Buongiorno postumani. Comincio a pubblicare il primo articolo scritto INTERAMENTE da voi! Visto che il week-end è alle porte ho pensato di farvi cosa gradita scegliendo la recensione di un film che ancora non ho visto, ma che dalle tematiche trattate sembra decisamente postumanista! Ecco la recensione di Francesco:
“THE THIRTEENTH FLOOR”: L’INCARNAZIONE CYBERNETICA
Il film del regista Josef Rusnak, interpretato da Craig Bierko (Cinderella Man, Scary movie 4), Gretchen Mol (Girl 6- sesso al telefono, The Ten) e Vincent D’Onofrio, liberamente tratto dal romanzo “Simulacron-3” di Daniel F. Golouye, sebbene tratti come tema principale il rapporto tra la realtà virtuale e l’uomo, può dare spunti di riflessione su un tema per certi versi affine, ma sicuramente più interessante, e nello stesso tempo affascinante.
Già dal titolo, The Thirteenth floor “Il Tredicesimo Piano” gioca sulla non esistenza della realtà che ci viene mostrata. Infatti negli edifici, soprattutto nei grattacieli americani, non esiste il piano 13, per le implicazioni simboliche che esso comporta. Infatti secondo la religione il 13 rappresenterebbe la “Sommossa di Lucifero”, così come per altri rappresenta, legato al venerdì, un giorno di sventura, perché ricorda il giorno in cui è stata sciolta la congregazione dei templari.
Il film è ambientato a Los Angeles, alla fine del XX secolo. Dove in una azienda non precisata, un gruppo di tecnici informatici, capitanati dal proprietario dell’azienda Hannon Fuller (A. Muller-Stahl), ha creato un universo virtuale che riflette la vita della Los Angeles del 1937. I suoi abitanti, costituiti da unità cibernetiche autonome, credono di pensare e agire in una realtà vera. Fuller viene trovato ucciso in un vicolo e i sospetti ricadono sul suo assistente Douglas Hall, che si ritiene innocente. In questa sua ricerca per scagionarsi da questa accusa, Douglas farà una scoperta sconvolgente: la realtà della Los Angeles in cui vive è virtuale quanto quella creata artificialmente da loro.
Questo film, contemporaneo di Matrix (1999), più celebre capolavoro di A. Wachowski, è stato preso poco in considerazione dalla critica cinematografica e dal pubblico e forse è stato anche sottovalutato, infatti presenta un aspetto molto particolare.
Ciò che rende interessante questo film è la modalità di interfaccia che i tecnici informatici hanno con il mondo da loro creato. Infatti alcune unità cibernetiche sono configurate secondo le fattezze dei loro creatori, che possono prenderne il posto collegandosi al sistema attraverso un macchinario “fantascientifico” che attua lo scambio mentale tra essere umano e unità cibernetica.
Una particolarità ulteriore è data dal fatto che, qualora il soggetto collegato al sistema venga ucciso nel mondo virtuale, l’unità cibernetica prende il posto del’individuo in maniera definitiva dando vita ad una vera e propria “Incarnazione Cybernetica” nel mondo reale. Ciò accadrà al protagonista del film Douglas Hall, che dal suo mondo “virtuale” si ritroverà in un imprecisato futuro reale.
Come questo procedimento descritto sopra sia possibile il film non lo rivela. Tuttavia è possibile pensare che tutto ciò parta da questa domanda: E se il nostro cervello fosse semplicemente un complesso supporto organico di memoria equiparabile ad un hard disk o a una chiavetta USB?
D’altra parte se così fosse, basterebbe trovare il modo di immagazzinare la nostra mente (ricordi, sensazioni, sentimenti, persino la coscienza) su un supporto rigido e trasferirla in un corpo cibernetico; viceversa si avrebbe la possibilità di trasferire una “coscienza cybernetica” in un corpo organico ricostruito in laboratorio attraverso l’ingegneria genetica.
Un film che fa riflettere, sicuramente da vedere, che pone degli interrogativi importanti su cosa significhi “essere umano”, “macchina”, “robot” o “cyborg”. Interrogativi etici, morali, scientifici che inquietano, spaventano e a volte disgustano, ma ai quali la comunità presente e futura non può sottrarsi se vuole entrare in una nuova era: un’epoca che potrebbe diventare l’era dell’ “Incarnazione Cybernetica” e della “Meccanizzazione della coscienza”.






