Tra 20 anni robot più intelligenti dell’uomo

Pubblicato: 07/03/2011 in singolarità

Ecco l’articolo di Lara Ricci de “Il Sole 24ORE” sulla presenza di Ray Kurzweil al summit di Milano. Grazie a Estropico.

Intelligenza, per Ray Kurzweil, è «capacità di risolvere problemi usando risorse limitate, come il tempo». Ebbene, il celebre inventore è convinto che in 20 anni costruiremo macchine più intelligenti di noi. Il 2045 sarà il momento della «singolarità», ovvero dell’esplosione dell’intelligenza. Rappezzandoci con le tecnologie aumenteremo esponenzialmente le nostre capacità mentali, trascendendo i nostri limiti biologici. Chi già ridacchia forse non sa che Kurzweil ha creato il primo scanner CCD, il primo sistema per riconoscere i caratteri e poi il parlato, la prima macchina che legge un testo (usata da Stevie Wonder). Ha vinto il Mit-Lemelson Prize, il maggior premio all’innovazione, ha 18 lauree honoris causa e la sua Singularity University, fondata con Larry Page, è ospitata dalla Nasa. Può valer la pena ascoltare cosa ha da dire.
La sua definizione di intelligenza comprende anche quella emotiva: «la più complessa. Far ridere, provare sentimenti, essere sexy sono comportamenti molto intelligenti. Se consideriamo solo le abilità logiche, i computer sono già superiori a noi», spiega. Quando sostiene che in 20 anni le capacità intellettive dei robot saranno pari alle nostre si basa principalmente su tre considerazioni. La prima è che le tecnologie dell’informazione progrediscono esponenzialmente (la potenza di calcolo raddoppia ogni anno); la seconda è che se stimiamo quanta capacità di calcolo serve per simulare l’intelligenza umana, questa capacità è già alla portata dei supercomputer e in 10 anni sarà in un pc. La terza riguarda l’elemento più importate di queste macchine: il software: «È una stima conservativa dire che avremo modelli di simulazione del nostro cervello funzionanti in 20 anni: la comprensione della mente fa progressi esponenziali. E ciò sarà la chiave per creare il software di simulazione dell’intelligenza umana», ha spiegato Kurzweil, ieri a Milano per un incontro organizzato da iLabs, laboratori di ricerca privati fondati 33 anni fa da Gabriele Rossi ed Antonella Canonico e finanziati coi proventi degli spin off. «Quando, nel ’98, i supercomputer batterono il campione mondiale di scacchi, la gente disse che non sarebbero mai stati capaci di capire il linguaggio umano. Ma l’estate scorsa il supercomputer Watson ha vinto il quiz tv Jeopardy, dove le domande erano ricche di riferimenti emotivi, giochi di parole, battute». Robot con le nostre capacità intellettive disporranno dell’intero scibile umano, poiché leggeranno tutto il Web e non dimenticheranno nulla: difficile immaginare come sarà il mondo tra 20 anni. E difficile accettare un tale cambiamento: «La nostra intuizione del futuro è lineare, mentre il progresso è esponenziale (inoltre i progressi iniziali sono difficili da percepire, poiché la curva logaritmica parte quasi piatta, per poi impennarsi)».

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commenti
  1. Ste' ha detto:

    Non ci resta che aspettare e vedere 🙂

  2. Thomas ha detto:

    “trascendendo i nostri limiti biologici”… Fermo restando che chi ha fatto dell’intelligenza la sua ragione di vita non può che dire cose interessanti, mi sorge un dubbio: se fra una ventina di anni l’intelligenza artificiale avrà non solo raggiunto ma addirittura superato quella umana, i nuovi “dominatori” della tera saranno le macchine… C’è da augurarsi che siano più “umani” di noi esseri di carne, altrimenti veramente rischiamo di diventare gli animaletti da compagnia dei nostri discendenti cibernetici.
    Pensiero mio ovviamente, ma la cosa mi fa un po’ paura.
    Un saluto a tutti
    Thomas

