Posts contrassegnato dai tag ‘estropico’

Con questo articolo nasce una sinergia con il sito Estropico.org. Questo significa che da adesso in poi leggerete molti post in contemporanea. Sono molto contento. Primo perchè la numerosa commuity di postumano.com si avvale di un riconoscimento ufficiale da parte dei rappresentanti storici del transumanesimo in Italia, secondo perchè estropico rimane la parte istituzionale, mentre postumano quella divulgativa. I due ruoli sono indispensabili per una corretta diffusione delle notizie. E’  una mossa strategica importante. Inauguriamo così questa collaborazione:

2045: l’anno in cui l’uomo diventerà immortale

…o se non altro due segnali che questi temi, di nicchia fino a solo qualche anno fa, stanno finalmente raggiungendo il grande pubblico.

Ciao a tutti, mi chiamo Fabio Albertario, gestisco da ormai dieci anni esatti un sito che si occupa di postumano (Estropico.org) e sono uno dei co-fondatori del Network dei Transumanisti Italiani. Il mio interesse per questi temi è cominciato verso la fine degli anni ’80, quando ho scoperto la life-extension (il neologismo italiano ‘longevismo’ allora non esisteva ancora) ed è esploso quando, nei primi anni ’90, mi sono imbatutto nel testo che ha lanciato la nanotecnologia esplorandone le potenzialità: Engines of Creation di Eric Drexler (che ora trovate tradotto proprio su Estropico). A quei tempi le uniche presenze online su questi temi erano un paio siti americani e l’idea che un giorno sarebbero finite sulle copertine di pubblicazioni come Time e l’Economist sembrava… fantascienza! Eppure, è quello che è successo in questi giorni (e che sta succedendo sempre più spesso). Ed era ora, perché l’impatto di queste tecnologie è potenzialmente enorme ed entrare nell’era del postumano ad occhi chiusi è il rischio più grave all’orizzonte…

L’articolo dell’Economist (‘Stampami uno Stradivari. Come una nuova tecnologia manifatturiera cambierà il mondo’, Print me a Stradivarius) si occupa delle stampanti 3D – se non ne avete mai sentito parlare, ecco qualche articolo al proposito, con video, sul mio blog. Oggi questa tecnologia è ancora nei laboratori o nelle cantine dei geek, come i computer qualche decennio fa, ma una volta resa user-friendly potrebbe rivoluzionare il sistema produttivo globale. Immagina: hai bisogno di, per restare con l’esempio dell’Economist, un violino. Cerchi il software giusto sul web (free o a pagamento), lo scarichi, magari apporti qualche modifica e poi clicchi su ‘stampa’. La stampante 3D parte e qualche ora dopo la tua replica di uno Stradivari è pronta, fatta di resine che costano qualche Euro (ma non dimenticare il manuale di montaggio: in realà è probabile il tuo violino sarà stampato un componente alla volta). Il paragrafo finale dell’Economist la dice tutta: nessuno predisse l’impatto della macchina a vapore nel 1750, o della stampa nel 1450, o del transistor nel 1950, e oggi è impossibile prevedere la traettoria futura delle stampanti 3D. Ma questa tecnologia sta arrivando… Si noti come questa semplice, ma profonda, osservazione possa applicarsi non solo alle stampanti 3D, ma anche a Intelligenza Artificiale, nanotecnologie, biotecnologie, robotica – insomma, a tutte le tecnologie che fanno da apripista al postumano.

Il lungo e approfondito articolo di Time, invece, si occupa di Ray Kurzweil in occasione dell’uscita di Transcendent Man, un documentario a lui dedicato, e del concetto di ‘singolarità tecnologica‘: 2045, l’anno in cui l’Uomo diventa immortale (2045: The Year Man Becomes Immortal). Anche in questo caso non farò un riassunto, ma mi limeterò a selezionare qualche passaggio che racchiude in poche righe il tono e il ‘messaggio’ dell’articolo: fra cent’anni Kurzweil e Aubrey de Grey (il biogerontologo di punta che vuole sconfiggere l’invecchiamento) potrebbero esser visti come i padri fondatori del 22mo secolo, o le loro idee potrebbero essere diventate nient’altro che curiosità storiche. Nulla invecchia tanto rapidamente quanto il futuro… Ma anche se le loro visioni del futuro fossero completamente errate, hanno perfettamente ragione sul presente. Il singolaritarianismo affonda le proprie radici nell’idea che il cambiamento è in atto e che l’Umanità è responsabile del proprio destino. Kurzweil spesso cita come un tipico telefonino sia un milione di volte più piccolo e meno costoso del computer che lui usava, 40 anni fa, al MIT – e mille volte più potente. Saltando altri 40 anni nel futuro, che mondo troveremmo? Chi volesse cercare di immaginarlo dovrà pensare in modo profondamente innovativo. In altre parole, l’articolo del Time ci dice che se le idee di Kurzweil sembrano strane, è solo perché il futuro sarà strano…

Vi saluto segnalando che alcuni estratti da La singolarità è vicina, di Ray Kurzweil, sono online, su Estropico.