il super-computer WATSON diventerà un medico!

Pubblicato: 19/02/2011 in intelligenza artificiale

Abbiamo seguito e commentato le vicende di Watson, il super computer IBM che ormai conosciamo bene… Ora che ha dimostrato le sue potenzialità, grazie alla straordinaria capacità di calcolo (80 miliardi di operazioni al secondo!) ed interpretazione del linguaggio umano, è stato annunciato il suo futuro nel campo medico. Watson analizzerà i data base mondiali di medicina e sulla base dei sintomi del paziente potrà fornire il proprio parere circa le possibili patologie, aiutando così il personale umano. Riuscire ad accostare i vari indizi e trovare così la cura giusta è un’operazione che riesce egregiamente a Watson, che opererà inizialmente presso la Scuola di medicina del Maryland e la Columbia University.

L’IBM non scherza, ho come l’impressione che siamo all’inizio di una nuova era per la medicina…

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commenti
  1. Roberta ha detto:

    “Riuscire ad accostare i vari indizi e trovare così la cura giusta”

    questa è sana evoluzione!sono daccordo!non credo che possa essere usato per scopi diabolici…o almeno lo spero…
    e voi che ne pensate???è tutto così perfetto…dove sta l’imbroglio o la controindicazione?

    R.R
    ciao belli!!!!!

  2. […] This post was mentioned on Twitter by Tiziana Muroni, Daniele Bossari. Daniele Bossari said: il super-computer WATSON diventerà un medico! http://wp.me/p1kCUA-4y […]

  3. Marco R. ha detto:

    sarà che forse dalla filmografia e dai racconti un po’ di scetticiscmo c’è sempre
    se però questo può aiutare a trovare la giusta patologia eseguendo una corretta diagnosi ben venga
    che però non diventi uno schema troppo fisso.
    sarà che io lavorando in psichiatria come educatore ho troppe variabili che non sono calcolabili date dalla natura stessa dell’uomo che faccio fatica ad entrare in questa mentalità
    il vostro parere qual è?
    grazie Daniele di darci spunti sempre nuovi
    devo aggiornarmi sugli altri argomenti
    ciao postumani

  4. lancelotdiarcadia ha detto:

    Credo sia una buona cosa, ma resterei comunque con i piedi per terra.
    Una stessa malattia, pur con sintomi simili, può variare da persona a persona, e può rispondere in modo diverso alle cure. Il cervello di Watson (e dei suoi futuri “fratellini”) potrà essere un validissimo aiuto, ma sempre unito all’esperienza “umana” di noi esseri in carne e ossa.

  5. luca rivoli ha detto:

    Assolutamente.. Nn sono d’accordo.. La medicina e’ fatta anche del rapporto medico paziente.. Ascoltare il paziente e’ la prima cosa che insegnano a noi studenti in medicina.. Tolta questa non e’ possibile fare una corretta diagnosi ed eventuale protocollo da seguire, calibrato sulla persona.. Un NO secco!

  6. Franco ha detto:

    Una nuova era per l’umanità. Watson accederà all’immensa conoscenza contenuta in Internet, che tra l’altro aumenta costantemente, e così si renderà utile in tutti i campi.Poi watson verrà ulteriormente migliorato e potenziato e naturalmente riprodotto in gran numero, e saranno i prodromi della Singolarità, che secondo me arriverà molto presto, prima del 2020, forse addirittura nel 2012.

  7. sabina ha detto:

    Trovo che sia un’idea eccellente purché coadiuvata sempre da MENTI con neuroni “umani”…non che non mi fidi delle macchine ma non credo sia etico lasciargli troppo spazio in decisioni così VITALI (scusate il gioco di parole:ma quando dico vitali intendo ANCHE inerenti la VITA)
    SABY

  8. luxor33 ha detto:

    mmm non che dire per un medico fa la sua diagnosi che poi andra confrontata a quella del caro watson se saranno diverse il medico controllera meglio,insomma una prova del 9,e forse dira elementare watson

  9. Ottimo risultato direi!! 😀
    Forse con dei calcoli più precisi, gli errori umani saranno di minore portata e si perderà meno tempo per capire la causa di molte malattie e come curarle…visto che alcune malattie sono inarrestabili nel processo di avanzamento e spesso è proprio per le perdite di tempo che prendono il sopravvento, portando aimè alla morte del paziente! Per esperienza personale in famiglio, sò cosa vuol dire! 😦

    Ma poi non è che ruberà posti di lavoro anche ai dottori, ritrovandoci un monte di laureati a spasso?

  10. Nadia ha detto:

    Per come alcuni medici al giorno d’oggi non sanno distinguere un mal stomaco da un appendicite, Watson li farà rigare dritto. E semmai quel computer pungerà loro l’orgoglio e si metteranno a studiare più seriamente i libri di medicina, sarà la creme de la creme XD

  11. sabina ha detto:

    è vero che molti medici sono dei veri farabutti sia nei modi che nelle disgnosi e nelle cure…ma non tutti grazie a Dio!!! sicuramente Watson saprà mettere in dubbio eventuali anamnesi errate da parte di chi sia troppo arrogante o ignorante da mettersi in dubbio da solo….