    • Monica ha detto:

      Sono perfettamente daccordo con Thomas, pur di sembrare paranoica e/o ripetitiva, visto che questo concetto si è espresso ormai centinaia di volte, non posso fare a meno di esporre la mia “preoccupazione” all’idea di inteligenze artificiali superiori all’uomo.
      Se saranno più inteligenti di noi cosa gli impedirà di non prendere il sopravvento?
      Se proveranno emozioni, cosa gli impedirà di non provare odio e/o voglia di conquistare il potere?
      Purtroppo è una eventualità che non si può escludere perchè anche se perfetti come inteligenza restano comunque creazioni dell’uomo, che noi sappiamo essere imperfetto.

      • lancelotdiarcadia ha detto:

        Purtroppo è questo il rischio… rischio che chi difende a spada tratta l’avvento dell’I.A. superiore all’uomo, non riesce (o non vuole) comprendere.

        • Andrea ha detto:

          Da quello che ho letto su Kurzweil, emerge anche il concetto A.I. cioè dell’amplificazione dell’intelligenza dell’uomo attraverso la biotecnologia e la nanotecnologia,soprattutto la seconda ,quindi dovremmo poter competere con le future I.A., staremo a vedere.

  3. Thomas ha detto:

    Dominatori della TERRA e non tera, ho scritto troppo velocemente 🙂

  4. Frank Cento ha detto:

    Kurzweil è sempre preciso nelle definizioni e ogni affermazione che fa è ben documentata.
    Già solo per questo approccio, che ormai è raro anche tra coloro che si auto-definiscono “scienziati” (più spesso: “ricercatori” o “esperti”), merita attenzione e rispetto.
    Nel campo informatico, dove ho avuto modo di confrontarmi con i suoi lavori e collaborare con persone che per/da anni avevano lavorato con lui, è di una competenza e un rigore rari, uniti alla capacità di spaziare tra ambiti differenti.
    Tanto di cappello! 😉

    Però IMO sottovaluta alcuni fattori nel suo calcolo della progressione di queste tecnologie, in particolare la regola nota come “legge del minimo” (o di “Liebig”, dal suo ideatore).
    Questa regola, in termini generali e astratti, dichiara come in un ambiente a risorse limitate lo sviluppo viene limitato dall’elemento meno disponibile.
    Lui era un agronomo e usava l’esempio delle piante: se diamo ad una pianta tutti i nutrienti necessari escluso uno, sarà la quantità di quest’ultimo che determinerà il fattore di crescita.
    Riferito alla singolarità, che rappresenta uno stato definito di relazione tra tecnologie, se una tra di esse si dimostrasse più ostica del previsto (ci sono seri e concreti dubbi su alcuni aspetti delle nanotecnologie, così come della valutazione di quanto l’effetto quantistico nel cervello influenzi il sorgere della coscienza) bloccherebbe anche tutte le altre.
    La scala logaritmica da lui sempre utilizzata per mostrare l’andamento della curva di crescita di solito è valida per singoli elementi, quando si aggiungono relazioni e dipendenze tra di loro raramente l’andamento si mantiene.
    La cosa è verificabile in gran parte delle sue previsioni: quasi tutte si sono avverate ma sempre con 1-3 anni di ritardo (su un tempo di previsione di 10-20 anni). E’ quel 10-20% di scarto che identifica la deviazione tra due curve logaritmiche di base leggermente diversa (ma che hanno un limite significativamente spostato).
    Sempre IMO è molto probabile che questo scarto nelle valutazioni faccia sì che la realizzazione piena e completa di queste tecnologie sarà posticipata di almeno un 10% (logaritmico, quindi crescente), portando alla “singolarità” non prima del 2070.

