque non c’è da stupirsi dell’orrore della prevaricazione, già nella seconda guerra mondiale si usavano le anfetamine, per scopi simili a quelli degli elmetti.
    Il fatto che si stia cercando di perfezionare il sistema non è ratificante in termini di crescita di consapevolezza.

    Altrimente la Blitzkrieg sarebbe diventata la bradipo-Krieg.

  9. Luciano ha detto:

    Ops, “edificante” non “ratificante”

  10. lancelotdiarcadia ha detto:

    Vorrei farvi partecipi di una mia sensazione… dopo aver visto un servizio nella puntata di Mistero di questa sera, ho avuto un flash inquietante: da giorni stiamo parlando in questo blog di tecnologie che dovrebbero in teoria “liberare” l’uomo e portarlo ad una nuove fase evolutiva… ma fatevi questa domanda: chi tiene e terrà le redini in futuro sulla distribuzione a larga scala di queste tecnologie? Chi, nel nome di una libertà fasulla, ci obbligherà ad un loro utilizzo? Perché proprio ora vi è una così grande risonanza su queste scoperte e innovazioni, e guarda caso proprio su quelle che mirano ad un “controllo delle masse”?
    Non vorrei fare l’Adam Kadmon della situazione, ma non vi sembra che venga tutto pilotato in modo da indirizzarci verso un NUOVO ORDINE MONDIALE?
    Pensateci, ed iniziate a porvi delle domande, perché in libera mente è libero l’uomo.

    Lance.

    “In nomine caeli, ordo mortis” – De coelestis solis.

  11. Luciano ha detto:

    Ciao Lance, Mistero lo guardo oggi, registrato, comunque questo è un aspetto della questione che ho sempre presente. E’ un pò delicato parlarne, perchè si tratta di sensazioni, in riferimento a fatti che possono avere diverse interpretazioni.
    La risposta la trovi dentro te stesso, come sempre, valutando la natura dell’uomo e tenendo presente i diversi stati di coscienza che convivono sulla terra.
    Io non sono molto tranquillo riguardo a questi aspetti.
    Sai come si dice, no!?
    “Chi pensa male fa peccato, ma non sbaglia”. Troppo spesso a ragionare con cinismo si arriva vicino alla verità.
    I grandi cambiamenti, improvvisi, possono avere due genesi diverse: un salto di coscienza, una crescita improvvisa dell’umanità, magari secondo la legge delle 200 scimmie, se non ricordo male il numero.
    Oppure una spinta data da qualche potere, con lo scopo di ottenere risultati precisi e poco altruistici, tipo la teoria del complotto di D. Icke.
    Beh, ciao, e un argomento extra Blog

  12. Luciano ha detto:

    P.s.
    E’ l’esperimento delle 100 scimmie, 1952, isola di Koshima.
    Fa riflettere su ciò che non conosciamo, su regole, informazioni, che regolano la materia anche se non sono percepibili se non negli effetti.

  13. lancelotdiarcadia ha detto:

    Già, secondo me urge, a questo punto, una profonda riflessione su tutto ciò che ci circonda, e che accade nel mondo!

    Un saluto,
    Lance.

  14. Luciano ha detto:

    Sono profondamente concorde.

  15. Sigismondo ha detto:

    Anche io. Ma sappiamo bene che finché la gente sarà abituata in un certo modo, sarà difficile cambiare.

  16. Luciano ha detto:

    He si, e la storia che conosciamo, spesso, non aiuta l’ottimismo.
    Forse il punto è questo, quello che chiamiamo, utopia, lo è sino a che, un numero sufficiente di “coscienze”, non decide che non lo sia più e si vedono gli effetti sulla vita della materia, la vita che percepiamo tutti i giorni.
    Penso, sempre più, che la coscienza, di ogni individuo sia più importante, per l’intera umanità, di quanto si creda comunemente.
    Ricordate il discorso di Gandhi? “Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole … “, è una metafora molto sottile che dimostra come un intento comune, in armonia con le forze in gioco, puo cambiare le cose senza nessuna violenza o imposizione.

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