il cibo è delizioso, ma ci vuole coraggio…

Pubblicato: 04/04/2011 in viaggio in Nepal con CBM

A Biratnagar è un nuovo giorno. Durante la notte si sono susseguiti violenti temporali, ma nella mattinata il cielo si è nuovamente schiarito. Non ho dormito per colpa delle maledette zanzare che hanno continuato a torturarmi fino alle 6. Così mi sono alzato, ho fatto una doccia CALDA (che meraviglia!) e ho raggiunto il gruppo per la colazione.

Sono arrivato a Biratnagar venerdì scorso e l’hotel mi sembrava triste e squallido, ma dopo l’esperienza di Hile (il ragno, l’acqua ghiacciata e tutti gli altri disagi che vi ho già raccontato), questa stanza mi sembra un paradiso!

Da quando sono qui ho mangiato sempre lo stesso cibo. La cucina Nepalese, praticamente identica a quella indiana, è ottima, piccante e saporita, ma non c’è una grande varietà di piatti. Si mangiano le stesse cose a colazione, a pranzo e a cena! E comunque sono fortunato perchè mi piace davvero tanto. Sono veramente bravi. Certo, non bisogna pensare all’igiene. Nei villaggi, la carne prima di essere cucinata è ricoperta di mosche, i piatti e le posate vengono lavati in un’ acqua dal colore marroncino, usata più e più volte, anche dalle caprette che scorrazzano felici. Nei piatti che abbiamo usato noi, i piccioni beccavano le crosticine che contornavano la superficie. e infine l’acqua veniva riutilizzata per lavare i bambini!!!

Fortunatamente mi sono accorto di tutto questo DOPO aver mangiato, altrimenti non avrei toccato neppure un chicco di riso. 🙂

Vi chiederete della mia situazione intestinale… Bè, faccio le corna, incrocio le dita, tocco ferro e legno, ma per il momento sto bene. Prendo ogni giorno dei fermenti lattici e porto sempre con me un medicinale per un’eventuale attacco improvviso.

Come sempre aggiungo una carrellata di foto. Guardate le condizioni di povertà. Eppure, vi garantisco, non sono un popolo triste. Sono cordiali, ospitali e gentili. Meravigliosi!

P.S. Nella foto del piatto pieno di prelibatezze vedrete un pezzetto di giornale. E’ il tovagliolo!

P.P.S. Nella seconda foto un uomo spenna un pollo. Provate a zoomare nell’angolo in alto a destra… buon appetito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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commenti
  1. Andespo ha detto:

    Sai che non riesco a capire che cosa ci sia in alto a destra nella foto dell’uomo che spenna la gallina?

  2. Fandroid ha detto:

    Sembrano pelli ed interiora. Comunque complimenti per il coraggio e grazie per averci catapultato in un mondo a noi estraneo. Lontano anni luce non solo fisicamente ma soprattutto spiritualmente

  3. V@le ha detto:

    Il giornale come tovagliolo è davvero una chicca 😉

  4. Marduk Seclorum ha detto:

    Purtroppo il popolo triste siamo noi, il popolo più “civilizzato” o per lo più dipendente dal sistema, noi non siamo “liberi” di sentirci felici.

    • Luciano ha detto:

      Sai, sento una grande verità in quello che hai scritto e la parola “triste” è proprio quella giusta.
      Forse non sarei capace di vivere come i Nepalesi o come chi vive in condizioni analoghe; provo tenerezza per la semplicità e dolore per la sofferenza e le privazioni ma so che c’è qualcosa sull’altro piatto della bilancia, qualcosa di forse non ben definito, ma che cambierei con tutto quello che ho.

  5. Paolo Sala ha detto:

    Iniziativa meravigliosa, Daniele.
    Il tuo viaggio aiuta chi frequenta queste pagine a “conoscere”.
    Thanks for sharing!

  6. paolo95 ha detto:

    mamma mia …vedere quella foto dove ce la gallina k viene spennata, sopratutto in alto a destra dove ce il piatto cn le viscere(o roba simile)cm minimo viene da vomitare…una domanda:ma loro mangiano anke quelle?

  7. raffaela ha detto:

    che meraviglia saper adattarsi come fai tu…gran coraggio!

  8. lancelotdiarcadia ha detto:

    Beh, Dani, dai, in fondo il piatto di riso si presentava bene, no? 😀
    Un salutone,
    Lance.

  9. Frederic ha detto:

    Mi faccio vivo molto raramente ma l’rss mi mostra tutti i tuoi post in tempo reale e li leggo dal primo all’ultimo.
    Ritengo che la loro felicità derivi da una “mancanza di contraddittorio”, nel senso che non puoi sentire la mancanza di ciò che non hai mai avuto. Si può parlare di gioia e di tutto quello che si vuole ma di certo non si può mettere in dubbio che i fortunati siamo noi, tant’è che lì c’è bisogno di aiuti umanitari…
    Hai coraggio da vendere, Daniele: ho circa 10 anni meno di te, forse col tempo acquisterò un po’ di coraggio anch’io ma oggi mi vengono letteralmente i brividi a leggere in che condizioni igieniche ti trovi, è agghiacciante. Certo tu dai prova di essere veramente una persona degna di ogni rispetto e so già che, come Tom Hanks in “Cast away”, quando tornerai in albergo, o a casa tua, qui in Italia ti sembrerà tutto un po’ magico ma paradossalmente avrai nostalgia del Nepal pur con tutti i suoi problemi.