    Personalmente devo dire che mi affascinano alcune sue opinioni dichiaratamente soggettive: si nota bene che per lui la diagnosi del diabete è stata un duro colpo ed è abbastanza palese come per lui questa malattia sia un po’ un’ossessione. Sarei curioso di contare quante volte usa i termini “diabete” e “isole del pancreas” nei sui libri e articoli 🙂
    “Ossessione” d’altronde ben comprensibile e che, sotto molti punti di vista, lo rende più “umano” 😀
    Per riallacciarmi a quanto detto poc’anzi si nota come le sue tempistiche e le sue valutazioni dei progressi della tecnologia siano decisamente “tarate” sulla sua età e sulle sue prospettive di vita: nel 2045, ad esempio, avrebbe 96 anni. Età ad oggi “facilmente” raggiungibile.
    C’è molto del “Kurzweil uomo” nelle “teorie Kurzweil” che, essendo ipotetiche e non dimostrabili, vanno valutate tenendo in considerazione questo fattore 🙂

    [articolo postato anche sul mio blog]

    • alessandro ha detto:

      che la singolarita avvenga nel 2070 o 2045, in fondo che differenza ce, la maggiorparte di noi sarà li a vederla grazie all’estensione della vita dovuta all’ingegnieria genetica 🙂
      Frank secondo te, la crisi economica corrente potrebbe rallentare l’avvento della singolarita? e poi la singolarita avverà in un contesto civile o milite,dato che la loro tecnologia e più avanti di almeno 25 anni?

      • Franco ha detto:

        Al summit Kurzweil ha spiegato che le recessioni economiche non hanno mai rallentato minimamente l’avanzamento tecnologico, neanche quella del ’29.

        • alessandro ha detto:

          GRAZIE FRANCO E PER QUANTO RIGUARDA I MILITARI? DETERRANO LORO IL POTERE DELLA SINGOLARITA? NON CE QUESTO PERICOLO?

          • Franco ha detto:

            Il pericolo delle dittature c’è sempre stato, c’è ora e ci sarà in futuro. Per fortuna ci sono anche i democratici, i ribelli e gli hackers.
            Cmq io credo che in futuro staremo tutti talmente bene e saremo tutti talmente interconnessi che non vedo perchè un gruppo di persone dovrebbe aver voglia di instaurare una dittatura. A che pro?
            Certo ci sarà un controllo elettronico globale, ma io vedo in questo molto più aspetti positivi che negativi, perchè sarà un servizio ai cittadini,per evitare disordini, incidenti e crimini.
            La nostra libertà sarà amplificata, grazie ai robot-schiavi, il tempo libero, la realtà virtuale, la salute e la longevità, i sintetizzatori molecolari nanotecnologici in casa etc..

            • Franco ha detto:

              Più che dei militari io avrei paura dei religiosi, delle chiese etc, che magari tenteranno di entrarci in casa e di vietarci di usare i robot o le pillole per diventare immortali etc in nome di religioni primitive e valori assurdi. Già adesso il Vaticano fa di tutto per boicottare le biotecnologie, la ricerca sulle staminali etc.

      • Frank Cento ha detto:

