Signore e Signori, vi presento il nostro nuovo collaboratore… BRUNO LENZI! Diamogli un caloroso benvenuto! Lui parlerà di temi scottanti come L’ESTENSIONE DELLA VITA…

Pubblicato: 12/02/2011 in longevismo

Mi chiamo Bruno Lenzi, sono un laureando in Ingegneria Nanoelettronica applicata alla Nanomedicina ed alla Intelligenza Artificiale / Robotica e, se tutto procederà come previsto, l’anno prossimo dovrei poter seguire uno stage proprio con Warwick (oltre che Mauro Ferrari, padre della Nanomedicina). Faccio parte degli unici due gruppi italiani sul transumanesimo (AIT e Network dei Transumanisti Italiani).

Tempo fa chiesi ad una bimba: “Secondo te, perché invecchiamo?” e sinceramente mi aspettavo un’espressione di meraviglia o quantomeno di stupore per una domanda che persino gli adulti fanno fatica a porsi.

Ecco che invece, senza neanche il tempo di riflettere, la stessa bimba rispose: “Perché il tempo passa”.

Questa è stata, fino ad oggi, la risposta più semplice e giusta che abbia ricevuto.

Passa il tempo, quindi compaiono le conseguenze legate all’invecchiamento che tutti conosciamo: conseguenze più “importanti” come quelle che ci impediscono di fare cose che prima facevamo senza problemi e meno “importanti” come cambiamenti esteriori, e viviamo con la consapevolezza che questa sia una delle poche cose certe della Vita.

Sappiamo tuttavia che è comunque un problema, una situazione da molti vissuta in maniera negativa, la causa di molti disagi e, se crediamo a quello che abbiamo sempre sentito dire: “a tutto c’è rimedio, eccetto che alla Morte” (anche se sono d’accordo solo sulla prima parte della frase ed in post futuri spiegherò il perché), allora c’è sicuramente una soluzione al problema “invecchiamento”.

Non volendo tediare ulteriormente la bimba con altre domande, proviamo ora noi a rispondere, a trovare  LA soluzione: sarebbe troppo dire di fermare il tempo (ma cerchiamo di avere una mente aperta, quindi diciamo che potrebbe avvenire, ma non nel breve termine), dobbiamo allora concentrarci sull’invecchiamento in sé e cercare di descrivere meglio quanto mi disse quella bimba, naturalmente sempre con parole semplici cosicché anche lei potrà capire se dovesse mai passare da queste parti.

Immaginiamo il nostro corpo come un’automobile (e per com’è fatta direi un buon modello) con una garanzia che ci permette di ripararla quanto vogliamo per i primi 50 anni e, a partire da quella data in poi, ogni intervento sarà a nostre spese ma, soprattutto, non ci è garantito che tutti i pezzi (vista l’età) si riusciranno a trovare e saranno perfettamente funzionanti.

Percorriamo molte decine di migliaia di chilometri e nei primi 30 anni di vita non abbiamo nessun tipo di problema: ci sarà chi avrà avuto più cura di se stesso e si sarà mantenuto in ottimo stato, chi avrà esagerato a causa di uno stile di vita poco consigliato, ma in ogni caso arriviamo in buona forma alla soglia dei 30.

Altri cinque anni in buono stato ed iniziano a subentrare i problemi, le prime usure, le prime analisi (di ricalibratura naturalmente), ma non ci preoccupiamo, non dobbiamo pagare nulla e la maggior parte di questi vengono risolti, ci aspettano altri 15 anni di strade e strade da percorrere..

Ed i 15 anni passano e quelli che erano prima problemi di poco conto iniziano a diventare più seri, abbiamo difficoltà a reperire alcune parti di cui abbiamo bisogno e, quando le troviamo, comunque non funzionano come quelle che avevamo prima.

Cominciamo ad andare sempre più lentamente, a percorre pochi chilometri al giorno ed a godere sempre meno di quei bellissimi paesaggi (ma della Vita in generale) che prima invece attraversavamo scattanti come fulmini.

Non andiamo oltre nel paragone, non serve arrivare a 70-80 anni per capire un concetto molto semplice: Chi ha deciso che dovevamo avere una garanzia di 50 anni? Ops.. il paragone è finito, volevo dire: Chi ha deciso che ad una certa età dobbiamo necessariamente invecchiare (e quindi morire)?

“La natura!”, risponderanno la maggior parte di voi. Ma è un limite non superabile, una regola che varrà per sempre, oppure una linea guida perché doveva esser fissata inizialmente una data che comunque potremo spostare a piacimento?

La Storia ci dimostra che si tratta sicuramente del secondo caso: nel 1800 la vita media era di 30 anni, nel 1900 di 43, oggi di 66 in ogni luogo della Terra (nei Paesi industrializzati di 84) e questo grazie ad ospedali più efficienti, ad una migliore tecnologia, a ricerche importanti, a stili di vita più sani.

Perciò dobbiamo iniziare a vedere l’invecchiamento come un problema risolvibile, naturalmente se tutti noi ci impegneremo per trovare il modo di superarlo.

So già cosa state pensando: “Non invecchieremo, va bene, ma vuol dire che a 80 anni moriremo giovani?”. Non proprio, ci sono altri passi da fare per allargare veramente i nostri orizzonti ed il nostro sguardo, il secondo dei quali è immaginare di poter vivere molto più di adesso: fantascienza? Assolutamente no e in futuri post andremo a trattare questo ed altri aspetti.

Prima che vi lasci al video di cui sotto toglierò alla bambina dell’inizio post una curiosità: molti dicono che vivremo per sempre, io dico di aspettare prima di affermarlo, già se risolvessimo quanto detto prima ci saremmo “evoluti”.

Dato che abbiamo parlato di parti di ricambio vi lascio con un video, una stampante di tessuti umani (che è una realtà) ed in futuro di interi organi.

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commenti
  1. lancelotdiarcadia ha detto:

    Non so… credo che sicuramente vivere più a lungo e meglio, invecchiando molto lentamente, potrebbe essere un grande passo per l’umanità e aprire nuovi orizzonti (come nei viaggi spaziali, ad esempio), ma addirittura l’eterna giovinezza e la vita eterna…
    brrrrr… NO! Non mi piacerebbe!
    L’anima è eterna, non il corpo!
    Rendere il corpo eterno sarebbe un po’ come sostituirsi a Dio, e potrebbe avere implicazioni sociali molto pericolose! (Pensate solo ad un ipotetico Hitler eterno!)
    Già, ma c’è qualche transumano che crede nell’esistenza di Dio o di una “coscienza universale”?
    In fondo io sono qui anche per questo: per ricordarvelo! ^__^

    • Bruno ha detto:

      Molti vedono un ottimo modus-vivendi tra evoluzione / estensione della vita e religione lancelot (per esempio la Chiesa e la Bibbia predicano la difesa dell’essere e l’estensione della Vita fa proprio questo, inoltre essendo secondo i religiosi il corpo tempio dell’anima, quale miglior cosa se non valorizzarlo e difenderlo?).
      Ti lancio, con la massima simpatia, una possibile implicazione sociale invece molto positiva legata all’estensione della vita: Vivere più di quanto viviamo adesso ci potrebbe rendere migliori; eventuali sbagli in nome del fatto che “tanto le conseguenze le vedranno i nostri figli” potrebbero non essere così comuni come adesso perchè gli effetti li vedrebbe anche chi quegli errori li ha commessi, vivendo appunto molto di più.

      • davide ha detto:

        ciao bruno ho bisogno di sapere una cosa molto importante. non riesco a capire una cosa l’uomo ha l’enzima telomerasi cioe’ l’enzima dell’immortalita’ io mi domando se l’uomo diventera’ un robot non avra’ piu’ questo enzima e quindi anche se l’uomo diventa tutto un cyborg invecchierebbe ugualmente anzi molto prima. perche’ una cosa meccanica invecchia prima di un organismo biologico. quindi volevo sapere da te tra 20 o 50 anni con questo enzima l’uomo potra’ diventare immortale e bloccare l’invecchiamento anche senza diventare cyborg? oppure ci saranno 2 immortali nella terra l’uomo e i cyborg?

