Elementare Watson! il nuovo computer IBM in grado di battere i concorrenti umani in un quiz televisivo

Pubblicato: 04/02/2011 in intelligenza artificiale, le vostre segnalazioni

Vi ricordate Deep Blue? Era quel computer che nel lontano 1997 riuscì a battere Kasparov in una partita a scacchi.

Fu un momento storico. Soprattutto per l’IBM che si garantì un bel lancio pubblicitario in tutto il mondo. Difatti Deep Blue viene ancora citato come esempio di un cambiamento epocale.

Bene, l’anno scorso l’IBM ha lanciato un nuovo supercomputer. Si chiama Watson ed è in grado di ripercorrere complessi ragionamenti logici, tanto da riuscire a battere i concorrenti del famoso quiz televisivo Jeopardy!

Il quiz parte dalle risposte e i giocatori devono indovinare le domande, quindi il processo mentale è davvero difficile da ricostruire in un computer. Watson è l’unica macchina al mondo in grado di comprendere così bene il linguaggio naturale e di rispondere costruendo frasi spontanee. Ci sono voluti tre anni di sviluppo

Bisogna sottolineare che Watson non è collegato alla rete (sarebbe troppo facile), ma ha una memoria contenente un database con milioni di informazioni. Per parlare usa un motore di sintesi vocale.

Signore e signori… HAL 9000!

Ringrazio Andrea Sellini per la segnalazione.

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commenti
  1. Amos ha detto:

    woiw bellissimo immagina integrare questo super computer al cyborg sarebbe veramente una cosa al massimo ke ne dite?

    • luca rivoli ha detto:

      sarebbe bellissimo ovvio 🙂 ma torniamo sempre li.. questo cyborg, dotato di questa intelligenza precisa che sfrutta puramente schemi matematici e probabilistici o come in questo caso un database che deve essere continuamente aggiorato, è veramente in grado di sostituire del tutto l’uomo? o gli mancherà sempre qualcosa che sfuggerà alle sue logiche e che non riuscirà a risolvere? (come dico anche nel mio messaggio qui sotto)

  2. luca rivoli ha detto:

    assurdo 🙂 il ragionamento logico da attuare per rispondere in questo quiz è veramente complesso.. certo il computer riesce a rispondere a tutte le domande perchè possiede numerose informazioni in esso caricate, ma se la domanda posta non rientra nelle informazioni in suo possesso il computer fa cilecca 🙂 .. io sono dell’idea però che l’uomo possegga informazioni che non sono strettamente legate a ciò che esso ha imparato su libri giornali o documentari ma anche a esperienze di vita quotidiana che il computer non possiede..

    • Nicolò ha detto:

      Concordo.
      P.S. il computer non è intelligente, è il programmatore che ha creato gli algoritmi che lo fanno funzionare che lo è!!!

      • luca rivoli ha detto:

        esattamente 🙂 secondo me la cosa più straordinaria di questa invenzione è la capacità di articolare le parole per comporre frasi più che altro 🙂

  3. James Nio ha detto:

    io studio ingegneria informatica e credetemi se vi dico che costruire una cosa del genere è complicatissimo…soprattutto il sistema che permette di capire che tipo di domanda è stata fatta e quindi trovare la risposta giusta…

    Quello che dite è vero…il computer non apprende da solo ma c’è bisogno che qualcuno inserisca le informazioni (almeno per ora) e se gli viene fatta una domanda che non sa non può rispondere ma è sempre più efficiente della mente umana che non può ricordarsi e sapere tutto….

    • davide Sol ha detto:

      Jamea immagina un computer che impartisca informazioni a un altro computer che le elabora; basta suddividere il lavoro in più macchine inizialmente, il gioco è fatto; computer che si autoalimentano di informazioni; elaborano e operano; basterà semplicemente creare un algoritmo che li indirizzi verso una logica; Complesso sicuramente si, ma visto gli introiti delle grandi multinazionali, investire in un simile campo per loro non è un peso chissà quanto grave!