        Non sono ottimista quanto Kurzweil sulla diffusa disponibilità di metodi medici per l’estensione della vita: le multinazionali del settore che in questo ambito investono miliardi ogni anno ovviamente vogliono un ritorno dell’investimento.
        Basta pensare a quanto succede oggi: da decenni esistono tecnologie e metodi per curare certe patologie ma sono riservati solo a pochi.
        Alcuni esempi, sparsi e molto in sintesi:
        – farmaci contro l’HIV sempre meno costosi e più efficaci ma sotto brevetto, quindi inaccessibili alle popolazioni povere (vedi Africa);
        – terapie contro l’invecchiamento ancora limitate, non verificate, e riservate a pochissimi (dieci anni fa Kurzweil stimava che sarebbero state alla portata di tutti);
        – l’abbandono della ricerca di cure per malattie poco diffuse;
        – la mancata diffusione (quindi il mancato feedback tecnico ed economico) di tecnologie specifiche (es. terapie farmacologiche contro la carie o contro il diabete, veicoli con motori diversi dagli attuali a combustione interna -ricordo che l’inquinamento è una delle prime cause di tumore in molte aree-) per non contrastare equilibri di potere;
        – nello specifico campo dell’ingegneria genetica i progressi (per una lunga serie di motivi: tecnici, economici, politici, etico-morali) sono stati molto più limitati del previsto. Inoltre ogni terapia genica deve o intervenire sull’embrione o essere “tarata” sul paziente, cosa che ha un costo significativo;
        – l’insorgenza di mutazioni che contrastano gli sviluppi tecnici (ricordo che il tasso di evoluzione dei batteri, per ovvi motivi, è migliaia di volte superiore al nostro): batteri resistenti agli antibiotici, virus che mutano in modo più rapido.
        Quindi: vero che le tecnologie ci sono e si stanno sviluppando ma in tempi più ampi e non con la diffusione sperata. Purtroppo bisogna fare i conti con un mondo dove determinati equilibri di poteri forti si sono stabilizzati in periodi lunghi e non sono disposti a lasciare spazio a novità destabilizzanti.
        Basta vedere tutti i tentativi fatti da governi (leggi asprissime, brevetti sul sw, “great firewall of China”) e multinazionali (lobbismo sfrenato) per censurare o limitare parti di internet.

        Riguardo alla crisi economica è vero quanto dice Franco che non rallentano il progresso tecnologico. Va però distinto il progresso delle tecnologie diffuse, di massa, da quelle specifiche a lungo termine.
        Il discorso da fare sarebbe molto lungo.

        Parlando invece della tecnologia militare non è così avanti. Considera che il settore militare ha dei dipartimenti minuscoli di ricerca, il 95% del lavoro lo svolgono ricercatori provenienti da aziende private o direttamente da laboratori di queste aziende (che poi lo immettono nel mercato dopo breve sotto forme diverse e solo leggermente meno efficaci. Vedi ad es. il GPS).

        Personalmente, per quanto mi riguarda, sono decisamente più interessato (anche per motivi professionali) alla possibilità di creare efficaci legami bilaterali tra mente biologica e sistemi non biologici.
        Credo sia un traguardo raggiungibile a breve termine, dipendendo solo da due fattori (conoscenza anche parziale del funzionamento del cervello e sviluppo di interfacce di elaborazione adeguatamente potenti), che può portare a vantaggi notevoli.
        Degli aspetti più “ipotetici” della teoria della singolarità mi interessa relativamente meno anche perché sono settori in cui gli investimenti oscillano molto e dove i ritorni (che trasformano una crescita da lineare in esponenziale) non sono sempre chiari né applicabili.
        D’altronde la cosa è palese anche nei libri di Kurzweil: confrontate la mole (quantitativa e qualitativa) di commenti sui capitoli relativi agli ambiti informatici con quella, molto minore, relativa ai capitoli in cui si parla di argomenti “medico-biologici” 🙂

        • Franco ha detto:

          La distinzione tra tecnologie “specifiche” come le chiami tu e
          e tecnologie “di massa” in realtà non esiste. Le tecnologie all’inizio sono costose e quindi per pochi, ma poi si diffondono a basso costo. Pensa ai cellulari, negli anni 70-80 erano grandi, molto costosi e usati da pochi ricconi, adesso sono una tecnologia di massa e ce li hanno quasi tutti nel mondo.
          Internet nefli anni 70 era una tecnologia utilizzata solo dai militari, si chiamava arpanet, era una tecnologia “specifica”. Ora è decisamente di massa e quasi gratuita. È la Legge dei Ritorni Accelerati do Kurzweil.