    • fabioportesan ha detto:

      Non credo in Dio nell’accezione cristiana del termine, credo piuttosto in un’energia universale presente in tutto ciò che esiste. Credo che questa energia sia la colla che tiene insieme tutto. La meccanica quantistica dimostra la fallacità della teoria del Big Bang, tanto cara ai professori, ma che si rivela incompleta, in quanto per mettere in moto una situazione come il big bang qualcosa di esterno avrebbe dovuto influenzare le molecole che si sono espanse.
      Per me Scienza e Dio si completano e si confondono in un collage di spiritualità e espansione di coscienza.
      La terra assomiglia assolutamente ad una cellula, ma una cellula non assomiglia ad un atomo, quindi l’atomo e un universo a se stante. Macroscopico e microscopico non avranno mai una misura di grandezza in grado di definirle in quanto sono infinite, come il tempo. Pensare che di tutto questo il mandante principale sia il Caos vuol dire non ponderare obbiettivamente ciò che è intorno a noi.

      • lancelotdiarcadia ha detto:

        Ecco, io la penso un po’ come te. Inoltre credo che in ogni cosa, in ogni singolo atomo, ci sia un po’ dell’essenza stessa di questa “coscienza universale”.
        Ciò spiegherebbe frasi iniziatiche presenti in esoterismo ed alchimia quali: “come nell’Uomo è Dio, in Dio è l’Uomo”; anche Cristo disse: “Dio è all’interno di ogni cosa, e nel cuore degli uomini”.

        • Luciano ha detto:

          Da questa riflessione capisco quale è il punto di incontro del nostro “essere oggi” (perchè mi considero sempre in cambiamento, sperando, in crescita), perciò ti invito a leggere qualcosa su Giuliano Conforto, astrofisica e docente di meccanica classica e quantistica (trovi articoli e video sul Web), che arriva a conclusioni un po diverse dal gruppo, rimarrai colpito, peraltro, si ricollega a quanto già ipotizzato 500 anni fa da Giordano Bruno.
          Noi crediamo di avere solo acquisito conoscenza ma in realtà il nostro atteggiamento ci ha anche fatto perdere e dimenticare molto.
          Ad esempio, Come poteva 500 anni fa un uomo, sotto il giogo dell’inquisizione, ipotizzare e credere in quello a cui stà arrivando oggi lafisica moderna?
          Ciao, Luciano

          • lancelotdiarcadia ha detto:

            Ciao Luciano,
            in ritardo, ma ecco che ti rispondo!
            Ti ringrazio moltissimo della segnalazione, andrò a vedere, e leggerò tutto.
            Ti invito anch’io, visto che forse un po’ di simbolismo iniziatico potrebbe interessanti, a cercare notizie nel web sul numero 7, e per la precisione sulla stella a sette punte o “ettagramma”, presente fin dalla preistoria in luoghi considerati particolarmente sacri. Secondo molti simboleggia la perfezione di Dio, ovvero l’unione tra divino (il tre) e l’umano (il quattro), tra il cielo e la terra… tra lo spirito e la materia. Nelle società iniziatiche (come la massoneria) e nell’alchimia, sta a simboleggiare i sette veli che l’uomo deve togliere per raggiungere la conoscenza, e i sette livelli di trasmutazione per trasformare i metalli in oro.
            Una volta raggiunta così l’illuminazione, si comprenderebbe la vera natura dell’uomo e dell’universo. E’ presente anche in alcuni cerchi nel grano, e nei mandala tibetani.
            Interessante, no? Forse in passato ne sapevano davvero molto di più di quanto crediamo di conoscere oggi.

    • merlino ha detto:

      LANCELOT ABBIAMO DAVVERO MOLTO IN COMUNE…..
      PENSO CHE CHI DESIDERA PROLUNGARE LA PROPRIA ESISTENZA TEMA SOLO LA MORTE PIU’ DI QUALUNQUE ALTRO…..E NON CREDE ALLA REINCARNAZIONE.!!!!
      SE ABBIAMO UN’ ANIMA IMMORTALE ,CHE SENSO HA CERCARE DI RENDERE IMMORTALE ANCHE UN CORPO CHE E’ STATO PROGETTATO PROPRIO PERCHE’ POTESSE AVERE UN CICLO DI ESISTENZA LIMITATO??
      ACCETTARE LA MORTE E’ L’ UNICA VERA SOLUZIONE AL PROBLEMA IN QUESTIONE.

  2. lancelotdiarcadia ha detto:

    P.S. – per Daniele:
    ti ho mandato il mio articolo! ^__^

  3. Euro ha detto:

    ciao, ma se il mio cervello verrà collegato ad una macchina, potrei ritornare in vita sapendo di essere me stesso?

    • lancelotdiarcadia ha detto:

      Ecco Euro, è questo in fondo il punto: si trasferirà anche la nostra coscienza/anima?

      • Bruno ha detto:

        Il fenomeno in questione è comunemente chiamato “mind-uploading” e magari un qualche post futuro potrà essere anche trattato, quindi si tratta di un’estensione della vita “diversa” rispetto a quello a cui siamo abituati.
        Quelle che possiamo fare oggi sono semplici speculazioni, non sapendo cos’è la coscienza, come si forma, etc.. etc..
        Vi lancio alcuni spunti interessanti che potrete approfondire su internet (ed in futuro magari proprio su questo blog):
        1) La coscienza come proprietà emergente: l’unione di neuroni che da soli non avrebbero nessuna proprietà interessante, insieme e ben collegati darebbero vita a proprietà spontanee come l’intuito, la creatività, la coscienza che a differenza della capacità di fare calcoli, del linguaggio, non hanno (per il momento) una sede precisa nel cervello
        2) continuum della coscienza: il continuum garantirebbe il trasferimento di coscienza dal corpo biologico ad uno non biologico.

        • fabioportesan ha detto:

          forse sarò considerato un eretico ma non credo che la coscienza che un’entità possa sviluppare abbai a che fare necessariemente con la nostra parte fisica. Anzi penso che la coscienza rimanga a l di fuori del corpo, sicuramente non nel cervello dove tutti la cercano dato che il nostro corpo è energia. E se questo corpo è solo un’immagine riflessa della nostra energia quest coscienza dove si situerà? Fuori dove non può essere corrotta dalla fisicità.

          • Bruno ha detto:

            Naturalmente le nostre sono supposizioni fabio e studiamo per avvalorarle, ma sono giuste e sbagliate tanto quelle degli altri, almeno adesso 🙂

          • Alex T. ha detto:

            Non ti saprei rispondere su cosa sia la coscienza, una cosa per me è certa:
            se trasferisci tutta la tua memoria in una macchina, in quella memoria sta tutto… tutto quello che hai pensato nella tua vita, quindi una cosa simile alla coscienza ci sarà, saprai tutto quello che hai pensato nella tua vita, quindi ti creerai una cyber-coscienza se cosi possiamo chiamarla. Saprai come pensare e tutto, praticamente sei come un androide (che a quel punto non sarai piu cyborg non avendo piu parti umane) gia programmato per simulare un umano.

    • Daniele Bossari ha detto:

      E’ una domanda fondamentale… Spero che Bruno ci “illumini” a riguardo…

  4. Francesco ha detto:

    Paura della morte eh? Normale raga. Rilassatevi quando arriva.

    • Daniele Bossari ha detto:

      Non credo sia paura della morte, ma dell’oblio!

      • Bruno ha detto:

        La chiamo “paura di non poter vivere”, che è molto diversa dalla paura della morte. Cerchiamo di parlare della vita e non della morte..

        • merlino ha detto:

          CIAO BRUNO!!
          CHIAMALA COME PIU’ TI PIACE ……E’ SEMPRE PAURA!!!!!!!!
          PROVA INVECE A NON AVERE NE L’UNA NE L’ALTRA…..COSA ACCADREBBE??
          SEGUIRESTI LA STESSA STRADA????
          UN BUDDISTA TI RISPONDEREBBE CHE SEI TROPPO ATTACCATO A QUESTA VITA….NON POTRAI MAI RAGGIUNGERE IL NIRVANA O ILLUMINAZIONE SE PREFERISCI…..