    • Sigismondo ha detto:

      Se studi ingegneria informatica dovresti sapere che il computer, tecnicamente, PUO’ apprendere da solo. Se gli viene fatta una domanda, può rispondere. Dipende soltanto dal grado di complessità della fonte dati (che sia una neural network, un database statico, una fonte dati basata su framework persistenti).
      I processi cognitivi dipendono solo ed esclusivamente dall’algoritmo scelto per interpretare il “pensiero”. In fondo, il computer elabora. Ed è ciò che fa il cervello. Soltanto che il computer, per farlo, usa due semplici operazioni: somma e sottrazione (poi dipende dall’architettura e dall’instruction set di riferimento, ma in linea di massima funziona così). Ci è ancora oscuro come funziona il pensiero umano: ne conosciamo le meccaniche, ma non le dinamiche. Per cui, tentiamo di riprodurre digitalmente ciò che conosciamo delle nostre “geometrie cerebrali”.
      E ancora, il computer non è (e prevedo che ancora per molto non lo sarà) più efficiente della mente umana. Se parliamo di efficienza, parliamo di ciò che effettivamente è: il cervello umano pesa 1.5 chilogrammi, in media. Consuma zuccheri e produce una quantità di energia sull’ordine dei milliwatt. Watson peserà diverse tonnellate, consumerà megawatt e ne produrrà altrettanti. Soltanto per rispondere a delle domande di un quiz. Per cui, parlare di efficienza non mi sembra corretto. Sulla velocità? Bene: ricordi Deep Blue? Superveloce, ma Kasparov era più forte, sai perché? Perché aveva la capacità di discriminare tra mosse stupide e intelligenti. Non aveva bisogno di calcolare TUTTE le mosse possibili. Non esiste, ad oggi, un computer in grado di comprendere una mossa stupida da una intelligente, per cui le analizza tutte.

      Alan Turing l’aveva detto…

  4. Adri ha detto:

    wow!!

  5. davide Sol ha detto:

    Pensateci, siamo già al punto che milioni di persone hanno una vera e propria patologia di dipendenza da facebook; oramai il computer è entrato nella nostra vita quotidiana, molti di noi non riuscirebbero a compiere le azioni più elementari senza.
    Questo è solo il paradigma teorico e psicologico che permetterà all’evoluzione di andare avanti. un giorno riusciremo a implementare ilnostro cervello con piccoli hard disk; e riusciremo a controllare quali ricordi mantenere e quali cancellare, fantascienza? No! Il futuro è più vicino di quanto nn crediate

  6. sabina ha detto:

    i computer hanno un enorme vantaggio: non si emozionano…la logica é ciò che li guida. Ovviamente questo potrebbe anche essere (per ora) giusto il loro limite. Ma sono convinta che presto, prestissimo le nuove macchine sapranno “emozionarsi” e temo “autosvilupparsi” e prenderanno il sopravvento…

    • Sigismondo ha detto:

      Sabina vedi… tutto sta nel cercare di capire il confine tra emozione e logica, ovvero tra causa ed effetto. Voglio dire… le emozioni spesso sono reazioni, conseguenze ad una causa, elaborate e poi espresse in forma intelligibile (quasi sempre). Ma… se le emozioni fossero frutto di un processo logico?
      Le macchine possono apprendere: questo è un dato di fatto scientificamente dimostrato e provato. Se l’apprendimento porta all’emozione, però, questo non ci è dato saperlo. Ma cos’è un’emozione?

  7. nico ha detto:

    wow!!! ormai noi uomini siamo per essere rimpiazzati dai supercomputer… è tutto molto interessante, ma per certi versi è anche inquietante… la cosa da chiedersi è: l’uomo userà la tecnologia per aiutare la nostra razza creandone un’altra oppure la userà come temo per arricchirsi è fare i propri interessi egoistici?

  8. Luca Burla ha detto:

    La vera sfida sarà integrare le capacità di calcolo e di elaborazione di un supercomputer con il cervello umano, ma siamo ancora molto indietro sotto questo aspetto direi quasi come un uomo del paleolitico rispetto al uomo di oggi

  9. Sigismondo ha detto:

    Beh… io ho un solo nome per questo…
    Conosco bene i suoi studi, avendoli approfonditi per motivi di studio.
    Il suo nome è David Spiegelhalter, un professore di matematica ancora in vita, un tipo decisamente sballato, sopra le righe, ma che, secondo me, ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mondo dell’intelligenza artificiale. In Italia è molto sottovalutato, si studia poco ed è un gravissimo peccato… ma tant’è…

    Per saperne di più: http://en.wikipedia.org/wiki/David_Spiegelhalter

    Non fermatevi alle apparenze, quest’uomo ha davvero rivoluzionato l’approccio uomo-macchina.
    Certo, il Watson Project è stupefacente, ma ci credo, l’IBM ha sempre portato avanti progetti altamente avanzati. E secondo me… sotto sotto cova qualcosa. Non sono un “complottista”, ma ammetto che gli sviluppi e gli ingentissimi investimenti in progetti per la creazione di un computer “senziente” siano un po’ ambigui, ecco.
    A tal proposito vi segnalo un film: “Pi-greco: Il teorema del delirio”. E’ sconvolgente!