          • Frank Cento ha detto:

            La distinzione esiste eccome: ci sono centinaia di tecnologie che non hanno mai raggiunto una diffusione di massa.
            Non tutte le tecnologie passano dallo stato di “elitarie e per pochi” a quello di “economiche per tutti”, e non solo per motivi tecnici (anzi: il più delle volte sono economici).

            Riguardo ad internet credo di conoscere discretamente bene l’argomento, visto che ci lavoro dal ’92 e giravo per BBS a metà anni ’80 😉
            La legge dei ritorni accelerati vale solo in prospettiva retroattiva.

        • alessandro ha detto:

          affermo con certezza, che la tecnologia militare è più avanti di almeno 25-30 anni, parli con certezza sei un militare? è vero che si appaltano ricerche ai privati,ma solo perche gli fa comodo per diverse ragioni.
          porto un piccolo esempio F-117 Nighthawk prodotto nel 1980, aveva come hardware un pc che usava un processore pentium che usci sul mercato nel 1993, e 1+1 fa 2 ben 13 anni di differenza 🙂

          • alessandro ha detto:

            confermo l’esistenza di arpanet negli anni 70, fu creato come mezzo di comunicazione in caso che i ponti radio fossero stati distrutti

            • Frank Cento ha detto:

              Nessuno nega l’esistenza di arpanet negli anni ’70.
              Però ancora non esistevano i protocolli tcp/ip, http (l’attuale web), mail, chat, etc. Solo telnet e un primordiale file tranfer (non FTP, quello è successivo) .

              Il mio era solo un invito a non confondere tecnologie che, seppur legate, hanno una scala e un livello di complessità ben diverso.

          • Frank Cento ha detto:

            Non sono un militare ma ho collaborato con aziende che lavorano nel settore militare, come Alenia e Boing. Credo di sapere discretamente bene come lavorano (e come ragionano). D’altronde chi credi che abbia maggiori competenze per portare avanti determinate tecnologie: a IBM e Intel o a qualche oscuro laboratorio segreto militare? 😉

            Se hai la sicurezza che l’F117 usasse un pentium (tra l’altro marchio registrato da Intel) mi farebbe piacere consultare una fonte, comunque resta il fatto che tra lo sviluppo di una tecnologia e la sua diffusione sul mercato di solito passano sempre anni (decenni), indipendentemente dal fatto che questa tecnologia sia stata sviluppata per usi militari.
            Guarda ad esempio i dischi SSD: è una tecnologia dei primi anni ’70, diffusa commercialmente a metà anni ’90 ma solo di recente si trovano sul mercato di massa dischi di capacità adeguata e prezzo ragionevole.

            • alessandro ha detto:

              quindi di fatto confermi che sono più avanti !non montava un cip con il marchio ”pentium” ma comunque un processore con uguale capacità,la fonte in questione è stata da me reperita guardano un documentario, dove il padre della tecnologia sthelt ben rich parlava di questo,a da successive informazioni reperite da amici.(cerchero di trovare il documentario)e vero che i produttori delle tecnologie sono privati ma rimangono sempre i militari a decidere quando liberare tale tecnologie,infondo senza i loro fondi i privati farebbero poco.i brevetti riservati dal governo possono essere declassificati solo da LORO vedi quelle di tesla.
              comunque rispetto le tue idee 🙂 poi se hai lavorato dove dici te (e ci credo) di cose interessanti ce ne potresti sicuramente raccontare siamo con le orecchie aperte 🙂

              • Franco ha detto:

                Vorrei qualche esempio di tecnologie che sono rimaste a disposizione solo di pochi. Per esempio che tecnologie avevano i militari nel 1960 che ora non può avere un comune cittadino a prezzo modico (a parte la bomba atomica, anche se tutti usufruiamo di elettricità prodotta tramite la fusione nucleare in realtà)

                • Frank Cento ha detto:

                  Avevo fatto qualche esempio nel commento delle 9:11.
                  Comunque non mi riferivo a tecnologie prettamente militari ma a tecnologie che, per vari motivi, sono state abbandonate e/o sostituite da varianti meno efficienti.
                  Mi vengono in mente, in ordine sparso: i formati video betamax e video2000 (tecnicamente superiori al VHS, vincitore grazie al marketing giapponese), il “vaccino anticarie”, il motore Stirling, alcuni modelli di microturbine per l’idroelettrico domestico.