      • fabioportesan ha detto:

        Sono ragionevolmente sicuro che l’oblio non esiste, ma qui entriamo in un campo di esperienza che trascendono i sogni vivi e che hanno bisogno di uno spazio a se stante. La paura della morte è una paura fittizia, l’uomo è destinato a morire e quindi la paura della morte si potrebbe superare con esercizio. I samurai ogni mattina immaginavano come avrebbero potuto morire e questo esercizio dava loro la forza di portare corpo e cuore in battaglia. L’oblio, la non coscienza rappresenta la paura più forte, come dice daniele. Mi è capitato mio malgrado di proare una droga, chiamata salvia divinorum, usata dagli sciamani del deserto di oaxaca. Mi sono spaventato. E’ come se qualcuno ti strappasse l’anima dal corpo, ma è anche il momento che ti rendi conto che il tuo corpo non sarà eterno ed invece la tua anima si. Per questo gli egizi rappresentavano la morte ed i sogni come un filo d’argento legato al corpo.

    • draven8791 ha detto:

      Paura della morte?…perché?…come disse qualcuno…
      “non va temuta: quando ci siamo noi non c’è lei, quando c’è lei non ci siamo noi”

      • Luciano ha detto:

        Quel qualcuno era Epicuro, ma presuppone sempre un preconcetto, che ad esistere sia solo quello che conosciamo e sappiamo misurare, la materia. E tutto il resto? Visto che muovendoci nella sola materia riusciamo a ipotizzare che esista un altro 96 % sconosciuto e non ancora misurabile, con il quale dobbiamo però relazionarci. Ho scritto qualcosa in merito il 14.02 in Uomo Contro Macchina.
        Ciao. Grazie, Luciano

  5. lancelotdiarcadia ha detto:

    Ognuno, in realtà, potrebbe “illuminarci” a suo modo… un transumano potrebbe dire di sì, in quanto la coscienza non è altro che una serie di connessioni neurali, mentre un neoidealista come me potrebbe dire di no, perché l’anima è unica e non “fotocopiabile”… credo che sia una domanda a cui difficilmente sarà possibile dare una risposta certa.

    • Bruno ha detto:

      D’accordissimo con te lancelot, dobbiamo impegnarci per dare una risposta quanto più oggettiva possibile, sapendo che per il momento è solo speculazione 🙂

    • Daniele Bossari ha detto:

      però bisogna ammettere che la questione è super-affascinante. Roba da spaccare il cervello!

      • luca rivoli ha detto:

        ah ah si infatti daniele 🙂 gia l’argomento è pesante 🙂 poi leggendo solo ora tutto ciò che avete scritto questa notte .. sn più confuso che altro 🙂 ah ah .. cmq veramente super interessante…

  6. fabioportesan ha detto:

    Invecchiare è una realtà, una sicurezza, è impossibile pensare di non invecchiare semplicemente cambiando, prendendo il tuo paragone dell’automobile, la carrozzeria e gli interni, l’invecchiamento è prima di tutto una condizione mentale e successivamente fisica. Ininfluente vivere 100 o 500 anni, sarà comunque sempre poco. Certo il poter essere in piena salute fino al momento del trapasso è sicuramente un’azione a portata della nostra scienza ed il poterlo realizzare sarebbe un’epifania. Ma il trapasso senza paura è il vero traguardo.

    Come dice il nome del Forum, postumano.com, parliamo di scoperte che possono apportare significative modifiche nella vita di tutti i giorni. Chiedi se l’invecchiamento sarà un limite che potremo spostare a piacimento, a rigor di logica come tu esplichi negli esempi di mortalità, si può spostare via via che migliorano le condizioni di vita, quindi non a piacimento ma attraverso un duro lavoro su se stessi e sugli altri.

    Spostandoci dal filosofico al materiale l’ostacolo maggiore al non invecchiare probabilmente lo produrranno le case farmaceutiche. O forse no. Potrebbero esserci due scenari possibili. In uno le case farmaceutiche avranno prodotti in grado di prolungare la vita umana e per questo si faranno pagare profumatamente da chi vorrà sottoporsi a questi “trattamenti”. Nel secondo caso le stesse farmaceutiche si opporranno al risolvimento totale del problema invecchiamento in quanto persone longeve e sempre in buona salute non producono profitto. Il senso del mio post può essere riassunto in poche righe.

    Abbiamo la tecnologia e la cura per guarire malattie che solo qualche anno fa avrebbero portato a morte certa, ma chi le produce ha veramente intenzione di usarle e perdere così miliardi di euro vendendo prodotti che prolungano all’infinito la cura e la ,forse, conseguente guarigione dei loro principali clienti?

    Magari sono fuori luogo pensando che la maggior parte di queste scoperte vengono tenute in cantina proprio per essere rispolverate all’ultimo minuto. Il metro di paragone che sto usando risiede nell’utilizzo delle cellule staminali. In Canada riescono, tramite proprio queste cellule, a far ricrescere i propri denti semplicemente con una banale operazione alla portata di tutti. Siamo veramente sicuri che un dentista possa proporre una operazione così innovativa a pochi euro al posto di un impianto da 20.000 euro?

  7. lancelotdiarcadia ha detto:

    Eh eh, infatti! Poi devo dire che qui è molto piacevole dibattere, in altri blog e forum, invece, ti trattano a pesci in faccia se non la pensi come loro!

  8. Daniele Bossari ha detto:

    Vi propongo un test che tratta proprio i temi di questa discussione. E’ un giochino in cui dovrete prendere delle decisioni e alla fine scoprirete se sarete ancora voi o no! E’ in inglese, all’interno di un sito di filosofia: http://www.philosophersnet.com/games/identity.php

  9. lancelotdiarcadia ha detto:

    grazie della segnalazione, Dani… vado a vedere! ^__^

  10. Marco ha detto:

    Ciao a tutti,
    oggi sono stato superimpegnatissimo e riesco a collegarmi solo ora, pensate che domani mattina la sveglia suona alle 8 (per fortuna per svago e non per lavoro!)

    Tutto ciò è affascinanate, come il resto del blog, e se a questo aggiungessimo il continuum spazio temporale..A qualche attinenza?
    Leggevo proprio ora la teoria, ma non ho afferato molto bene il concetto, ok che lo spazio non è tridimensionale ma quadridimensionale, ma questa variabile in questo specifico caso quanto influisce?!

    • fabioportesan ha detto:

      il Tempo è la quarta dimensione che influisce. Ad esempio per trovare un treno che corre su una rotaia diremo che il treno è al km 50, per dare la collocazione ad un’automobile daremo latitudine e longitudine, un aereo avrà bisogno di latitudine, longitudine ed una terza misura, l’altezza. Mentre se prendessimo un quarto caso in cui oltre a sapere dove è l’aereo vorremmo sapere dove sarà ad una certa ora bisognerà conoscere latitudine, longitudine, altezza e tempo. Il tempo per sua definizione è misurabille solo a grandi linee e quindi poco malleabile. E’ la teoria della relatività ristretta ciò che stai chiedendo di esplicare?

  11. Gino ha detto:

    ciao Bruno benvenuto fra noi. secondo me l’invecchiamento fa parte di un ciclo vitale che è la natura. tentare di diventare immortali a me sembra una cosa che prima o poi ci renderà la vita monotona. xke poi secondo me a quello l’uomo vuole arrivare all’importalità.
    e io in questi giorni sto leggendo un libro”alieni o demoni” che dice che gli addotti vengono studiati dagli alieni, perchè il loro scopo è di diventare immortali e di rubare l’anima agli uomini. quindi se esistono gli alieni o qualche altra vita su altri pianeti, hanno il nostro stesso desiderio ovvero non invecchiare, e alla fin fine diventare immortali.

  12. Marco ha detto:

    Fabioportesan il trucco sta proprio nel guarire di continuo, è proprio li il business…Mi spiego meglio..

    E’ evidente che più passa il tempo più una persona è soggetta ad ammalarsi, oggi ti curano l’infarto, domani il diabete, dopo domani il cancro e ti tengono in vita il più possibile affinchè tu possa continuare a generare domanda di farmaci (direttamente o indirettamente tramite ospedali, asl ecc)..Una persona morta non consuma farmaci 🙂

    Io se non strettamente necessario non li uso (niente vaccini antinfluenzali, niente antibiotici che tra l’altro rendono il sistema immunitario un colabrodo, niente di niente)
    Grazie a Dio non ne ho bisogno, solo un domani fossi costretto ok, ma evito di essere schiavo di questo mercato..

