Archivio per la categoria ‘singolarità’

Raymond Kurzweil, inventore, scienziato e imprenditore. Nasce a New York il 12 febbraio 1948, si laurea in Informatica e Letteratura al MIT. Definito “the restless genius” dal Wall Strett Journal, è uno dei principali inventori viventi, nonchè esponente mondiale della Singolarità tecnologica.

Comincia la sua eccezionale carriera di inventore al liceo, quando scrive il suo primo programma di riconoscimento di motivi musicali, in grado di analizzare i lavori di compositori classici e proporne di nuovi nello stesso stile; all’inizio dell’università crea il Select College Consulting Program, un programma per associare studenti di liceo a università con determinati requisiti.

E’ considerato un pioniere assoluto nel campo del riconoscimento pattern e della sintetizzazione sonora: alla Kurzweil Computer Products si deve il primo sistema di riconoscimento caratteri – il papà di tutti gli OCR – nonché il primo sintetizzatore text-to-speech. L’unione delle due invenzioni divenne la famosa Kurzweil Reading Machine, in grado di dare alle persone cieche la possibilità di capire un testo scritto tramite la lettura automatica dello stesso.

Negli anni Ottanta crea una nuova generazione di tastiere elettroniche in grado di simulare un gran numero di strumenti: per la prima volta, musicisti professionisti non riescono a distinguere il suono di un pianoforte reale da uno simulato.

Dagli inizi degli anni Novanta, Kurzweil è diventato uno scrittore e divulgatore di successo internazionale su temi di Intelligenza Artificiale e futurologia: in particolare, è oggi tra i maggiori esponenti mondiali dell’estensione radicale della vita umana, possibile grazie al raggiungimento della cosiddetta Singolarità tecnologica.

Fondatore della Singularity University e primo speaker allo storico Singularity Summit di Stanford nel 2006, insignito di 16 lauree honoris causa, vincitore di premi quali l’Arthur C. Clarke Lifetime Achievement Award, la National Medal of Technology e il Lemelson-MIT Prize, Raymond Kurzweil è riconosciuto all’unanimità come una delle più grandi menti nella tecnologia del nostro tempo.

http://www.singularitysummit.it

Eccoci alle seconda parte (di 5) dell’articolo riguardante il “Singularity Summit” organizzato dall’iLabs al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
Leggi l’articolo precedente.

Raymond Kurzweil è il primo a salire sul palco. Si presenta come un uomo fisicamente ben diverso dalla classica foto che troviamo in internet o sui libri, mi verrebbe da dire con un’età biologica ben più avanzata. Accendo il traduttore ed ascolto la sua esposizione che incomincia parlando delle aspettative che aveva riguardo ai pc negli anni ’80, affermando che in quella data comprese il segreto del successo umano: Padroneggiare il tempo.

Il discorso si evolve sulla tematica di come internet abbia influenzato lo sviluppo tecnologico in maniera democratica, cioè di come grazie alla rete sia oggi possibile fare successo con pochi capitali (vedi Facebook e Google) e di come aiuti la scienza a prescindere dalla nazionalità dell’internauta-ricercatore. La sua associazione (B.I.O.) si occupa proprio di cercare di prevedere come si svilupperà la tecnologia nel futuro, cercando anche di dare delle date ai vari passi fondamentali che compierà: Per esempio sostiene che il passaggio definitivo delle stampanti da 2D a 3D sarà nel 2020 (vedi foto 2, il violino in secondo piano è stato “stampato/creato” con questa tecnologia).

Molto interessante la riflessione sullo sviluppo non lineare ma esponenziale della telecomunicazione: Il primo telefono ci mise cinquant’anni ad arrivare alle masse, il cellulare sette anni ed infine i social network tre anni.
Credo che ciò renda benissimo l’idea di sviluppo esponenziale, che a livello cellulare riguarda anche gli esseri umani e l’invecchiamento.

Per unire la tematica “tecnologia” alla sfera della biologia prende come esempio le A.I (intelligenze articiciali) menzionando il computer Watson che vinse una sfida durante noto programma televisivo americano Jeopardy (ne abbiamo parlato qui e qui) e di come riesca ad elaborare risposte complesse prendendo come enorme database internet in un tempo largamente inferiore rispetto ad un essere umano.
Paragona i geni a dei software, in quanto sono delle sequenze di dati, ovvero dei ricettori (come degli nei linguaggi di programmazione).
Prendendo degli specifici geni ed inserendoli all’interno del nucleo dei mitocondri verrebbero cambiati alcuni “limiti” (ha gesticolato le virgolette) aumentandone il ciclo vitale fino a 120 anni, e di conseguenza quello dell’organismo umano.