  10. Giancarlo Sacchi ha detto:

    “Pi-greco: Il teorema del delirio” è un film interessantissimo anche se in bianco e nero… Vorrei prendere spunto proprio da questo film per segnalare in esso la presenza di un gioco simile agli scacchi ma molto, molto più complesso. Si tratta del Go. Si gioca su 361 intersezioni (anziché solo 64 caselle come per gli scacchi). E’ conosciutissimo in Asia. Si dice che abbia origini antichissime, più di 2000 anni. Ebbene, quando la macchina riuscirà a giocare alla pari e a battere un professionista IX dan a Go allora le macchine saranno diventate veramente pericolose… Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale possono giovare alla causa.
    Attualmente con 9 pietre di vantaggio per il computer, equivalenti più o meno a 90 punti di vantaggio (quindi partendo da 90 a 0 per la macchina), vince l’uomo 🙂 Le macchine devono fare ancora parecchia strada…

    Per approfondimenti:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Go_%28gioco%29
    http://carlonogo.blogspot.com/

    E c’è perfino un cartone animato sul tema, Hikaru No Go: http://www.youtube.com/watch?v=A0t5kfkSxO8

    Prima dell’anno 2000 davano 1 milione di dollari in Asia a chi avesse creato un algoritmo in grado di battere un essere umano professionista di Go… Il premio non è stato assegnato… Sembra che con la semplice forza bruta (potenza di calcolo) non si sia in grado di competere con la mente umana giocando a Go.

    • masmarupor ha detto:

      ciao ragazzi riporto qui la mail con cui ho contattato daniele…
      ——————————-
      [quote]
      ciao Daniele, ho visto la puntata di mistero in cui esprimevi le tue
      inquietudini riguardo alla direzione obbligata che prenderà la
      cibernetica.
      concordo con la visione per cui certe tappe siano OBBLIGATE a meno di
      non frenare o regredire la tecnologia, tuttavia visioni di umani che
      soccombono alle macchine intrinsecamente inteso come perdita di dignità
      umana rispetto a macchine che verranno a sopraffarci.
      discutendo nel forum del movimento zeitgeist (www.zeitgeistitalia.org)
      ho rafforzato le convinzioni di cui già mi ero fatto un idea.
      in questo video(http://www.youtube.com/watch?v=lGR9bxIbuZE) è spiegato
      molto bene la filosofia del movimento ed anche una visione analitica
      sulla questione dell’IA.
      sarebbe interessante discutere di questi argomenti in un forum, se hai n
      blog si potrebbe aprire un 3d, ma io preferirei invitarti più
      proficuamente a scrivere sul forum del movimento zeitgeist
      (/www.zeitgeistitalia.org) dove potrai valutare la posizione del mov.
      con diverse persone ben più competenti di me.

      un caro saluto da MAX.
      [/quote]
      così esorterei quelli che hanno paure ed inquietudini nei confronti dell’IA di porre i loro ragionamenti nell’alveo della logica più ortodossa.
      anzitutto ci sono 2 tipi di IA, forte (http://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale_forte) e debole l’intelligenza artificiale più performante per scopi utilitaristici di problem solvingm sono il risultato di un IA debole (processi logici privi di emozioni) e gli studi di un IA forte sono almeno per ora privi d’un vero fine utilitaristico e di miglioramento della condizione umana.
      pertanto l’IA forte è un intelligenza più avanzata e complessa, ma meno performante e sostanzialmente controproducente agli scopi umani.
      lo studio sull’IA forte proseguirà e forse porterà a macchine senzienti, ma più l’intelligenza sarà grande, più la macchina stessa tenderà ad inibire emozioni illogiche e stupide tipo sterminare l’essere umano.
      inoltre ricordiamoci gli studi sui neuroni specchio, la vera intelligenza sviluppa empatia, ed una macchina pensante auto-evolverà verso l’empatia con le altre intelligenze umane e non.
      quanto a schiavizzare l’uomo non c’è proprio storia!
      quale logica perversa potrebbe portare ad una conclusione così stupida da parte d’una macchina più intelligente dell’uomo?!?!
      ve lo siete chiesto?
      non ha senso, un entità più intelligente di noi per soddisfare un suo scopo costruirebbe un altra macchina che faccia quel lavoro.
      perché usare un essere umano che è cosi inefficiente a tale scopo?
      perché sterminarlo visto che la macchina stessa vive in simbiosi con l’umano e svilupperà certamente empatia verso l’uomo?

