Ho talmente tante cose da raccontare che non so da dove cominciare. Inizio con il dirvi che sono stato un giorno e mezzo in viaggio tra i villaggi Himalayani per raggiungere la clinica mobile allestita a Leguwa. Durante questo periodo non ho avuto alcuna possibilità di connettermi per aggiornare il blog. Ecco il motivo del mio silenzio. Non sono disperso 🙂

Ora sono tornato a Biratnagar, sono le due e mezza di notte e sono stanchissimo. Ho vissuto delle esperienze che neanche vi immaginate, raggiungendo luoghi inaccessibili ai turisti, visitando posti che mi hanno regalato la sensazione di un’esplorazione delle vere culture locali, non ancora intaccate dalla globalizzazione.

Ho dormito in un “albergo” fornito di elettricità solo in alcune ore della giornata, senza gas e senza l’acqua calda. A darmi il benvenuto in stanza c’era, sulla parete di fianco alla branda, un ragno grande quanto una mano aperta. Ho bevuto e mangiato cibi squisiti, ma in condizioni igieniche a dir poco azzardate.

Ho viaggiato per 7 ore su un pulmino stipato di gente, con le persone abbarbicate anche sul tetto. Tutti insieme abbiamo percorso delle strade inesistenti, sentieri stretti e completamente dissestati, con alcuni tratti a picco sui precipizi. Scherzando (ma neanche troppo) mi sono messo a pregare un paio di volte con la speranza di non avere alcun guasto. I freni puzzavano di bruciato. Il motore urlava dalla fatica e le gomme fumavano per il sovraccarico. Per non parlare dello stile di guida da “sbocco”.

Ma questo è NIENTE, rispetto all’esperienza umana con la popolazione locale.

Arrivati finalmente a Leguwa con il mitico pulmino del Biratnagar Eye Hospital, abbiamo trovato una folla di persone arrivate da tutti i villaggi locali. Come avrete capito spostarsi in questi posti non è molto pratico e molti di loro hanno viaggiato a piedi tutta la notte per giungere in tempo. CBM ha organizzato una clinica mobile nella scuola del villaggio per visitare tutte le persone con problemi agli occhi. Tramite il passaparola, dei volantini e dei comunicati radio, la popolazione era stata avvertita già da tempo di questa unica occasione.

400 persone aspettavano noi del CBM con una sorpresa.

Appena siamo scesi dal pulmino ho visto che si sono disposti ordinatamente in due file parallele. Uno alla volta siamo passati in questo corridoio dove ci hanno donato a testa due ghirlande e ci hanno ricoperto di fiori. Io passavo tra bambini e anziani e loro con delicatezza mi posavano sul palmo della mano un fiore in segno di gratitudine. Li guardavo negli occhi e ancora una volta ho dovuto trattenermi da un pianto di commozione. La gioia che ho provato in quegli istanti è semplicemente inspiegabile. Sentivo che ogni fiorellino era carico della loro energia, della loro speranza, della loro preghiera. Mi posavano il fiore e poi si inchinavano a mani giunte dicendo “Namastè” con un sorriso che ti perforava il cuore. Ogni sguardo era una stretta allo stomaco perchè avvertivo nella loro semplicità la più totale trasperenza delle loro intenzioni. Avevano bisogno di aiuto e mi davano tutto quello che potevano: un grande sorriso, un omaggio floreale e una preghiera per me. Un regalo così prezioso da togliere il respiro.

Non fatevi ingannare dalle foto. Quando sanno di essere ripresi si immobilizzano e sembrano serissimi. In realtà elargiscono dei sorrisi così belli che forse nessuna macchina fotografica è in grado di catturare.

Dopo una cerimonia in nostro onore (l’ospitalità è SACRA) i dottori hanno cominciato a visitare tutti i pazienti che aspettavano il loro turno in maniera ordinata e civile. Le persone con problemi sono state preparate per essere trasportate all’ospedale di Biratnagar, dove verranno operate nella giornata di domani.

Questa è solo una veloce sintesi. Domani continuerò a raccontarvi. Ora vado a dormire perchè ho la sveglia prestissimo.

P.S. conto di mettere online tutti i filmatini una volta in Italia, qui non c’è banda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Buongiorno dal Biratnagar Eye Hospital. Siamo sempre in Nepal, sul confine meridionale con l’India. Questo è uno degli ospedali oftalmici più famosi dell’intera Asia. Vi dico subito che la situazione è a dir poco drammatica. Ogni giorno migliaia di persone giungono fin qui da tutto il Nepal e dall’intera India, in cerca di aiuto. Sanno che possono essere operati gratuitamente e sono disposti ad affrontare giorni interi di viaggio, usando gli unici risparmi della loro vita per spostarsi in bus o in treno. Abbiamo cominciato a filmare le storie di alcune famiglie disperate. Più di una volta ho trattenuto le lacrime. Per esempio il bambino qui in alto è cieco dall’età di un anno, ma nessuno l’aveva mai visitato prima. Ha già perso un fratello per malnutrizione e finalmente oggi, all’età di 9 anni è riuscito a raggiungere l’ospedale dove domani verrà operato. Ha la cataratta bilaterale… Pensate, dopo un intervento di appena 10 minuti (è la tecnica più produttiva al mondo!) questo bambino da domani potrà vedere!!!