Egli sta attualmente scrivendo un libro sul funzionamento del cervello umano, nella quale spiega che la neocorteccia (o isocorteccia) possiede 1 miliardo di neuroriconoscitori di simboli, quindi trovandosi per esempio di fronte alla parola “Apple” riconoscerà prima la lettera “A” poi la “P” e così via, fino ad unire il tutto. Personalmente non mi trovo completamente daccordo con quest’ultima affermazione, in quanto se noi mischiamo le lettere di ogni parola all’interno di una frase (lasciando nella giusta posizione solamente quella iniziale e quella finale) il cervello le riconoscerà comunque, quindi credo di poter affermare tranquillamente che non vengono riconosciute in ordine (a cascata) bensì in un “insieme”.
“Qeutsa farse ne è un emesipo”.

Altri neuroriconoscitori comprendono il “senso” di una parola all’interno di un contesto, per esempio nel caso dell’ironia, associandole così un nuovo significato rispetto a quello originario.
Secondo i suoi calcoli nel 2028 saremo in grado di avere una simulazione completa di una corteccia cerebrale, ma non sarà ancora in grado di funzionare al 100% perchè il secondo passo sarà quello di “insegnarle” tutta quest’ultima parte (quale l’ironia).

L’intervento si conclude con una domanda seguita da una risposta aperta:
“Quali implicazioni avrà tutto ciò nella vita umana? Non ci è dato di saperlo”.

Ecco il dibattito, vi consiglio di leggerlo perchè sono uscite un sacco di questioni interessanti.

D=domanda, R=risposta.

D: Lei è a favore del transumanesimo?
R: No, io sono contro il transumanesimo perchè trascenderemmo i limiti della nostra biologia, ma sono a favore di una scienza che cammina a braccetto con la nostra umanità.

D: Il progresso (inteso come raccolta dati nel campo della ricerca) è concentrato nei paesi industrializzati. Secondo Lei la tendenza sta cambiando?
R: Credo che oggi non sia più importante se una scoperta la fa un ricercarore cinese, americano o europeo, perchè darà beneficio a tutti. Dobbiamo ragionare così per il bene della scienza; internet in questo senso aiuta perchè ha aumentato a dismisura la condivisione dei dati e dele informazioni. Più passerà il tempo e sempre più proposte arriveranno a sempre più persone.

D: Qual’è la natura del fenomeno della singolarità? E’ un fenomeno ordinato o caotico?
R: Il termine “singolarità” è una cosa molto intensa, come il centro di un buco nero. C’è un orizzonte degli eventi ove è difficile vedere oltre, ma non impossibile.
La singolarità è un esplosione di intelligenza che aumenta in modo esponenziale, che nel 2045 avremo moltiplicato fondendola con la tecnologia.

D: Il software è scritto in codice binario, mentre quello umano in quaternario (gli aminoacidi sono 4 – N.D. William J.). Non trova azzardata la similitudine che ha fatto prima?
R: Si può rappresentare tutto con 2 bit. Ragionando parallelamente, il cervello esegue miliardi di operazioni al secondo, però il suo sviluppo è molto lento. Con 2 bit facciamo tutto ma facendo sviluppare molto più velocemente (si riferisce allo sviluppo tecnologico – N.D. William J.).

D: Sono Daniele Bossari: So che durante una ricerca in campo farmaceutico Lei ha assunto delle pillole per modificare una debolezza cardiaca causata geneticamente. Come va l’esperimento?
R: Per ora bene (sorrisi in sala). Il prossimo passo sarà provare a sostituire le pillole con la nanotecnologia. Uno dei processi di invecchiamento riguarda la cute. Ora possiamo modificarlo (N.D. William J. – Scriverò a riguardo nel quinto articolo della serie).

ECCO IL VIDEO (Credits – audio e video originali: iLabs; traduzione: Athina Papa e Lorena Rossi)

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romanzo transumanista

Pubblicato: 08/03/2011 in cyborg, libri, singolarità

Bruno Lenzi (che abbiamo già conosciuto in questo articolo) mi ha mandato un nuovo consiglio. Anch’io mi unisco alla promozione, in quanto ho conosciuto personalmente l’autore del libro citato e lo sto leggendo con grande passione…

 