  13. Marco ha detto:

    Ops…E’ grave?:-)

    Sorry! You’re dead!

  14. Marco ha detto:

    Si Fabio quella di Einstein insomma..
    Io ho studiato tutt’altro, ma la fisica e la chimica mi hanno sempre affascinato!

  15. Marco ha detto:

    Ah Daniele, togli pure le mie, ho visto adesso che hai editato il post di Fabio..

  16. Luca Pinatto ha detto:

    eh eh che argomento questo, ci stavo pensando prima, e penso che ora come ora digitalizzare una coscienza sia impossibile, anche se noi siamo il frutto degli avvenimenti casuali che avvengono nella nostra vita e quindi man mano ci formano capiamo cosa è meglio cosa no ecc, portando una coscienza in un cyberspazio cio non accadrebbe piu, mah.. a pensarci friggo il cervello

    Allungare la vita fino all’ eternità secondo me è possibile, bisognerebbe capire meglio il funzionamento del DNA dato che noi si parte da un unica cellula dentro la quale ci sono le istruzioni che via via formano tutto il corpo, e queste istruzioni vengono copiate da cellula in cellula ma man mano che ci formiamo ogni cellula diciamo si specializza nella parte del corpo dove sta e quindi se noi ci tagliamo la mano le cellule li vicine sanno come dovranno ricostruire i tessuti ecc ma ad esempio perchè il cuore non si rigenera? i polmoni? le vene? tutto si deteriora, la chiave di tutto ciò sarebbe utilizzare le sequenze di DNA base per estrarre le informazioni iniziali ristrutturarle e localizzarle nelle varie parti del corpo in modo tale che le cellule vadano ad auto rigenerare le parti che si deteriorano man mano.

  17. Luca Pinatto ha detto:

    Che poi l immortalità porterà ad un caos mondiale assurdo sovrapopolazione guerre, sfruttamento estremo delle risorse malnutrizione ecc…gia siamo in troppi e non c’è cibo per tutti figuriamo ad essere immortali

    • Gino ha detto:

      esatto luca siamo 7 miliardi di persone ecco xke dico che la natura è un ciclo, noi facciamo parte di questo ciclo, bloccandolo faremo solo dei casini, come ne abbiamo fatti e ne faremo

    • lancelotdiarcadia ha detto:

      Ma infatti! Se davvero ci fosse l’immortalità, bisognerebbe far sparire la capacità di procreare… altrimenti come faremmo a stare tutti su questo pianeta? Già siamo in troppi! Non solo: “qualcuno” potrebbe decidere chi far diventare immortale e chi no… brrr, mi vengono i brividi solo a pensarci!

      • Gino ha detto:

        gli manca la faccia a scegliere ai potenti che comandano il mondo.
        noi x loro siamo dei numeri e stop se domani io muoio o muoiono 50 mila persone facciamo notizia 3 giorni a TG poi passiamo di moda 😀

  18. Marco ha detto:

    Ciao Luca,
    in relazione all’invecchiamento, tempo fa vidi un programma che parlava proprio del perchè si invecchia e fecero un esempio calzantissimo.Le nostre cellule si fotocopiano in continuazione ed è proprio questa la causa!
    Immagina di fotocopiare un foglio, dopodichè fai una fotocopia del foglio fotocopiato e così via..A lungo andare le pagine saranno sempre più sbiadite.E’ la fotocopia di fotocopia che fa in modo di peggiorare la qualità…

    Sono stato spiegato? 🙂

  19. Luca Pinatto ha detto:

    Si quello che cerco di dire io è che dobbiamo conservare la prima pagina e fotocopiare sempre da quella!!!

  20. fabioportesan ha detto:

    avete mai fatto un incidente in sogno in cui siete morti? Avete mai sognato di gettarvi da una rupe ed all impatto con l’acqua vi siete svegliati?
    ci sono degli esercizi che permettono di capire cosa c’è appena al di là di quel momento in cui ti svegli. Si chiamano sogni lucidi, dove tu sogni la tua morte in maniera conscia e la travalichi, e capisci che ciò che indossiamo non è altro che un vestito di carta. Finito di usalro lo si ripone nell’armadio e si comincia con un altro vestito più complesso

    • Gino ha detto:

      non la sapevo questa cosa fabio.. il solo pensare di morire x finta me fa paura. che io poi non ho paura di morire in se. ho paura di cosa mi aspetta dopo. se finisce tutto o se ce altro. credo che poi sia la paura un po di tutti. almeno spero cosi nn sto da solo 😀

    • lancelotdiarcadia ha detto:

      Si, io ho fatto molti sogni simili, e diversi sogni ricorrenti (che continuano tuttora) piuttosto complessi, oltre che a strani episodi da sveglio. E’ grazie a questi sogni se mi sono avvicinato ai simbolismi e alla spiritualità trascendentale.

  21. Luca Pinatto ha detto:

    Copiato e salvato il DNA iniziale base lo si riutillizza per dare delle istruzioni alle cellule di rigenerarsi nel modo corretto e non “sbiadito” come succede, secondo me è piu facile di quanto si possa pensare ma penso le multinazionali della medicina non vogliono una scoperta del genere

  22. Marco ha detto:

    Luca quello che dici sulla sovrappopolazione è corretto, già oggi Italia è Giappone sono i paesi con la miglior aspettativa di vita, ma a me preme la qualità di questa aspettativa..
    Io dico sempre meglio 50 anni da leone che 100 da (ci siamo capiti dai…)

    Le risorse ci sono per tutti, è come vengono sfruttate, cioè solo con la logica di profitto, che crea problemi…Ringrazio di vivere in una delle poche aree del mondo industrializzata, ma il nostro benessere deriva dallo sfruttamento di altri (i quali dovrebbero sfruttare noi per l’abbondanza di risorse naturali)..
    Leggevo tempo fa (non ricordo dove) che se si sfruttasse la tecnologia ai massimi livelli si riuscirebbe a soddisfare tutto il fabbisogno di cibo richiesto a livello mondiale…

    I paesi africani non sono fatti emergere dai paesi industrializzati per una mera questione di profitto..Se fossero loro a dirigire il gioco l’egemonia si sposterebbe tutta li..

    Consiglio a tutti di guardare il film http://www.zeitgeistmovie.com/, si trova anche sottotitolato in italiano…

    • Gino ha detto:

      certo marco xke l’america deve tener sotto controllo le popolazioni africane. e poi si domandano xke ci sono le guerre. vorrei vedere loro se quancuno andasse da loro nelle loro case a comandare cos farebbero.

  23. Luca Pinatto ha detto:

    Ho sognato diverse volte di morire con risveglio immediato alla morte stranissima la sensazione al “risveglio” la mente è lucida il corpo reattivo, e dici: wow meno male che era un sogno…….

    • Gino ha detto:

      quelle nn sono morti ragazzi, sono le cose che vi mangiate la sera. mangiate na minestrina e state piu leggeri vedete come dormite bene 😀

      scherzo, cmq è capitato pure a me ma non di morire a me, di precipitare in qualcosa. l’avevo pure studiate in psicologia a scuola ste cose a ritrovare il libro sarebbe bello riandarle a vedere

  24. Marco ha detto:

    Interessante l’argomento sogni, mi informerò..

    Luca per quello a cui fai riferimento tu lo stanno già facendo con le staminali prelevate dal cordone ombelicale, peccato che per noi non c’è stata questa possibilità alla nascita 😦

  25. Luca Pinatto ha detto:

    Marco…io il cordone ombelicale mio ce l ho nel cassetto…il DNA è ancora conservato no?

  26. Franco ha detto:

    A mio parere l’unica speranza di divenire immortali sta nelle nanotecnologie.
    Esaminiamo le altre possibilità:

    – farmaci: molti medici pensano che questo settore sia già saturo, del resto ogni farmaco ha degli effetti collaterali. Inoltre i farmaci non possono riparare danni meccanici, ferite, cicatrici.