                  Ovviamente cito a memoria, per cui mi vengono in mente degli strumenti che mi interessavano personalmente 😉 e che sono scomparsi dal mercato.

                  Nel campo informatico ricordo ad esempio il crollo degli investimenti nell’IA a fine anni ’80 e il boom della realtà virtuale ad inizio anni ’90 finito poi in farsa… non so chi abbia l’età per ricordare le “uscite” di allora di Vladimir Luxuria 😀
                  A ripensarci oggi son cose tra il ridicolo e l’assurdo ma all’epoca certi protagonismi sui mass-media hanno fatto danni seri.

                  Oggi alcune di queste tecnologie sono nuovamente disponibili, magari in forma diversa, ma dieci anni di abbandono (o comunque di drastica riduzione degli investimenti) purtroppo si fanno sentire 😦

              • Frank Cento ha detto:

                Ok, allora magari quando hai trovato la fonte possiamo capire meglio a cosa si riferivano 🙂

                All’epoca c’erano dei server che montavano su schede madri ad hoc vari (da 8 a 30, se ricordo bene. Della Ampex e American Megatrends; anche Olivetti aveva fatto qualcosa in questa direzione) processori 286 o 386, le cui prestazioni in termini di capacità di calcolo erano equivalenti a quelle di un pentium.

                • alessandro ha detto:

                  caro frank vorrei anche io prove/fonti riguardanti questa tua dichiarazione grazie – terapie contro l’invecchiamento ancora limitate, non verificate, e riservate a pochissimi 🙂 (se riservate a pochissimi vol dire che esistono – anche se mi sembra che le persone continuano a morire e invecchiare-compre quelle più potenti!!!!!!)
                  se avessi esempi o prove cartacee di tecnologie segrete non ancora pubbliche ? – be io non le ho altrimenti non sarebbero cosi segrete 🙂 e non rischierei la galera comunque nel divulgarle 🙂
                  esempio : la boing lavora all’antigravità pensate che usino le valvole

                  • Frank Cento ha detto:

                    Non esistono concreti strumenti anti-invecchiamento: il degenerare del DNA in ogni duplicazione cellulare non si può al momento impedire.
                    In alcuni casi (di solito con spese non indifferenti) si può usufruire di trattamenti “ad personam” 😉 ma questo non rappresenta una tecnologia, solo una applicazione di varie “toppe”.

                    Impedire l’invecchiamento != ridurre i problemi dovuti all’invecchiamento.

                    Per fare un esempio: ora un preciso test per rilevare un tumore alla prostata si fa con un banale prelievo di sangue o con un, più costoso, esame genetico delle urine.
                    Questo riduce l’incidenza di morte per questo tipo di tumore e contribuisce ad aumentare la vita media. Significa che possiamo considerarlo una terapia anti-invecchiamento?

                    Spero di aver chiarito meglio il mio punto di vista.

                    • alessandro ha detto:

                      ho capito il tuo discorso 🙂 frank per quanto riguarda gli integratori vitaminici, c’è chi dice che fanno bene e c’è chi dice che fanno male,te cosa ne pensi io ad esempio prendo la vitamina c ”e quasi una fissa” ciao ciao

                    • Franco ha detto:

                      Non hai fatto nessun esempio di tecnologie che soo rimaste solo per pochi.
                      Anzi ti sei addirittura contraddetto dicendo che le tecnologie quando diventano di massa spesso somo migliori di quelle di origine che erano più costose. Verissimo, ma è quello che dice Kurzweil e contraddice le tue affermazioni precedenti!