Molto volentieri rilancio un’iniziativa fresca e molto promettente avviata dal prolifico Francesco Verso. Come tutti sappiamo informarsi sui nostri temi da un punto di vista tecnico e scientifico è sicuramente interessante, ma lasciarsi andare a momenti di relax leggendoli in un racconto è altrettanto importante.
L’ideatore (nonchè autore dei romanzi/racconti) non è certo sconosciuto nel settore: il suo libro E-Doll nel 2009 ha vinto il premio Urania, dopo averlo sfiorato nel 2004.
Sul suo sito nella sezione apposita è possibile scaricare due racconti e i primi 2 capitoli dei suoi romanzi (sia in inglese che in italiano).
Durante il Singularity Summit di qualche giorno fa ho avuto modo di approfondire lo spirito del progetto, che ripropongo qui (riassumo liberamente): l’idea di fondo è quella di ribaltare il concetto di prezzo e responsabilizzare i lettori, nel senso che se la lettura piace, è possibile spedire una donazione libera tramite PayPal. Ciò è dovuto ad un forte credo nella formula open-source o meglio open-price che certamente è molto rischiosa, ma d’altronde i cambi di paradigma richiedono a volte il percorrere strade non sicure! Realtà simili internazionali ci sono (vedasi autori che si autopubblicano su Amazon), ma con quest’iniziativa si vuole andare oltre, ribaltando il concetto di prezzo (non top-down ma bottom-up) e darlo in “regalo” ai lettori…
Forse un giorno si arriverà a una nuova specie di mecenatismo web diffuso? Non possiamo dirlo, di certo Francesco non è un corsaro dell’editoria bensì un artigiano della parola che offre idee su cui riflettere.

Invito tutti i lettori interessati a leggere o perlomeno visitare il sito, Francesco provvederà ad aggiornare mensilmente i risultati di questo esperimento (che resti tra noi, io stesso in questo momento sto finendo E-Doll :))

Ecco l’articolo di Lara Ricci de “Il Sole 24ORE” sulla presenza di Ray Kurzweil al summit di Milano. Grazie a Estropico.

Intelligenza, per Ray Kurzweil, è «capacità di risolvere problemi usando risorse limitate, come il tempo». Ebbene, il celebre inventore è convinto che in 20 anni costruiremo macchine più intelligenti di noi. Il 2045 sarà il momento della «singolarità», ovvero dell’esplosione dell’intelligenza. Rappezzandoci con le tecnologie aumenteremo esponenzialmente le nostre capacità mentali, trascendendo i nostri limiti biologici. Chi già ridacchia forse non sa che Kurzweil ha creato il primo scanner CCD, il primo sistema per riconoscere i caratteri e poi il parlato, la prima macchina che legge un testo (usata da Stevie Wonder). Ha vinto il Mit-Lemelson Prize, il maggior premio all’innovazione, ha 18 lauree honoris causa e la sua Singularity University, fondata con Larry Page, è ospitata dalla Nasa. Può valer la pena ascoltare cosa ha da dire.
La sua definizione di intelligenza comprende anche quella emotiva: «la più complessa. Far ridere, provare sentimenti, essere sexy sono comportamenti molto intelligenti. Se consideriamo solo le abilità logiche, i computer sono già superiori a noi», spiega. Quando sostiene che in 20 anni le capacità intellettive dei robot saranno pari alle nostre si basa principalmente su tre considerazioni. La prima è che le tecnologie dell’informazione progrediscono esponenzialmente (la potenza di calcolo raddoppia ogni anno); la seconda è che se stimiamo quanta capacità di calcolo serve per simulare l’intelligenza umana, questa capacità è già alla portata dei supercomputer e in 10 anni sarà in un pc. La terza riguarda l’elemento più importate di queste macchine: il software: «È una stima conservativa dire che avremo modelli di simulazione del nostro cervello funzionanti in 20 anni: la comprensione della mente fa progressi esponenziali. E ciò sarà la chiave per creare il software di simulazione dell’intelligenza umana», ha spiegato Kurzweil, ieri a Milano per un incontro organizzato da iLabs, laboratori di ricerca privati fondati 33 anni fa da Gabriele Rossi ed Antonella Canonico e finanziati coi proventi degli spin off. «Quando, nel ’98, i supercomputer batterono il campione mondiale di scacchi, la gente disse che non sarebbero mai stati capaci di capire il linguaggio umano. Ma l’estate scorsa il supercomputer Watson ha vinto il quiz tv Jeopardy, dove le domande erano ricche di riferimenti emotivi, giochi di parole, battute». Robot con le nostre capacità intellettive disporranno dell’intero scibile umano, poiché leggeranno tutto il Web e non dimenticheranno nulla: difficile immaginare come sarà il mondo tra 20 anni. E difficile accettare un tale cambiamento: «La nostra intuizione del futuro è lineare, mentre il progresso è esponenziale (inoltre i progressi iniziali sono difficili da percepire, poiché la curva logaritmica parte quasi piatta, per poi impennarsi)».

dopo il summit

Pubblicato: 05/03/2011 in singolarità

Eccomi a casa dopo il Singularity Summit (e un’ospitata a Verissimo)… Stasera dovrei ricevere il primo articolo riassuntivo di questo importante convegno. Ho potuto conoscere di persona due menti geniali come Ray Kurzweil e Aubrey de Grey (nella foto), e sono riuscito a strappare la promessa di una futura intervista approfondita con entrambi. Ci tengo a salutare gli amici di postumano che erano presenti e tutti i nuovi arrivati su questo blog. Quante informazioni da condividere!!!