    In bocca al lupo, Daniele, un abbraccio grandissimo

  10. sabina ha detto:

    Riguardo la foto dell’uomo che spenna la gallina: no comment…
    Ti dico solo che qualche anno fa sono stata ricoverata per una gravissima forma di gastroenterite virale…penso che se fossi al posto tuo sarei già morta o di fame o di una riacutizzazione..non so…comunque In bocca al lupo!
    Tornando al Nepal e al suo popolo probabilmente loro hanno ciò che noi abbiamo perso ormai da tanto tempo: la semplicità di vivere con meno del necessario e la mancanza di avidità in generale. Forse noi siamo infelici perché il troppo benessere non ci permette più di apprezzare TUTTO ciò che possediamo: cellulari ultimo modello, auto più veloce, cibo più raffinato, l’ultima borsa firmata… Ma tutte queste cose cui aneliamo ci rendono più felici? NO e nemmeno migliori!!! Però sembriamo non riuscire più a farne a meno…
    A presto Daniele… Bacione, Saby

  11. Dragonfly ha detto:

    Complimenti davvero Daniele, perchè la passione che metti in ogni cosa che fai è travolgente.
    Certo, ci vuole uno spirito d’adattamento particolarmente spiccato per superare i “piccoli” ostacoli del viaggio che stai affrontando… la foto del pollo è allucinante!!!!
    Aspetto altri tuoi racconti, anche perchè ho adottato a distanza una bimba nepalese e conoscere la realtà in cui vive, attraverso i tuoi racconti, mi aiuta a capire molte cose!

    Buon proseguimento!!!!!

  12. Katya Sanna ha detto:

    E’ vero si mangiano sempre le stesse cose a qualunque ora della giornata, dall’alba la tramonto e oltre 🙂

    Un abbraccio!
    Katya

  13. Alessandro ha detto:

    Non lamentarti Daniele, il mangiare Nepalese è sicuramente meglio di quello della mia futura suocera hahahahahhaha apparte gli scherzi ,sicuramente questa esperienza ti cambierà la vita e quando tornerai apprezzerai con maggiore gioia anche le cose piccole.
    Pero’ volevo fare una riflessione generale queste esperienze sono molto belle,ma avvolte dopo un po di tempo si dimenticano, nel senso che tornati alla routine quotidiana in generale tutto si dimentica, faccio un’esempio forse banale per chi di voi ha fatto il servizio militare, quando poi finiva si apprezzava maggiormente la liberta tra virgolette ma poi dopo un po’ le cose tornano normali, oppure per i fumatori quando viene la febbre ho si sta male si smette poi passato il peggio ricominciano eccc.
    Con questo voglio dire che dovremo tutti imparare, a meditare più spesso su queste cose anche quando ad esempio,si sta con le pantofole a casa propria a guardare la JUVE
    🙂

    • Luciano ha detto:

      E’ proprio così, nulla è mai acquisito per sempre. Bisogna ricordare, comprendere e coltivare.
      Forse, così, “si diventa, ciò che si comprende”.
      Ciao

  14. manuela ha detto:

    Mamma mia..che coraggio ci vuole per affrontare un’esperienza del genere!!E tu ne hai da vendere,complimenti!!

  15. albe ha detto:

    io ci andrei di corsa … e aiuterei a spennare la gallina, lo faccio normalmente … 🙂

    • Luciano ha detto:

      La foto del piatto di cibo mi fa veramente venire l’acquolina in bocca, ed ho appena finito di mangiare. Preoccupazioni igieniche a parte, la cosa che ancora mi blocca è il pensiero del “ragno” in stanza, brrrrr, ci sono cose che, pur comprendendo l’irrazionalità dell’atteggiamento, sono veramente difficile da affrontare.
      Un saluto anche oggi, a tutti voi, che state portando un messaggio di solidarietà a gente che, fino all’altro ieri, sentivamo un pò più lontana.

  16. Sigismondo ha detto:

    Mmm… che bontà! Credo che neanche sotto tortura… poi non so, magari è roba eccellente… tante volte piatti belli fanno schifo, e piatti brutti sono ottimi! Non è il caso delle interiora col bigattino, insomma 😀

  17. Mauro Fantini ha detto:

    Nella foto mi pare siano interiora di animale. Ti ammiro perché ci vuole del coraggio per affrontare questo viaggio. Credi che comunque arrucchisca interiormente in un modo impagabile.

  18. Giancarlo Sacchi ha detto:

    La vita è semplice… Sono gli uomini che se la complicano. Per questo il popolo nepalese è felice, perché è legato a quelle piccole cose semplici che nei nostri paesi industrializzati vanno scomparendo. Anche la Svezia è però un paese semplice legato alla natura 🙂

  19. Together with everything that seems to be developing throughout this particular subject material, a significant percentage of opinions are very radical. Nonetheless, I am sorry, because I can not give credence to your entire idea, all be it refreshing none the less. It seems to everyone that your commentary are generally not completely validated and in actuality you are your self not even totally certain of your assertion. In any event I did appreciate reading through it.

  20. fra100 ha detto:

    Ciao Daniele, sai che fin da piccola mi sarebbe piaciuto fare viaggi come quelli che fai tu. Ora leggendo tutto questo mi viene da dire “che schifo, non dormirei mai in hotel così, non mangerei mai quel cibo sapendo che l’igene è inesistente ecc ecc”. Ma questo è normale secondo me, però quello che mi spaventa è che ho lo stesso voglia di fare tutto come prima. Questo detto da me è molto grave poichè non riesco a schiacciare una formica intenzionalmente 0.o

  21. mary p ha detto:

    Io non penserei allo schifo ma “poverini..poverini..non è possibile..” Sono persone come noi ed il minimo è adattarsi nel loro rispetto, pregare per loro e comunicare la loro situazione a più persone possibili x trarne degli aiuti economici e di assistenza. Daniele infila dei pezzi con filmati/foto “scandalo” in trasmissione e chiedi contributi e volontari. Qualcuno si muoverà, dai! Ciao,
    Mary p

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