                    • Frank Cento ha detto:

                      @Franco

                      Ma hai letto il mio commento? :-§

                      Ho scritto: il “vaccino anticarie”, il motore Stirling, alcuni modelli di microturbine per l’idroelettrico domestico.
                      Sono tecnologie disponibili da anni ma non di massa (per costi, diffusione, etc.)
                      Per restare in ambito informatico potremmo parlare anche delle interfacce grafiche per i computer che sono identiche da 30 anni (pur essendo state proposte alternative molto più efficaci), oppure al fatto che gran parte dei computer domestici usano windows che si basa ancora su un file system obsoleto e pieno di problemi, o entrare nell’ambito della sicurezza informatica… ci sono decine di casi di tecnologie che, nonostante il valore tecnico, sono state messe in un angolo (nel senso che vengono usate, ma da pochi) e mai diffuse. Di solito per motivi politici e/o commerciali.

                      Poi non mi sembra di essermi contraddetto, visto che ho parlato dell’andamento di _alcune_ tecnologie. Quello che “contesto” a Kurzweil è proprio questo: applica a tutte le tecnologie i presupposti di quelle informatiche che, ben sappiamo, hanno caratteristiche diverse. Ad es. il sw può essere copiato a costo zero, si possono applicare modifiche e fare un “undo” ritornando indietro, etc. Tutte cose che nel mondo fisico non sono fattibili, quindi i costi sono ben diversi.

                      Poi, se invece di discutere e argomentare razionalmente siamo in cerca di una nuova religione, io sono “geneticamente ateo” quindi passo, grazie 😉

  5. paolo95 ha detto:

    speriamo k la I.A. nn superi l inteligenza umana…se x caso un giorno dovessimo xdere il controllo delle macchine…cm andrebbe a finire?

  6. Franco ha detto:

    Alcune tecnologie non si sono diffuse semplicemente perchè il mercato non le ha ritenute appetibili, cioè le masse non ne hanno bisogno.
    Il vaccino anticarie? Mai sentito parlare del dentifricio? Basta quello per prevenire la carie, mentre dubito che il vaccino anticarie da solo sia sufficiente, probabilmente è anche pericoloso, come tutti i vaccini.

    • Frank Cento ha detto:

      Perché secondo te “il mercato” fa sempre quello che è utile per le masse?

      Riguardo al “vaccino anticarie” forse dovresti informarti meglio.
      Un link semplice:
      http://www.amicodentista.it/carie.it/vaccino_anticarie.htm
      Paragonare il lavarsi i denti a un “vaccino” è come paragonare il lavarsi le mani al vaccino antivaioloso…

      • alessandro ha detto:

        alcune tecnologie non si sono diffuse perchè lederebberro alcuni interessi economici,se ipoteticamente la fusione fredda fosse realmente applicabile e conveniente,pensiate che la inserirebbero mai sul mercato?
        che fine ha fatto la macchina che va ad acqua? rimango comunque fiducioso per il futuro 🙂

  7. paolo95 ha detto:

    be…l’esempio del dentifricio x prevenire le carie nn ttt le volte funziona esempio: io da quando avevo 8 anni mi lavo i denti 3 volte al giorno (mattino,dopo pranzo e sera) eppure 2 anni fà mi sn le carie.
    questo significa k ttt nn puo funzionare alla perfezione come pensa la maggior parte della gente…

  8. Franco ha detto:

    Dai nella stragrande maggioranza dei casi le tecnologie e scoperte di avanguardia nel giro di qualche anno si diffondono alle masse a basso costo.. Tra poco arriverà il caschetto Emotiv per controllare il computer con le onde cerebrali, 200 euro, 30 anni fa lo usavano i piloti dei jet militari.
    La fusione fredda non funzionava bene, pare che ora ci siano arrivati Focardi e Rossi e infatti i primi apparecchi a basso costo per famiglie dicono che usciranno già a giugno, sempre che non sia una bufala. Le auto ad acqua, elettriche etc non sono comode come quelle a benzina, e non hanno le stesse prestazioni.