Grazie a tutti,

D

Ci sono problemi sul sito di Wired. Per seguire la diretta cliccate qui!!!

a pochi minuti dall’inizio…

Pubblicato: 05/03/2011 in singolarità

Eccomi al Singularity Summit di Milano. L’evento sta per cominciare. Ray Kurzweil è seduto vicino… Tra poco parlerà sul palco. Potete seguire l’evento in diretta su postumano.com e sul mio twitter!

Il 5 marzo a Milano si terrà un evento importantissimo: il Singularity Summit. Tra gli illustri ospiti che parteciperanno bisogna sottolineare la presenza (per la prima volta in Italia) di Ray Kurzweil, il guru della singolarità. Che cos’è la singolarità? Per usare le parole dello stesso Kurzweil “è un periodo storico futuro durante il quale il tasso di innovazione tecnologico sarà talmente veloce e il suo impatto talmente profondo, che la vita sarà irreversibilmente trasformata”. Io ci sarò e farò il possibile per trasmettere l’evento in streaming su postumano. Vi allego un articolo tratto dai nostri amici di estropico:

Wired e Monsieur si occupano dell’iLabs Singularity Summit

Il Singularity Summit organizzato dagli amici degli iLabs a Milano e’ sempre piu’ vicino e la stampa se ne sta accorgendo…

Segnalo un’intervista a Gabriele Rossi su Wired.it, e che il numero di marzo della rivista Monsieur ha dedicato copertina e cover story all’evento, all’uomo 2.0 e alla semi-immortalita’. Qui, in formato PDF, alcuni articoli, sul sito degli iLabs e qui sotto titoli e introduzioni:

Nasce oggi l’uomo immortale. In anteprima mondiale Gabriele Rossi illustra a Monsieur i risultati ottenuti dopo 33 anni di studi e ricerche: prolungare in modo indefinito la vita è possibile.Una trasformazione così radicale porterà a una società fondata sull’etica, sul principio della verità e sulla collaborazione tra gli individui, che verranno regolati da nuove norme morali. Ispirate alle tre leggi sulla robotica postulate da Isaac Asimov.

Senza ignoranza vivremo di piu’. La ricercatrice Antonella Canonico ritiene di essere riuscita a trovare le chiavi per accedere all’anatomia del pensiero e rallentare così il processo degenerativo. Perché conoscendosi di più, si sarà più sani e longevi.

Le intelligenze singolari. Raymond Kurzweil e Aubrey De Grey, relatori d’eccezione al convegno iLabs Singularity Summit, spiegano in anteprima aMonsieur come progresso
e medicina rigenerativa cambieranno la nostra vita.

Ed ecco quanto troverete nell’ultima parte dell’editoriale di Monsieur (PDF):

“L’Uomo 2.0 e’ il nome convenzionale con cui i ricercatori degli iLabs identificano l’individuo che fara’ parte della societa’ della Semi-immortalita’, composta di persone che decidono di adottare un codice di comportamento personale molto piu’ rigoroso. Fondata sull’etica, sul principio della verita’ e sulla collaborazione tra gli individui, che verranno regolati da nuove leggi morali senza piu’ bisogno di giudici e magistrati. Una societa’ ibrida uomo-macchina, simile a quella profetizzata da Isaac Asimov, e resa possibile dall’imminente arrivo della Singolarita’ tecnologica, che segnera’ una svolta nella storia dell’Umanita’ con la costruzione della prima Intelligenza artificiale che ci permettera’ di affrontare problemi prima considerati irrisolvibili e a costruire Intelligenze artificiali sempre piu’ efficaci. Affinche’ una macchina possa “pensare”, bisogna fornirle un modello di realta’, che per i ricercatori di iLabs e’ rappresentato dodecaedro rombico, punto di partenza del modello di universo fisico. Se volete saperne di piu’ l’appuntamento con gli iLabs e’ previsto il prossimo 5 marzo a Milano, al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Gia’, Leonardo, il primo Uomo 2.0.”

Ci saranno sia alcuni autori di Estropico che alcuni amici del Network dei Transumanisti Italiani. Chi volesse incontrarli in occasione dell’iLabs Singularity Summit puo’ scrivermi a estropico “at” gmail “punto” com e vi mettero’ in contatto.

Vedi anche, su Estropico: Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico; Intervista a Gabriele Rossi