    – biotecnologie: ingegneria genetica, cellule staminali, sono state fatte grandi promesse fin dal 1970, ma finora i risultati concreti sono modesti, tutto sembra molto più complesso di quanto previsto. Il genoma è un network di interazioni tra geni, modificarne o eliminarne uno causa modifiche a cascata difficilmente prevedibili

    – mind upload : presenta un problema insormontabile, come essere sicuri che la mente dentro un computer sia davvero la stessa cosa della mente dentro un corpo tridimensionale organico? Come possiamo sapere se è ancora cosciente? Al massimo può essere l’ultima speranza, nel caso tutto il resto non funzioni.

    Perciò rimangono solo le nanotecnologie, qui il problema è: quali sono gli effetti collaterali? Miliardi di nanobot nel corpo umano possono agire in maniera controllata ed efficace? Bisognerà inviare impulsi elettromagnetici da un computer eserno, in modo da programmare e dirigere il lavoro dei nanobot. Questi impulsi non causeranno a loro volta danni alle cellule e al DNA?

  27. Marco ha detto:

    [invidia mode on]Se la metti così allora 6 fortunato…[/invidia mode off] 🙂

  28. Pasquale ha detto:

    Bnevenuto nella Community, fa sempre piacere ascoltare l’opinione di una persona informata sui fatti! 🙂

  29. roberto ha detto:

    Congratulations! According to one theory of personal identity, you have survived!

    🙂

  30. Franco ha detto:

    Anche io sono sopravvissuto nel test. Ma chi sono io? I ricordi e la mia personalità e le mie cellule cambiano continuamente. E allora esisto davvero? Esistiamo davvero? O è solo un’illusione?

    • lancelotdiarcadia ha detto:

      Ottima domanda! Forse siamo davvero un’illusione, del resto: “tutti vediamo sempre quello che ci aspettiamo di vedere, non necessariamente che cosa c’è in realtà”… chi può dire, quindi, “che cosa siamo in realtà”!

  31. Demis ha detto:

    Benvenuto!!! Devo dire che leggere questa presentazione mi ha fatto venire i brividi!
    Mi piacerebbe averti come amico (se posso darti del tu), sono appassionato di robotica e trovo interessantissimo quello che fai.
    Davvero molto interessante ed emozionante avere qui una persona di questo spessore con queste competenze!! Woow

    Ciao

  32. sabina ha detto:

    CREDO nella maniera più assoluta che allungare ulteriormente la vita sia POSSIBILE.
    Non é FANTASCIENZA: si chiama PROGRESSO.
    É la tecnologia applicata alla medicina e l’abbiamo constatato nel corso degli anni.
    La storia lo dimostra: pensate già solo alle macchine che oggi abbiamo per la prevenzione delle malattia (TAC ecc) e agli strumenti che si usano nella microchirurgia…non solo.
    Oggi esistono già pezzi di “ricambio”… Allora perché dovrebbe meravigliarsi l’idea di passi (o salti…) in avanti al fine di rendere con il TEMPO la vita molto ma molto più lunga???!!!

  33. matthewfromers ha detto:

    Benvenuto BRUNO! complimenti per il post MOLTO interessante…
    Mi ha sorpreso molto anche il video!
    Ci sono tanti spunti su cui riflettere e quello che mi fa pensare di più è:
    Migliorare la qualità della vita, o aumentarne la durata? O entrambe?
    Con i relativi problemi di sovrappopolazione che ne comporterebbe! 🙂

    Un saluto a tutti!
    Matteo

  34. Nicolò ha detto:

    Caro Bruno, prima di tutto mi rivolgo a te per salutarti, in secondo luogo volevo chiederti: da diverso tempo vengono portati avanti studi sui telomeri, i quali sono legati al processo dell’invecchiamento, avresti qualche articolo recente da consigliarmi a riguardo?

    Grazie in anticipo,

    Nicolò

  35. alessandro ha detto:

    io personalmente credo che quando avremo raggiunto la tecnologia per estendere la vita di molto o adirittura ottenere l’immortalita saremo cresciuti anche filosoficamente e spiritualmente e non avremo problemi di sovrappopolazione in quanto riusciremo a gestire meglio la situazione attuale altrimenti vorra dire non ci siamo arrivati e che non abbiamo cambiato il sistema, il vero problema e chi possedera tali tecnologie a a che fine l’idea del super uomo e buona che succedera quando tutti saremo forti intelligenti piu o meno allo stesso modo ???? io credo che saremo tutti liberi
    ma cosa succedera se ad esempio il cip impiantato nel nostro cervello verra controllato da altri,quindi bisogna fin da ora tenere gli occhi aperti la scienza e buona o cattiva assecondo di come la si applica e abbiamo il dovere di controllare tale processo come transumanisti
    ho letto commenti tipo che succederebbe sei fosse immortale un hitler e io rispondo cosa succedderebbe se fosse immortale un leonardo da vinci 🙂 la singolarita e vicina

  36. DemoneBianco ha detto:

    Impiantare la robotica nella natura umana è un concetto oggi possibile e fattibile, che fino a qualche anno fa si fantasticava solo in tv (chi ricorda “l’uomo da un milione di dollari”?). Indubbiamente tale pratica ha dei vantaggi non indifferenti: protesi più funzionali, migliore manualità ecc. Ma ovviamente come ogni medaglia, l’uomo teme il suo risvolto. Si perché da un canto si hanno dei vantaggi non indifferente, dall’altra si insinuano paure sull’uso nocivo contro gli altri umani di questa cybernetica. Quello che penso che sia consono per ora che la cybernetica sia impiantata su un uomo che comunque ha una coscienza e giudizio, piuttosto che già puntare a creare dei robot “pensanti”. Il progresso oggi ha portato a molte comodità e vantaggi, ma anche alla disumanizzazione di molte persone. Tramite internet appunto si ha il vantaggio di avere una quantità di informazioni che viaggiano da e per tutto il mondo. Col concetto della medaglia, citato su, tale sistema viene usato in maniera costruttiva come facciamo io, Daniele e molti altri, ma diversamente questo sistema ne viene fruttato in maniera nociva. Detto questo intendo dire che sono a favore a questa modernizzazione umana, ma penso che dato il declino della moralità umana bisognerebbe tenere “sotto controllo” affinché nel caso di un uso nocivo si possa “fermare” chi lo commetta. Avrò con piacere modo di intervenire se lo vogliate nei prossimi articoli. Che la luce sia con voi.

  37. Marco ha detto:

    Davvero un bell’articolo complimenti non vedo l’ora di successivi articoli su ricerche e scoperte

  38. Neuromante ha detto:

    Sapete qual’è la differenza fra cosmonauta ed astronauta??

    Beh, il primo è russo, il secondo è statunitense!
    La corrente filosofica che conosco e che si basa sull’idea della sconfitta della morte è nata in Russia e si chiama Cosmismo, lo stesso Jurij Gagarin, il primo uomo nello spazio, era un cosmista; è facile intuire che da questa corrente deriva il termine cosmonauta, ma questo è un discorso lungo ed io non me ne intendo di filosofia!

    ___________

    Parlando di invecchiamento rispondo io alla domanda sui telomeri e al discorso delle fotocopie: come noi tutti sappiamo l’eredità genetica è data dal DNA che contiene tutte le informazioni necessarie al nostro organismo, non tutti sanno però che il DNA ha un grande difetto: ogni volta che viene duplicato se ne perde una parte!
    Questo avviene per la pecurialità del processo di duplicazione: la doppia elica del DNA si apre (come una chiusura lampo) e da qui vengono create due eliche identiche contenenti una delle due vecchie eliche che fanno da stampo per quelle nuove, il problema però è che le basi azotate che compongono il DNA hanno bisogno dell’ “RNA primer” per essere assemblate e questo “RNA primer” si lega alla vecchia elica del DNA per compiere il suo lavoro, questo comporta che a lavoro finito l’RNA primer viene degradato e una parte del DNA viene persa perché non può riceve nessuna base azotata visto che corrisponde al sito in cui era presente l’RNA primer e ci sarebbe bisogno di un altro RNA primer per poter risolvere la situazione, cosa impossibile perché non c’è altro posto sulla sequenza di DNA!
    Per risolvere il problema madre natura ha inventato i telomeri che sarebbero basi azotate del DNA che non servono a nulla (non codificano nessun gene) e la cui funzione è quella di accogliere l’RNA primer, però a forza di duplicazioni i telomeri vengono persi e diventano sempre meno causando l’invecchiamento della cellula.
    E’ da notare però che alcuni tipi di cellule (in particolare quelle che si devono riprodurre spesso, come i globuli rossi o le cellule epidermiche) dispongono di telomerasi, cioè enzimi che permettono la sintesi di nuovi telomeri.
    Le cellule tumorali possono essere definite come “immortali”, infatti il processo della telomerasi degenera col risultato che i telomeri non finiscono mai rendendo le cellule sempre “giovani” e, inoltre, mentre le normali cellule si duplicano per un numero di volte limitato (che dipende comunque dal tipo di cellula) le cellule tumorali invece si duplicano all’infinito, perciò un complesso tumorale è immortale ed in continua espansione.