    • alessandro ha detto:

      le auto a benzina funzionano meglio e sono daccordo franco, pero non mi negare l’idea che trovare una fonte d’energia alternativa al petrolio sia sbagliato, se non erro ray vede nel futuro come alernativa, l’energia solare tramite panelli modificati tramite la nanotecnologia, speriamo che questo avvenga il più presto possibile.
      rimango fiducioso 🙂

      • Franco ha detto:

        Certo, l’energia dal fotovoltaico diventerà la principale fonte, ma tra 15-20 anni, quando le celle fotovoltaiche saranno 100 volte più efficienti

  9. Franco ha detto:

    Il vaccino anticarie mi sembra una stupidata, se non si mantiene l’igiene orale o se il sistema immunitario è debole, qualche tipo di batterio prima o poi attecchisce e danneggia i denti. E i vaccini sono pericolosi oltretutto.

  10. Frank Cento ha detto:

    Quando si fanno delle affermazione si possono seguire due approcci:
    quello mistico-fideistico e quello logico-scientifico.
    Credo Franco e alessandro concorderanno che i vaccini rientrano nelle seconda categoria.
    Quindi se si scrivono frasi come “i vaccini sono pericolosi” o “i vaccini fanno malissimo” bisognerebbe perlomeno provare a documentarle, altrimenti siamo al livello di “babbo natale esiste perché me l’ha detto la befana”.

    Considerato che grazie ai vaccini circa 100 milioni di persone, nell’ultimo secolo e solo nei paesi occidentali, NON sono morte di vaiolo, tetano, tubercolosi, influenza, _forse_ prima di parlare bisognerebbe documentarsi.
    Si scoprirebbero così altre informazioni interessanti, ad esempio che la (peraltro limitata) tossicità dei vaccini era in grandissima parte dovuta all’uso di particolari sostanze (es. mercurio) come conservanti.
    Si scoprirebbe anche che molte delle statistiche che vorrebbero imputare ai vaccini determinati pericoli (es. autismo nei bimbi) erano delle truffe.
    Incredibilmente si scoprirebbe anche che nei paesi dove non si praticano le vaccinazioni infantili la mortalità infantile, causata da queste malattie, è oltre il decuplo della nostra e che ci sono molte sostanze “naturali” che hanno una tossicità molto più alta (ad esempio la vitamina A).

    Alcune fonti da cui partire per informarsi:
    http://jama.ama-assn.org/content/298/18/2155.abstract
    http://www.unicef.it/doc/443/obiettivo-4-ridurre-la-mortalita-infantile.htm
    http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/mondo09.asp
    http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/autismo-e-vaccini-ce-frode
    http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez01/0030036.html

  11. Ste' ha detto:

    Interessanti interventi, me li ero persi nelle pagine del Blog.
    Come sempre la ragione sta nel mezzo secondo me.
    Prendo come esempio la questione dei vaccini.
    Possono dire “è importante vaccinarsi per questo o quel motivo” quando in realtà hanno i magazzini pieni del vaccino dell’anno prima e devono assolutamente smaltirli, e li spacciano per nuovi.
    Possono anche dirlo perchè è veramente necessario.
    Purtroppo, alla base di tutto c’è sempre un interesse più economico che sociale.
    Tornando nel tema del topic, ho trovato un articolo molto interessante.

    http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1097116

    Secondo Marshall Brain, fondatore di How Stuff Works e autore di Robotic Nation, entro il 2013 ci saranno 1,2 milioni di robot industriali che svolgeranno diverse mansioni lavorative in tutto il mondo, con conseguente “sparizione” di alcuni mestieri tra cui:

    Farmacisti;
    Legali;
    Chauffer e autisti di autobus;
    Cassieri, commessi, personale per servizi e assistenza in generale

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