  11. masmarupor ha detto:

    mi scuso per l’inserimento di tag [quote] pensavo fosse contemplato l’uso dei tag nel forum.
    non li userò più ok.

  12. Steefy Kage ha detto:

    Tra poco uscirà questa nuova tecnologia sui nuovi Computer comuni e devo dire che se ne capite qualcosa di pc vi renderete conto che appena usciranno queste nuove macchine ci sarà una svolta epocale in termini di tecnologia uno sbalzo non indifferente e si comincerà a chiudere il cerchio. HAL 9000 è solo un giochetto in confronto allo sviluppo di questa tecnologia.

    • masmarupor ha detto:

      mi sembra d’aver capito che questo sistema sia sostanzialmente un bus dati, quindi niente a che vedere con la capacità di calcolo pura, la prossima generazione di computer avrà processori che non distinguono tra memoria e cpu, ovvero questi due concetti verranno fusi costruendo memorie che sono anche cpu e viceversa.
      immaginate una cpu che lavora sempre al 100% poiché utilizza X circuiti per soddisfare le richieste computazionali effettive ed usando il resto come memoria ed il surplus non viene nemmeno più alimentato (+prestazioni computazionali – energia consumata)
      inoltre sono allo studio computer quantici, che grazie al ambiente subatomico sul quale si basano avranno capacità di calcolo inimmaginabili ora, ed implementeranno calcoli su basi non più vincolate al codice binario.

      • Sigismondo ha detto:

        Esattamente. Il video proposto tratta esattamente un nuovo tipo di cablaggio, basato sulla luce, una sorta di evoluzione della fibra ottica.

        Le CPU con la memoria integrata, però, sinceramente non le trovo performanti. Per la memoria, bisognerebbe dimenticarsi del concetto di griglia bidimensionale, ma pensare a solidi tridimensionali che triplicherebbero le performance attuali, riscaldando e consumando di meno. La CPU potrebbe sfruttare il meccanismo delle linee di interrupt multiple o meglio ancora un polling dinamico per l’indirizzamento alle risorse in RAM. Ma è utopia, almeno per il momento.
        Il computer quantistico è invece una figata mostruosa. Aumenta di brutto la complessità computazionale e di sviluppo (gli aspetti deterministici non sono facili da prevedere, e la gestione delle crisi è ardua da implementare), però effettivamente… i prossimi computer non saranno più in Hz, ma in qubit! 🙂

  13. Francesco 85 ha detto:

    Ciao daniele e ciao a tutti,
    voglio solo dire che il fatto che un supercomputer riesca a battere i concorrenti di un quiz televisivo non significa niente. e non vuol dire che abbiamo raggiunto la possibilità di ricreare la mente umana su una macchina. infatti tutti i computer funzionano secondo uno schema domanda-risposta, imput-output. il fatto di riuscire ad invertire l’ordine e avere uno schema risposta-domanda, non cambia molto… e neppure l’aumentare il numero di imput-output per secondo e renderlo più complesso, fa di esso una copia della nostra mente o addirittura una mente autonoma come la nostra. resta una calcolatrice un po’ più complessa, niente di più.
    i computer funzionano perchè hanno ricevuto un programma prestabilito, che al suo interno contiene tutte le risposte necessarie.
    è vero ci sono computer che apprendono, ma il loro apprendimento è solo contenutistico. non apprendono nuovi procedimenti logici, non possono agire contraddittoriamente alla logica di base ricevuta. e a quanto so, non possono neppure scegliere una risposta diversa da quella o da quelle che il programma prevede.