    La pecora Dolly è la famosa pecora clone ed è stata sottoposta ad eutanasia alla tenera età di 6 anni perché presentava malattie che si verificano durante la vecchiaia, infatti il patrimonio genetico usato per generarla apparteneva ad una pecora adulta, perciò i telomeri erano già pochi causandone l’invecchiamento precoce.
    Lo stesso motivo per cui Solid Snake a 40 anni ne dimostrava 80! 🙂

    Spero di essere stato chiaro, per ogni dubbio va bene qualsiasi manuale di genetica (preferibilmente recente!) e comunque ci tengo a dire che ho semplificato di molto il discorso tralasciando molte cose (come i frammenti di Okazaki).

    Fonte: “Elementi di Biologia”; autori: Solomon, Berg, Martin.

  39. Neuromante ha detto:

    Ne approfitto anche per evidenziare un altro possibile problema della vita eterna:

    Il sistema nervoso è una rete formata da neuroni uniti tra loro attraverso le sinapsi, i neuroni sono cellule estremamente plastiche e versatili ed ogni giorno nel nostro cervello si formano milioni di nuove sinapsi e milioni invece ne vengono perdute, questo cambiamento dipende dalle esperienze che viviamo e da ciò che impariamo.

    Negli anni del 1960 vennero provate con fatti concreti queste affermazioni: grazie ad esperimenti di deprivazione condotti sui ratti si dimostrò che quelli vissuti in ambienti spogli e privi di stimoli (nessun gioco, gabbia piccola e nessun altro ratto con cui interagire) possedevano un cervello meno sviluppato di quelli cresciuti in ambienti ricchi di stimoli (gabbia grande, numerosi ratti e molti giochi).
    Negli ultimi anni, grazie allo studio di un mollusco marino (mi pare una lumaca di mare) è stato dimostrato scientificamente e concretamente il processo di sviluppo neuronale causato dall’apprendimento (hanno vinto un Nobel per questa ricerca se non sbaglio); in pratica è stato dimostrato in che modo e come il sistema nervoso cambia concretamente dopo aver imparato a rispondere ad uno stimolo, in quel caso si trattava dell’apprendimento di un semplice riflesso in un sistema nervoso rudimentale, ma si ritiene che tale processo sia alla base di apprendimenti più complicati in sistemi nervosi più complessi (come avviene negli esseri umani).

    Ora il problema è questo: essendo, come abbiamo visto, il sistema nervoso in continua evoluzione e cambiamento (il fatto che i neuroni non si rigenerano e non ne vengono creati di nuovi è stato smentito) teoricamente una persona immortale o con una vita lunghissima andando avanti con gli anni dovrebbe perdere tutte le cose imparate anni e anni prima, infatti la continua modifica nel sistema nervoso porterebbe le vecchie modifiche ad essere surclassate e addirittura perse!
    Non so se sono stato chiaro, provo a fare un piccolo esempio: mettiamo caso di avere un disegno e di ritoccarlo continuamente, forse ritoccandolo per un tempo indefinito si perderebbe la base stessa del disegno, così da arrivare ad un punto in cui l’idea originale non è più riconoscibile!

    Forse è un problema inesistente, non lo so, però il rischio secondo me c’è, forse arrivati a 200 anni non avremo più memoria di tutto ciò che abbiamo fatto fino ai 20 anni (ho buttato a caso delle cifre)! Le uniche soluzioni sarebbero possedere un cervello più grande o più concretamente scaricare la memoria in dischi rigidi come è stato discusso prima, ma in quest’ultimo caso imparare e ricordare sarebbe un continuo trascrivere.

    • luca rivoli ha detto:

      ne approfitto per salutare Bruno e ringraziarlo per la sua disponibilità.. cmq Neuromante ho capito perfettamente quello che hai scritto e devo dire che mi trovo d’accordo su queste tue idee o teorie che siano.. 😉

    • alessandro ha detto:

      con eventuali impianti che migliorni la mente sarebbe la stessa cosa???? non lo possiamo sapere..

      • Luca Burla ha detto:

        È molto chiaro quello che dici neuromante, ma se la tecnologia prolungherà la nostra vita a dismisura probabilmente troverà anche il modo di andare a riprendere il disegno originale, che anche se sembra perso in fondo è sempre li nascosto.
        Per non parlare delle possibilità che si avrebbero potendo espandere il nostro cervello con memorie “esterne” ma questa per ora è fantascienza!!!!!!

  40. Neuromante ha detto:

    P.S. se non sono stato chiaro ditemelo che cerco di spiegarmi meglio!

  41. draven8791 ha detto:

    Interessante l’articolo, ma prima di tutto vorrei sapere…xkè la fissa dell’immortalità? a cosa servirebbe essere immortali? tanto prima o poi non sarà la fine anche per il nostro universo? se dovesse davvero implodere fra X tempo, anche un’essere immortale imploderebbe con esso o no?
    Io personalmente non temo la morte, i miei demoni sono piuttosto malattia e sofferenza. Credo che sia giusto che ci sia un certo “ricambio” e poi chi dice che non siamo già immortali? La possibilità di procreare non ci rende forse immortali? Magari non noi stessi, ma il nostro DNA si trasmette, si evolve e magari migliora. L’intera umanità in questo senso può essere definita immortale, la vita stessa può definirsi immortale. O no?
    Tornando all’articolo di Bruno, il paragone mi sembra ottimo e di facile comprensione, ma a questo punto mi viene da chiedere: perché pensare a come riparare le componenti che si rompono / rovinano e non pensare ad una “manutenzione preventiva”? Prima di pensare a come spostare molto più in là la “garanzia” per il funzionamento della nostra macchina, non sarebbe meglio fare in modo di arrivare ad un traguardo meno sensazionale come risultato in se, ma con una macchina perfettamente funzionante? diciamo “un buon usato, con molti km, ma tenuto davvero bene”? in sostanza: in vece di investire fondi nella ricerca di una cosa così inutile(ovviamente “inutile” è un mio parere) come l’immortalità, non sarebbe meglio investire tutti quei fondi in ricerche che evitino alle persone di dover patire per malattie incurabili o quasi, con cure difficili, dolorose e costose!?

    Giò

    P.S.
    mi piacerebbe essere più presente, ma per cause di forza maggiore – leggi lavoro – riesco a visitare il sito solo poche ore a settimana.

  42. misterykill ha detto:

    Io sinceramente la penso cosi:
    sappiamo benissimo tutti quanti che l’età media si stà allungando…e ogni anno facciamo enormi passi anche nella tecnologia ospedaliera..avendo sempre ottimi risultati nel salvare pazienti che rischiavano davvero la vita. Ma prolungare la vita di una persona rallentando la vecchiaia potrebbe essere non solo una soluzione a vivere più a lungo magari per riuscire a vedere tutti i tuoi figli e i tuoi nopoti sposarsi ed avere figli…ma cosi non lasceremo spazio a gli altri…come è normale che sia…si nasce si cresce e si muore.
    ma se prendessimo un solo essere umano per fare anche solo una prova di questo evento, vedrebbe che tutto intorno a lui muore la moglie , i figli, i nipoti e tutto ciò che ha di più caro, cadrebbe in una depressione eterna e rimpiangerebbe la sua eterna giovinezza. Forse rallentare l’anzianità non è cosi male ma davvero siamo tutti disposti a vivere questo ?