    saby

  12. Luciano ha detto:

    Ciao a tutti,
    Watson mi sembra ancora lontano da qualsiasi forma di intelliganza artificiale. Vedo anch’io una grande utilità in campo medico, sostanzialmente è un calcolatore veloce e potente con un sistema di elaborazione dati avanzato.
    Il punto, come mi sembra esca dalla discussione, è il ruolo, l’importanza che si darà a questo strumento.
    Visto che quando sbaglia fa errori da bambino, possiamo accoglierlo con tenerezza e utilizzarlo come un qualsiasi altro srumento, in ausilio all’uomo.
    Come si evince dall’articole del “Corriere” il problema più rilevante che potrebbe sorgere al momento è di carattere sociale; potrebbe togliere posti di lavoro in una società già in crisi. Ma qui il discorso si fa lungo e complesso ed esula un bel pò dall’argomento di questo blog.
    P.S. Mi affascina molto la possibilità di prestare cure mediche a distanza permettendo di operare pilotando robot, non è una novità ma potrebbe essere il prossimo argomento.
    Ciao, grazie Luciano.

  13. Franco ha detto:

    Watson non fa solo calcoli, comprende il linguaggio umano, basandosi sui motori di ricerca di internet hanno trovato gli algoritmi giusti. Secondo me è già una intelligenza artificiale, anche se rudimentale e circoscritta a pochi contesti.

  14. Valter ha detto:

    Spero che saranno i risultati a decidere casa farà da grande “watson”. Se sarà un bravo “dottore” spero rimanga come risorsa aggiuntiva nel sistema medico, in alternativa potrà sempre lavorare in un call center.

  15. Franco ha detto:

    Io penso che sia un software duttile, applicabile in tutti i campi. Quella è la base, poi ci saranno rifiniture, specializzazioni, potenziamenti hardware etc.

  16. Luciano ha detto:

    Si, certo, quando parlo di I.A. mi riferisco a qualche forma di coscienza che comprende la consapevolezza di esistere.

  17. Franco ha detto:

    Ma perchè ? L’intelligenza è una cosa, la coscienza un’altra. Inoltre non ci interessa neanche che i computer e i robot siano DAVVERO inelligenti, l’importante e che si comportino COME SE lo fossero, a tutti gli effetti pratici.

  18. Luciano ha detto:

    Si, parlando di Watson, non vedo possibilità di coscienza.
    Però quando l’intelligenza cresce, ai livelli in cui si ipotizza in altri articoli del blog, non diventa coscienza, di esistere?

  19. Franco ha detto:

    Non si sa ancora che cosa provoca la coscienza, in effetti. Ma io non credo sia solo la conseguenza di un certo livello di potenza di calcolo per secondo e di algoritmi, è più un effetto quantistico legato alle cellule, al bioelettromagnetismo e cose così. Se il computer non è costruito e organizzato apposta per diventare cosciente, dubito che lo diventerà “per caso” solo per aumento di potenza e intelligenza.
    Per esempio Watson è molto più intelligente di una calcolatrice, ma non è più cosciente di una calcolatrice. Mentre io credo che un topo sia più cosciente di una mosca, così come un uomo è più cosciente di un topo.. Cioè penso ci voglia un orgnaismo biologico, fatto di cellule etc per sviluppare la coscienza.

  20. Luciano ha detto:

    E’ un discorso complicato, sia a livello tecnico che filosofico. E’ difficile mettere tutte le possibilità sul tavolo di discussione. Sarebbe interessante sentire anche la voce di qualche ricercatore.

  21. Luciano ha detto:

    Il comportamento quantico (dei fotoni) che migliora lo sviluppo della vita organica, è uno studio itrigante e non lo sonoscevo.
    Il fenomeno quantico rimane però, per quanto ne so, un comportamento a livello atomico, e gli atomi sono i mattoni di tutta la materia, organica e non.
    Inoltre all’interno di alcuni atomi vi sono, ad esempio, orbite di elettroni che non si possono spiegare con le leggi fiscihe conosciute, “teoricamente, impossibili”; come se un castello di carte, a cui mancano dei livelli, contrariamente alla legge di gravità, rimasse in piedi come se ci fossero tutte le carte.
    Sono queste variabili, questi fatti inspiegabili ma concreti che mi chiedono attenzione quando parliamo di creare intelligenze e spostare la coscienza umana in una macchina.
    Insomma il discorso è veramente vasto, e poi entra la filosofia e la ricerca spirituale che allarga di molto gli aspetti in questione, che è vissuta da ognuno in modo diverso.
    Grazie, Ciao a tutti

  22. Theo ha detto:

    Non per far il guasta feste, ma se questo mitico super computer sarà in grado di fare diagnosi basandosi su una intelligenza globale, riuscendo a salvare molte vite si spera, mi chiedo a questo punto conoscendo alla perfezione il mostro metabolismo, oltre a salvarci, potrebbe anche conoscere il modo migliore per sterminarci?

    Voi che ne pensate?

    • Luciano ha detto:

      E’ uno degli argomenti di cui discutiamo, diciamo, una delle preoccupazioni, riguardo alla forte fiducia nei confronti della “Sigolarità”.
      Ciao

  23. paolo95 ha detto:

    Cosa difficile da fare, per ora. Ma secondo Kautz, macchine potenti come Watson e dotate delle stesse capacità saranno disponibili sul mercato in 3-4 anni.
    E nel momento in cui queste macchine saranno alla portata delle multinazionali del Web, l’attuale metodo di ricerca verrà progressivamente rimpiazzato da una sorta di conversazione con il nostro search engine preferito…

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