    • Sigismonodo ha detto:

      Forse sei poco informato sui nuovi sviluppi dell’intelligenza artificiale…
      L’apprendimento basato su neural networks non è soltanto di tipo contenutistico. La macchina può effettivamente elaborare nuovi stimoli e agire di conseguenza, valutando le diverse situazioni e applicando nuovi ragionamenti (se vuoi chiamarli calcoli è uguale, il risultato di fondo non cambia) e schemi logici. Possono anche agire in modo contraddittorio alla logica ricevuta: ed è proprio questo il problema, secondo me. Il fatto che non possiamo essere in grado di prevedere le loro reazioni quando sottoposte a nuovi e diversi stimoli. Bisogna abbandonare l’idea del classico paradigma hardware/software, che è statico. Qui si parla di una nuova dinamica che applica funzioni create apposta per risolvere nuovi problemi! E ho parlato di reti neurali, figurati cosa potrebbe accadere con l’implanting di neuroni umani. Io non sono d’accordo, il rischio che si corre è troppo grosso. E non sarebbe certo un’evoluzione in nome del progresso, che per essere tale deve apportare benefici, non soltanto avanzamento della tecnica. Anche le armi nucleari sono uno straordinario progresso della tecnologia: questo non implica certo un progresso per l’umanità.

  14. Eduardo ha detto:

    Trovo davvero interessante vedere che cosa ha fatto di sviluppo e ci si può solo immaginare che cosa si tratti, in futuro di sentire da. Questo non sarà l’ultima volta che si fa qualcosa.

  15. Roberta ha detto:

    ma che dite ragazzi? siete fusi?mi sa che a furia di parlare di cyborg il vostro cervello vi ha salutati!
    l’ evoluzione ci sta , ma nei limiti !!!!e siccome la scienza di limiti non se ne pone ,mi sa che dobbiamo iniziare a preoccuparci !!! io non ci sto capendo più niente!ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani e siamo felici!!ci vuole poco e ci mettiamo a brindare tutti insieme!!!!

    “evviva tra un po saremo tutti cyborg” ………………………………………???

    ciao,R.R

    • Sigismondo ha detto:

      Certo, con mani robotiche e bicchieri d’acciaio. 😀

      Lascia stare gli entusiasmi delle persone che non riescono a guardare la questione etica… io li capisco. In fondo, essere come l’uomo da 6 milioni di dollari non mi dispiacerebbe. Dovrei però restare me stesso, allora si. 🙂

      Sai che figata saltare al rallentatore? Nennennenneeenenenenenee

  16. masmarupor ha detto:

    guardatevi un po sto fumetto, è molto istruttivo.
    (come si insericono le immagini in qst forun??? ci provo…)
    http://i.imgur.com/T4bcJ.jpg (link)
    (tag)

    questo è il 3d dove l’ho trovato
    http://www.zeitgeistitalia.org/node/2476
    non aggiunge niente a quello detto da me in precedenza, ma la forma di fumetto per qualcuno può essere utile alla comprensione dell’assurdità di certe paure.

  17. Gino ha detto:

    sono belle ste cose ma ragazzi a me fanno un po paura. sarò all’antica ma già le macchine ci controllano e svolgono molti lavori al nostro posto, e già c’è disoccupazione. figuriamoci se gli diamo ancor piu importanza. tutti a casa stiamo.

    • masmarupor ha detto:

      ok vuoi continuare ad avvitare bulloni come un ossesso in fbbriche dove invariabilmente verrei sfruttato ed alienato, distruggendo le tue potenzialità intellettive per un misero stipendio!
      quello che affermi è un inno alla schiavitù!
      schiavitù del denaro e della società turbocapitalistica.
      la disoccupazione tecnologica e inevitabile ed irreversibile!
      guardati questo per capire…http://dotsub.com/view/8facd416-c3ac-45e1-97a5-ce352b7d59cb
      il problema non sono le macchine ma l’obsolescenza del sistema economico che non è pronto a supportare questi cambiamenti a causa del DOGMA del PROFITTO.

  18. […] questo post vi avevo parlato di WATSON, il supercomputer in grado di partecipare al famoso quiz Jeopardy, che […]

  19. […] per costruire forme moderne di apprendimento automatico e di comunicazione, come ad esempio Watson di IBM, che hanno permesso a sistemi informatici di rilevare la capacità di un essere umano di rispondere […]

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