  43. Sigismondo ha detto:

    Beh… vi dico come la penso io.
    La morte è consapevolezza. Attorno ad essa ruota tutta l’esistenza umana (chiedetevi perché si va in pensione a 65 anni), e grazie ad essa riusciamo a dare uno scopo alla vita. Ovvero, procreare, produrre, amare, odiare, sentire, pregare, toccare, gustare… insomma… realizzare. Per sé stessi e per gli altri. La morte fa paura perché spesso è associata all’infausta prognosi di sofferenza… ed in taluni casi è verissimo. Certo che è vero: se sei nel deserto e ti becchi il tetano, muori inesorabilmente dopo giorni di atrocissima agonia. Quindi, per transitività, è la sofferenza che ci spaventa, non la morte in quanto tale. Aggiungo che anche la paura dell’ignoto, una sorta di “horror vacui”, spaventa. Il fatto di credere che, arrivati ad un certo punto, si cade dal burrone e non si torna più. Ci si spegne. Per sempre. Questa visione, ad ogni modo, resta sempre una certezza, che ci da le capacità di riuscire a impegnarci per migliorare la nostra vita. La condizione di vita è più della condizione di non-morte, e cioè quello a cui aspira la scienza. Non a dare, ricreare o prolungare la vita: soltanto a persistere in una condizione di non-morte. Che, ripeto, è diverso dalla vita.
    Alla fine: la morte è utile e necessaria.
    Vabbè, dopo sto viaggione mentale mi ascolto “Forever young” degli Alphaville, giusto per restare in tema 🙂

  44. Anna ha detto:

    Argomenti scottanti ed interessantissimi 😉 sia dal punto di vista scientifico che dalle mille sfaccettature morali, religiose ed intellettuali che ne vengono fuori..gnam gnam pane per il mio cervello 🙂 Bravissimo Bruno bell’articolo e BENVENUTO 🙂
    Diciamo la tematica ciclo della vita (nascita-crescita-decadimento-morte) è sempre stata uno degli argomenti più dibattuti in campo scientifico e filosofico..si può vivere dopo la morte? cosa succede alla nostra mente? esiste un altro mondo oltre il nostro dove la nostra anima si rifugia? e la nostra anima sopravvive dopo la morte?
    Io sono dell’opinione che in realtà il nostro corpo mortale è una bellissima e funzionale macchina, un’involucro esteriore che ha una scadenza e si deteriora con il passare del tempo. Proprio come la natura che nasce-cresce-muore e si rinnova, noi funzioniamo allo stesso modo solo con qualche problema tecnico in più 😉 Se si arrivasse a costituire attraverso la tecnologia “pezzi di ricambio” per vivere più a lungo e non deteriorarsi, allora siamo proprio sicuri che questo processo non avrà ripercussioni sulla nostra mente? Il nostro cervello invecchia? oppure possiamo sostituire con dei ricambi anche alcune funzioni neuronali? e se si potessero impiantare nuovi neuroni nel cervello umano in modo da rifommattarlo da zero, i nostri ricordi sopravviverebbero? i sentimenti come amore, felicità, rabbia, paura, delusione, compassione sarebbero sempre presenti? bene sono tutte tematiche sul filo del rasoio che riguardano innumerevoli campi del sapere e donano mille domande in base alla conoscenza degli individui e alle credenze spirituali..Sono d’accordo con l’ancillotto quando sostiene che noi siamo energia universalle e che staccandoci sall’idea del corpo materiale possiamo ricongiungerci con il tutto perchè “tutto è uno e uno è tutto” quindi forse la nostra natura materia-corpo limita in qualche modo le nostre possibilità e le nostre coscienze stesse..ma dato che abbiamo un corpo formato da materia e spirito, non trovate strano che le tecnologie ci aiutino a far funzionare “meglio” e più a lungo questo nostro corpo, tralasciando o mettendo in secondo piano la parte spirituale?mah… se davvero attraverso nuove tecnologie dovessimo vivere più a lungo e meglio, senza decadimento derivato dal tempo allora di pari passo dovrebbe eìaccrescere la nostra forza spirituale, rinnovandosi di nuova luce fino a diventare potenza pura e forse perfezione..ma questo processo vale anche per l’anima?…molti interrogativi ci affliggono ed è questa continua ricerca e le mille domande che ne scaturiscono che ci rende forse meno umani di quanto non lo siamo già 😉
    Baci..

  45. Barbara ha detto:

    IO VOGLIO INVECCHIARE E MORIRE E’ NATURALE …..COSI’ LO E’ SEMPRE STATO E DOVREBBE RIMANERE COSI’!

  46. Franco ha detto:

    @barbara , se tutti fossero come te saremmo ancora all’età della pietra. È naturale usare il computer, cosa che fai anche tu? È naturale prendere farmaci e antibiotici? La vita umana trascende l’istintualità naturale, perchè siamo animali intelligenti e coscienti che possono manipolare il mondo e costruire oggetti, non siamo topi o cani.

  47. Marco ha detto:

    Io non capisco tutta la gente che dice di preferire la morte alla vita. 80-100 anni sono troppo pochi per fare tutto quello che di bello offre la vita, e più si va avanti col tempo più eccitante diventa la nostra esperienza. Quindi non ci si annoierebbe mai o forse solo veramente dopo innumerevoli anni… a quel punto quando hai fatto veramente TUTTE le cose che ti piacciono ed ognuna di esse per un periodo di tempo a tuo piacimento anche cose che oggi non possiamo nemmeno immaginare… solo a quel punto puoi decidere di terminare la tua esistenza oppure decidere di continuare indefinitivamente a goderti tutti gli infiniti piaceri a te disponibili.
    E chi dice che tutto questo non è naturale? Natura è tutto ciò che c’è nell’universo poichè l’esistenza stessa è formata dall’universo. Quindi tutto ciò che esiste è naturale. Insomma… l’uomo è causa della natura, la tecnologia è causa dell’uomo, perciò tecnologia è causa della natura. Pensateci su 😉

  48. albe ha detto:

    Ehi ragazzi qualcosa contro i 50enni? 😀
    Mi pare di capire che dovrei preparami a morire … non ne ho la minima intenzione: non mi interessa se c’è vita DOPO la morte, mi interessa che ci sia vita PRIMA della morte … ma Vita Vera!
    A me non fa paura morire (un po’ di più soffrire così tanto da preferir morire), ma … cavolo, mi sembra “un peccato” morire! è bellissima la vita, più divento cosciente di me più “sento” tutto quello che le religioni indicano e che è parecchio mal inteso … o come dicono gli illuminati: “il saggio mostra la luna e lo stolto guarda il dito”. E adesso che sto diventando consapevole dovrei cominciare a pensare ad andarmene? Scusate ma non mi pare sia questo che mi suggerisce la Vita.

    Sono amico di Bruno e ho deciso di accompagnarlo nella sua strada. Ogni volta che sento “che brutto vivere per sempre” mi viene in mente “la volpe e l’uva”, ragazzi io non ci credo che la pensiate veramente così.
    Mi rendo conto che è difficile superare sé stessi e la natura in cui si è nati … ma dopotutto non siamo qui per questo? Non è quello che abbiamo sempre fatto a partire dalla prima clava (mancando di zanne, ma non rassegnandosi al fatto)?

    La capacità di equilibrio (che ancora non abbiamo) non dovrebbe essere la nostra prossima conquista? La serenità, saggezza e calma per raggiungerla è più facile che arrivi con una vita che termina prima di conquistare la saggezza, o con una vita lunga e ricca, pienamente in grado di gestire la vita?
    Personalmente penso che un uomo immortale e saggio non continuerà a riprodursi come un coniglio distruggendo tutto. Penso che mancheranno parecchio esseri così, per sostenere la vita in tutto il sistema solare, valorizzando alla vita risorse quasi infinite.

    Ragazzi che racconteremo a Dio quando ci dirà: “vi ho dato i talenti per portare la vita in tutto l’universo, sostenerla e migliorarla fino a raggiungere la mia saggezza, perché avete sepolto le monete e non l’avete fatto?”