Questa bambina invece si chiama Shilu. La sua famiglia è composta da 30 persone! E’ stata operata due giorni fa e oggi è stata sbendata. Dovrà portare gli occhiali, ma per la prima volta insieme a noi ha visto sua mamma!!! Ecco il momento:

Qui in alto sto intervistando Silvana Mehra, direttore responsabile CBM Sud Asia. Mi racconta la storia di Nitish, non si conosce la sua età e anche lui non vede dalla nascita. Verrà operato domani e seguiremo l’evolversi della sua guarigione (speriamo). Se tutto andrà bene vedrà la sua famiglia per la prima volta…

La storia della famiglia che vedete in basso è allucinante. Il bimbo sulla destra fa da guida per suo papà, il suo fratellino e sua zia, tutti ciechi. Non possono muovere un passo senza di lui… Che responsabilità a 10 anni!

Altre persone aspettano di essere visitate… A destra anche uno yoghi, tra una preghiera e l’altra.

Eccomi. Sono tornato in stanza dopo una doccia e una cena tipica nepalese. L’acqua qui è un bene prezioso e non è detto che aprendo i rubinetti venga fuori qualcosa. Stasera sono stato fortunato e mi sono goduto un rinfresco fugace, ma ieri mi raccontavano che non c’era acqua… Mentre cantavo allegramente sotto la doccia mi sono accorto della pericolosità degli impianti. Guardate dov’è montata la presa di corrente della caldaia!

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho fatto foto e filmati per farvi vedere la realtà di questo posto poverissimo. In città un operaio guadagna circa un euro al giorno, ma moltissimi non hanno neanche il lavoro. Purtroppo come ho accennato nell’altro post, qui non c’è una grande copertura e impiego davvero troppo tempo per caricare anche solo una ripresa di pochi secondi. Ora è quasi mezzanotte e sono stanco di smanettare al computer. E’ inutile perdere tempo. Non c’è la tecnologia. Dovrò cercare soluzioni più “snelle”. Domani ho la sveglia alle 6. Si comincia davvero. Andiamo all’ospedale di Biratnagar per conoscere le storie di alcuni bambini che verrano operati agli occhi, nel tentativo di riacquistare la vista. Ora vado a letto. Buonanotte a tutti.

prima tappa Delhi

Pubblicato: 01/04/2011 in viaggio in Nepal con CBM

Ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati a destinazione. Mi trovo a Biratnagar, nella hall dell’hotel.

E’ stato impossibile aggiornarvi sulle tappe che mi hanno portato fin qui, perchè durante le attese delle coincidenze tra i tre diversi voli che abbiamo preso non sono riuscito a connettermi.

E’ già una grande fortuna essere riusciti a recuperare una sim dati, ma la velocità a 128 Kbps rallenta ogni procedura. Per caricare una foto ci impiego 5 minuti!

Comunque vi racconto tutto. La prima tappa è stata Delhi, dopo un volo di 8 ore.

Per la prima volta nella mia vita ho “toccato” il suolo indiano. Ho cercato di aggiornare il blog fino all’ultimo, ma poi ho desistito altrimenti avrei perso la coincidenza per Kathmandu.

 

Ecco la prima cosa che mi ha colpito appena arrivati in India… I bagni! E’ difficile entrare per sbaglio in quello delle donne! 🙂

Al controllo passaporti una serie di “mudra”, cioè posizioni delle mani con simbolismi cosmici, usati nello yoga e nelle preghiere mi fanno subito capire che siamo nella terra della più antica religione del mondo: L’induismo.

Eccomi felice e contento di essere nella Grande Madre India. In realtà è solo la prima fugace tappa. Come vi ho detto, in questo momento sono già in Nepal. Adesso mi butto sotto la doccia, mi rilasso dopo un luuuungo viaggio e poi vi racconto la seconda parte. Sono bello cotto. A più tardi!

Devo spegnere il telefono. Stiamo per decollare. Prima tappa Dheli! Ecco le letture che mi accompagneranno in volo.

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Siamo a Malpensa, in attesa dell’imbarco proviamo a testare il sistema di caricamento video…

preparativi

Pubblicato: 31/03/2011 in viaggio in Nepal con CBM

Prima cosa: grazie! E’ troppo bello sapere che sarete in viaggio con me.

Secondo: ho capito che per me è un po’ uno sbattimento dover duplicare i post su due blog diversi. Pensavo di poter scrivere una volta e poi pubblicare l’articolo in contemporanea, ma non è così. Se vedete che qui non aggiorno allora andate su blog.cbmitalia.org, il blog nato appositamente per questa operazione umanitaria.

Terzo: partirò da Milano Malpensa alle 21,25. Se nel frattempo trovate una soluzione pratica per ovviare al problema del doppio blog, scrivetemela pure!

A più tardi, dall’aeroporto.

Daniele