  49. Marco ha detto:

    Bravo Albe bei discorsi 🙂

  50. Wikingo ha detto:

    Ciao Bruno benvenuto!

    Ho appena avuto la fortuna di conoscere alcuni ingegneri della Eurobionics Foundation non so forse li conosci – in realtà io sono un artista non ne so niente a livello tecnico ma mi hanno contattato per affari .

    eh he eh

    Comunque complimenti per quello che hai scritto. Sono d’accordo con te quasi su tutto.
    Soltanto che alla bambina che rispondeva “perchè passa il tempo” io avrei risposto “siamo noi che passiamo non il tempo!”

    Infatti da quel che mi risulta siamo noi che passiamo per questo la nostra mente si è inventata il tempo…

    sarebbe bello vivere qualche anno in più per finire una serie di quadri o di libri, oppure una ricerca scientifica, oppure una composizione musicale: tutte cose per le quali – a farle fatte bene – ci vorrebbero 3 vite.

    Ma ad un certo punto non so voi, ma io vorrei morire.
    Mi è capitato già di voler morire – attenzione col sorriso sulle labbra non per disperazione.
    Per proseguire il mio mistero. Sono dannatamente curioso di sapere se si muore o meno, e cosa rimane e cosa se ne va…
    Che non riuscirei nemmeno a cercare di vivere in eterno.

    Ma solo il giusto per appagare le mie qualità esperienziali. Certo da artista mi curerei per potere creare musica, oppure dipingere o cantare. Ma ad un certo punto – mi stuferei.

    E quindi ad una società che mira al vivere più a lungo
    e meglio accosterei, come possibilità, il poter morire quando si vuole e con consapevolezza. Con l’aiuto della scienza e senza soffrire.

    E non solo perchè si hanno malattie incurabili ma anche, perchè no, perchè da totalmente sani ci si stufa. Anche se avessi 450 anni e avessi scritto libri e composto tutti i brani che ho in testa ad un certo punto so al 100% che mi annoierei e vorrei morire. Perchè anche nella morte come dice Sigismondo sta il segreto della vita.

    Perchè la vita di cui tanto parliamo e la morte della quale abbiamo tanto paura in realtà sono la stessa identica cosa e ce lo insegna la vita dal primo giorno.

    Inspiro aria e prendo, rilascio aria e muoio
    Il sole albeggia, il sole tramonta…Ma in realtà il confine notte e giorno lo creaimo noi esseri umani : in realtà è un giornotte…

    Infatti la chiamiamo giornata.

    Ed è impossibile tenere la vita togliendo la morte – semplicemente non possibile.
    Siccome abbiamo paura di morire solo morendo sazi e stufi di vita compiremo l’atto vitale. Non credo sia un’eresia, che dite?

    A presto

    Wikingo

  51. albe ha detto:

    A mio modesto parere, Wikingo, il tuo discorso consegue dal fatto che non abbiamo vinto la morte, non dal fatto che la vita ha senso perché c’è la morte.

    Se leggi: “sesso e origine della morte”, scritto in forma divulgativa capirai che il DNA ha inventato il sesso per evolversi e la morte per disfarsi delle costruzioni obsolete. La morte NON E’ nata con vita ma è stata una soluzione adottata in seguito … soluzione che alcune meduse rifiutano.
    Questo, secondo me, dimostra scientificamente che la morte NON è sposa della vita.

    Noi poi abbiamo sviluppato la consapevolezza, le arti e cose grandissime, una rivoluzione paragonabile a quella dell’immortale DNA che ha costruito noi come suo veicolo e crescita. Ora, perché mai dovremmo accettare in toto le SUE invenzioni e sottometterci al SUO volere di considerarci sue “appendici riproduttive”? Ma ti pare logico?!?!

    Riguardo alla noia, ne sono soggetto anche io … ma sono curioso, non capisco niente di musica e mi dispiace un sacco non avere tempo di occuparmene, sono bravo a disegnare e capisco le scienze ma non ho la minima possibilità di approfondire come vorrei, non mi basterebbero 1000 anni!
    Secondo me la noia subentra quando uno pensa di sapere a memoria tutto, ma in realtà non sta osservando bene … se osservasse bene non potrebbe fare a meno di amare tutto, dal passerotto che si liscia le penne al sole che tramonta … e quando si ama si vuole conoscere, il mondo è vastissimo quando mai potrebbe originarsi la NOIA?!?!?!?

  52. Luciano ha detto:

    Ciao a tutti.
    Per vivere moltissimo, non oso dire per sempre perchè, come qualcuno ha sottolineato, anche l’universo dovrebbe finire (in questi argomenti il “condizionale” fa da padrone), bisognerebbe anche, per esempio, azzerare parti della momoria. Ci sono sofferenze che ci portiamo dietro per tutta la vita, meccanismi di comportamento che ci pesano e condizionano, impedendoci di evolvere oltre un certo punto; dovremo imparare a gestire anche questi aspetti.
    Oppure impareremo a essere insensibili, e allora di quali emozioni vivremmo?
    Decideremo cosa ricordare e cosa cancellare?
    Io non aspetto la morte, perchè ho ancora tante domande, ma le soluzioni proposte riescono a emozionarmi solo sino a un certo punto; una cosa è allungare la vita di molto per permettere altre esperienze, ma immaginare una vita che tende all’eterno, mi spaventa, rischiamo di fare un errore pazzesco.
    Vorrei che la ricerca della fisica e della metafisica continuino ad aiutarci a capire cosa siamo realmente. Per questo mi piacerebbe vivere un pò di più.
    E’ vero, che il sesso e il morire sono meccanismi necessari per migliorere la specie, appunto, siamo sicuri di poterci sostituire efficacemente a questo meccanismo? Con la poca conoscenza e coscienza di cui ancora disponiamo?
    O il punto in cui siamo è sufficiente?
    Questo errore stiamo già rischiando di farlo con alcune manipolazioni genetiche, con i semi ad esempio.
    Grazie, Luciano

  53. Barbara ha detto:

    @CARO FRANCO IO SONO INVALIDA CIVILE E NON PARLARMI DI MEDICINE,NON MI CONOSCI AFFATTO…E IO HO LA MIA IDEA…IO AL MASSIMO APPREZZO IL PC E IL CELLULARE MA BASTA COSI’!…E VOGLIO INVECCHIARE E MORIRE SENZA ALCUN ATTREZZO PARTICOLARE …SONO FELICE DI ESSERE COME SONO,PUR AVENDO MOLTI PROBLEMI!

  54. […] Lenzi (che abbiamo già conosciuto in questo articolo) mi ha mandato un nuovo consiglio. Anch’io mi unisco alla promozione, in quanto ho conosciuto […]

  55. Andrea ha detto:

    L’idea di poter vivere molto + allungo rispetto ad oggi mi affascina per tutte le esperienze che potrei fare e per tutto quello che potrei imparare , nel telefilm highlanders il protagonista ha fatto una marea di lavori diversi ,è vissuto in tanti posti diversi a conosciute tante persone ed è passato dal vivere di caccia e raccolto in capanne e da non sapere ne leggere ne scrivere a diventare molto colto ,professore universitario ecc ,certo è un telefilm e l’immortalità significava anche vedere invecchiare e morire gli amici ,ma nel nostro caso potremmo tutti vivere molto di più.
    La saggezza si raggiunge con l’esperienza e l’età, possiamo trasmettere quello che abbiamo imparato con l’esperienza alle generazione future e va bene , ma se con l’età mantenessimo il vigore giovanile potremo vivere quelle esperienze che da giovani non abbiamo fatto per mancanza di coraggio, inesperienza , immaturità ,possibilità economiche , ecc… questa possibilità mi affascina e a voi?
    PS Nel Film/Documentario di Michel Moore “SIKO” a un certo punto MM intervista con un signore che dice che il modo in cui i potenti possono dominare è attraverso il terrore o demoralizzando le persone, perché una persona demoralizzata non si ribellala e quindi subisce . Quindi ribelliamoci e il futuro sarà veramente migliore di oggi.

  56. albe ha detto:

    andrea, penso che tu abbia centrato il problema. Ma ci sono già persone che si danno da fare per ottenere questo futuro.

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